Direttore Valter Vecellio. 1 year 4 weeks ago
Alessandro Barchiesi
La vignetta
Alessandro Barchiesi
La vignetta
Gianfranco Cercone
“Chiamatemi Francesco – Il Papa della gente” di Daniele Luchetti: un monumento, ma non un santino

Raccontare in un film di finzione fatti realmente accaduti, e in anni recenti, e in cui sono coinvolte personalità di spicco, è un’impresa tra le più ardue. Perché vada a buon fine, occorre che l’autore riesca a riversare le proprie emozioni, i propri sentimenti, in personaggi che non sono prodotti dalla sua immaginazione, ma che si ritrova già almeno in parte definiti dalla realtà storica. Se poi tali figure reali, per il loro prestigio, per la stima che suscitano, creano un senso di soggezione, la simbiosi che dovrebbe esserci tra autore e personaggi è resa ancora più difficoltosa.

Oreste Bornisacci
Il ‘sogno americano’: la possibilità di raggiungere il successo e il prezzo che si paga. È “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller

“Death of a salesman”, una delle opere più conosciute di Arthur Miller, ci presenta, siamo a New York nel 1949, essenzialmente due temi: da un lato la feroce critica all’american dream, al sogno americano, quell’utopia, quel credo, quel mito ampiamente diffuso negli Stati Uniti secondo il quale ciascun individuo ha la possibilità di emergere ed affermarsi in maniera prepotente, può cioè raggiungere livelli elevati di successo inteso come sinonimo di grandi ricchezze, e dall’altro i rapporti complessi, spesso conflittuali, all’interno di una famiglia, essenzialmente tra padri e figli.

Angiolo Bandinelli
Dopo il lepenismo: una Europa tra nazionalismi e localismi

I risultati del ballottaggio hanno piegato le aspirazioni di Marine Le Pen, ma non cambiano i termini del “caso” francese. Per il momento Hollande l’ha scampata, ma anche lui va incasellato tra gli sconfitti. Il resto del panorama politico d’oltralpe, poi, ci dà sempre l’immagine di un disastro nazionale (e, ahimè, europeo). L’assalto del lepenismo alle istituzioni e al governo è stato respinto, ma non si dica che ha vinto la democrazia. Marine Le Pen non ha tutti i torti nel sostenere che in Francia destra e sinistra sono morte. Il tradizionale gioco tra destra e sinistra è scomparso, i passeggeri della nave Francia si sono buttati tutti sulla fiancata opposta a quella dove si era provocata la falla, giusto per impedire alla nave di affondare: ma la falla sta ancora lì.

Valter Vecellio
La fuffa della Leopolda. Una kermesse vuota e inutile

Leopolda si, ma non solo. Come la vogliamo mettere, con Maria Elena Boschi? Fino a ieri era tutto un osanna e una riverenza, un sottolineare bellezza e determinazione, il mix di acume, scaltrezza, capacità di gestire le situazioni più disparate, anche le più spinose? Ora è crucifige impietoso. Si critica tutto: dalle mise ardite stile country-buttera con cui si presenta alla Leopolda (in effetti una imitazione di Dolly Parton a una convention del tea party in Iowa), ai silenzi sulle vicende della Banca Etruria; il fatto che non risponde a Roberto Saviano, e che non rinnega il padre, e anzi, lo difenda dicendo che si tratta di una persona per bene… Ma davvero sono queste le critiche che si devono e si possono fare alla Madonna di Laterina?

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Aldo Penna
Voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Ma politica, burocrazia e certa imprenditoria fanno di tutto per non essere diversi

Prendendo spunto dalla frase che Roberto Vecchioni ha pronunciato alcuni giorni all'Università di Palermo e alle reazioni contrastanti che ne sono seguite, “Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente! “.

Ecco, se invece di scrivere Sicilia, Vecchioni avesse indicato, come Peppino Impastato, già nel nome un responsabile del degrado, dell’arretratezza, dell’assenza di speranza, il coro del consenso si sarebbe levato molto forte accomunando nello stesso applauso eserciti di sinceri e robuste legioni di ipocriti.

Marco Del Ciello
Radicali e pastafariani, un incontro possibile

Questa primavera l'Associazione Radicale “Adelaide Aglietta”, di cui sono iscritto e militante, ha avviato un percorso di dialogo e collaborazione con la Chiesa Pastafariana Italiana, un'organizzazione che ha una breve storia alle spalle ma può già contare su aderenti e simpatizzanti in tutta Italia. Il pastafarianesimo nasce negli Stati Uniti nel 2005, con l'obiettivo di contrastare l'insegnamento del creazionismo nelle scuole, e arriva nel nostro paese nel 2012. Si tratta di un culto religioso parodistico che, con gli strumenti dell'ironia e del paradosso, mette in evidenza le contraddizioni logiche delle chiese ufficialmente riconosciute.

Susanna Sinigaglia
Adulto

Avevo già visto il lavoro dei Phoebe Zeitgeist in primavera, prima nella rassegna “Contagio” con lo spettacolo Preghiera. Un atto osceno, poi in Kamikaze number five, dove il terrorista si prepara al suo atto di dispensatore di morte, anch’esso osceno nella sua concezione stravolta del sacro, entrambi diretti da Giuseppe Isgrò.

Guido Biancardi
Noi siamo i radicali, non i terroristi

Lettera inviata al direttore de “Il Foglio” Claudio Cerasa

Ho saputo dal Tg1 delle 13,30 dell'accertamento dell'identità del terzo terrorista/attentatore del “Bataclan”: un giovane islamico che avrebbe subito recentemente in Siria il pervertito indottrinamento all'assassinio di innocenti da considerare, “da infedeli”, come nemici.
Il termine usato nel servizio per descrivere il risultato del processo, mostruoso per i genitori interpellati, di trasformazione in terrorista dell'Isis di un giovane di origine africana ed all'apparenza ormai europeizzato come tanti altri, è stato quello di: “radicalizzato”.

Valter Vecellio
Corte Costituzionale, ora la parola spetta ai presidenti di Senato e Camera, al presidente del Consiglio, a tutti i Parlamentari. Come vogliono corrispondere al monito del Presidente della Repubblica?

Per quel che riguarda noi radicali, lo sciopero della fame di dialogo e fiducia continua

Comunicato dei circa cinquanta dirigenti e militanti radicali in sciopero della fame di dialogo e fiducia, ormai da tre settimane:

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Gianfranco Cercone
“Mon roi” di Maïwenn: un film “androfobo”?

Come esistono film misogini, esistono film “androfobi”.

La caratteristica di questi due tipi di film non è tanto quella di presentare personaggi femminili o maschili negativi; ma di “disumanizzarli”, di farli agire per una malvagità o per una pericolosa follia, aprioristiche, quasi incomprensibili, nei quali l’autore non sa o non vuole immedesimarsi. Mentre è loro contrapposto un partner, a seconda dei casi maschile o femminile, equilibrato, “sano”, di cui siamo messi in grado di condividere le emozioni e le ragioni.

A prima vista – ma, lo anticipo subito, è un’apparenza ingannevole – “Mon roi”, della regista francese Maïwenn, rientrerebbe tra i film “androfobi”.

Valter Vecellio
Radicali. Quel giorno di sessant’anni fa, Pannunzio, Rossi, Pannella…

A Marco Pannella glielo chiedo durante le due ore della domenicale conversazione a Radio Radicale: “Te lo ricordi, dov’eri l’8 dicembre del 1955?”. 

Scuote la testa. “Dimmelo tu…”. 

Non se lo ricorda davvero, o mi canzona? “L’8 dicembre del 1955”, dico, “una trentina di consiglieri nazionali dell’allora Partito Liberale si dimettono…”. Macché, non fa una piega. Eppure se lo deve pur ricordare, quel giorno. Proseguo: “Con quelle dimissioni avete gettato le fondamenta del Partito Radicale… Sono trascorsi sessant’anni da allora, non è uno scherzo, il Partito Radicale è il più antico sulla scena politica…”.

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Angiolo Bandinelli
Matteo Renzi e le proposte radicali

Caro direttore,

Guido Biancardi
Roma, simbolo perenne della sottrazione del potere al controllo della democrazia

Il Regno (ed Impero) d'Italia l'aveva conquistata e scelta come sua Capitale; il Concordato l'ha fatta poi convivere con quella dello Stato della Città del Vaticano il cui regime è anch'esso una monarchia, pur se non dinastica, bensì elettiva; la Repubblica Democratica la conferma infine sua Capitale sia istituzionale che amministrativa. In essa si è realizzata ormai la sovrapposizione totale e perfetta dell'occupazione, da parte dei partiti, come pure espressioni di interessi di parte delle istituzioni poste a difesa e presidio dell'interesse generale.

Oreste Bornisacci
“Tradimenti” di Harold Pinter: il nostro rapporto con gli altri sottende il ricorso sistematico alla menzogna?

Al centro di questa commedia di Pinter è il classico triangolo: lei, lui, il marito di lei. Il tradimento appare, quindi, implicito ma la situazione è assai più articolata e Pinter non è qui per raccontarci una banale storia di corna. Lei tradisce il marito e lui la moglie, d’accordo, ma lui tradisce anche il marito di lei perché è il suo migliore amico, lei tradisce lui perché gli ha nascosto di aver rivelato tutto al marito che, quindi, a sua volta, tradisce in un certo senso l’amico per avergli nascosto che è al corrente della relazione. Come se non bastasse il marito di lei non è da meno e tradisce anche lui la moglie.

Valter Vecellio
Prescrizioni: oltre 70 mila prima del processo. Non sono i giudici più bravi a fare carriera. Cassazione: l’ingiusta detenzione va comunque risarcita

Occorre rivedere il sistema di elezione dei magistrati per i vertici dei tribunali e degli uffici giudiziari; e va rivisto anche il sistema sanzionatorio. “Perché i risultati a macchia di leopardo sulla velocità della giustizia civile e penale non dipendono tanto da eventuali carenze in organico, ma soprattutto dal modo in cui gli uffici sono amministrati”. Non male, vero? Se poi si tiene conto che si tratta di quello che il vice-ministro della Giustizia Enrico Costa va a dire alla Conferenza Nazionale dell’Avvocatura, e che ci carica sopra la volontà del Governo di portare avanti, per questo, la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, ecco che queste affermazioni acquistano un peso particolare.

Oreste Bornisacci
“La Lupa” di Giovanni Verga: la disperata volontà di vivere in libertà, senza ipocrisie e condizionamenti morali

“La Lupa” è una breve novella, dall’atmosfera torbida e violenta, di Giovanni Verga dalla quale lo stesso autore ricavò un dramma teatrale rappresentato per la prima volta nel 1896 e nella quale con chiarezza sono definiti sin dall’inizio i connotati della protagonista: “al villaggio la chiamavano la Lupa perché non era sazia giammai di nulla. Le donne si facevano la croce quando la vedevano passare … ella si spolpava i loro figliuoli e mariti in un batter d’occhio … e se li tirava dietro alla gonnella solamente a guardarli con quegli occhi da satanasso”.

Gianfranco Cercone
“A bigger splash” di Luca Guadagnino: i maschi irredimibili

Qualche lettore di queste note sul cinema, mi rimprovera bonariamente perché do a volte troppe anticipazioni sulla trama dei film di cui mi occupo.

Il desiderio di non sapere nulla o quasi nulla di un film prima di vederlo, rientra certo tra le legittime preferenze di uno spettatore. Mi permetterei però di osservare che il piacere nella visione di un film non deriva soltanto, e nemmeno principalmente, dalla scoperta della trama. Agli albori dello spettacolo – nel teatro greco – gli spettatori già conoscevano il contenuto dei miti che le antiche tragedie raccontavano. Eppure si divertivano le stesso, perché, io credo, era il modo in cui quelle storie erano narrate sulla scena che li interessava e li incantava.

Giuseppe Candido
Il genocidio politico culturale dei radicali

Ancora una volta il Centro d'Ascolto dell'informazione radiotelevisiva diretto da Gianni Betto ci fornisce l'analisi degli ascolti consentiti dei vari soggetti istituzionali e politici nelle edizioni dei telegiornali Rai, Mediaset e La7. E ci conferma la vergogna del sistema dell'informazione radiotelevisiva di questo paese che nega il diritto di conoscere per deliberare.
L'analisi dei dati è stata oggetto di una specifica riunione al Partito Radicale nella serata di sabato 29 novembre, e si riferisce a un totale di 330 edizioni di telegiornali andate in onda nel periodo compreso tra il primo e il 25 novembre 2015 per un tempo totale di 6 ore e 46 minuti durante i quali sono stati raggiunti due miliardi e 447 milioni di ascolti.

radicali
Plenum Corte Costituzionale. Radicali in digiuno da due settimane chiedono ai Presidenti di Senato e Camera sedute permanenti e votazioni ad oltranza

Comunicato dei dirigenti e dei militanti radicali impegnati da due settimane in uno sciopero della fame di dialogo con i massimi rappresentanti dello Stato italiano

Martedì 1 dicembre, Camera e Senato si riuniranno in seduta comune per la ventinovesima volta, per eleggere i tre giudici della Corte Costituzionale mancanti per completare il plenum, come da dettato costituzionale prescritto.

Laura Arconti
Una storia di ordinaria ingiustizia

Vent’anni fa il porto di Gioia Tauro non esisteva. I lavori cominciarono a metà dell’ultimo decennio dello scorso secolo, e in pochi anni quel porto divenne il più grande terminale del Mediterraneo: già nel 1998 spostava più di due milioni di container.

Valter Vecellio
Sessant’anni fa il No di Rosa Parks, che entra nella storia

A volte basta un NO, per cambiare la storia. Come accade quel 1 dicembre del 1955: un’esile donna di colore, sale su un autobus, e con la massima semplicità, dice che NO: quel posto dove si è seduta non ha la minima intenzione di cederlo a un uomo bianco; che se ne resti in piedi, anche se è bianco. Nulla di personale, lei li è, e lì intende restare. Perché è stanca.

Oreste Bornisacci
Ne ‘La tempesta’ di William Shakespeare l’esercizio della magia è lo strumento irrinunciabile per ottenere giustizia tra gli uomini

Quando si alza i sipario la tempesta è nel pieno del suo furore. Ricorrendo alle sue arti magiche l’ha scatenata Prospero per far naufragare la nave nella quale si trovano suo fratello, che lo ha spodestato dal Ducato di Milano, e il Re di Napoli, che lo ha aiutato in questa impresa. 

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Guido Biancardi
Elogio della verità, rimpianto e nostalgia di “aule sorde e grigie”

In questa epoca di Happy hour/sad Day, in cui è già diritto acquisito di regime il finanziamento come erogazione” pro-cultura(!?)” di 500 euro per ciascun diciottenne oltre che per i suoi docenti, non ci resta che il richiamo del rito democratico come approdo solido ed immutabile della certezze di uno Stato di Diritto.

Angiolo Bandinelli
L’età del terrore. Una risposta radicale

“Allons enfants de la Patrie, le jour de gloire est arrivé...”. Non poteva toccare che alla Francia l’onere – ma anche l’onore – di porsi alla testa della Guerra contro il Terrore. La Francia, un paese depresso e inquieto, che dichiara di voler onorare senza sconti le sue tradizioni illuminate ma anche va orgogliosa di fare alzare in volo i suoi “Rafales” per contendere il dominio dei cieli ai “Lockheed” americani e ai “Suchoj” sovietici, può oggi assumere il ruolo che più ama, competere alla pari con Usa e Russia. Il Bataclan replica le Torri Gemelle, nell’orrore ma anche nelle conseguenze. Il massacro dei due grattacieli americani ha fatto scoprire appieno l’Età del Terrore, quello del Bataclan ne rinfocola l’immaginario.

Guido Biancardi
Senza famiglia

Non so quanti, fra coloro che leggeranno questo testo, si ricordino di un romanzo dell'ultima parte dell'800, in gran voga presso le famiglie piccolo borghesi e le comunità educative (dalle scuole ai collegi, ai circoli popolari, oratori...) del tempo in cui ero un ragazzino (anni '50) e frequentavo spesso i paesi della campagna lombarda in cui vivevano alcuni fra i parenti stretti della mia famiglia: è “Senza Famiglia“ dello scrittore francese Hector Malot.
Una specie, per me, de “I Miserabili” di Hugo, ma addolcito e reso più alla portata dell'infanzia.

Giuseppe Candido
Abolire il valore legale del titolo di studio? Oggi farebbe inorridire anche Einaudi

Vo Van Ai, attivista dei diritti umani vietnamita, intervenuto alla seconda Conferenza sul diritto alla conoscenza organizzata dal Partito Radicale lo scorso 27 luglio alla Camera dei Deputati, dopo aver chiarito che "il diritto al sapere, alla conoscenza, è la condizione sine qua non di tutti gli altri diritti dell'uomo" ha spiegato che, in Vietnam, “Anche se i cittadini avessero accesso all'informazione, alle leggi o ai trattati internazionali sui diritti dell'uomo, non riuscirebbero a utilizzarli con spirito critico né a fidarsi di essi. ...Il regime totalitario vietnamita -ha detto l'attivista- ha chiuso le menti di queste persone a forza di propaganda e di educazione monolitica, ...

Gianfranco Cercone
"Salò o le 120 giornate di Sodoma" di Pier Paolo Pasolini: alle origini della crudeltà

A commento di una notizia di cronaca nera, di uno stupro, Pier Paolo Pasolini ricordò una verità forse risaputa, ma proprio per questo trascurata, non ribadita abbastanza: il fatto stesso di commettere una violenza sessuale è una confessione involontaria di impotenza, dell'incapacità di raggiungere quello stato di fusione con la persona amata che è il momento più desiderabile, estatico, del rapporto sessuale (che può verificarsi, certo, soltanto quando quel rapporto è consensuale).

Valter Vecellio
Dignità dell’uomo, bene supremo. A proposito di un libro di Giovanni Maria Flick

Dignità: il dizionario Treccani ne dà definizione precisa, esaustiva: “la condizione di nobiltà morale in cui l’uomo è posto dal suo grado, dalle sue intrinseche qualità, dalla sua stessa natura di uomo, e insieme il rispetto che per tale condizione gli è dovuto e ch’egli deve a sé stesso”. La dignità, insomma, è un qualcosa che bisogna tutelare, difendere, che si deve avere, pretendere, riconoscere al prossimo. Finita la “lezione” lessicale, andiamo al concreto, con l’aiuto del professor Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale, e, oltre che giurista di riconosciuto e meritato valore, anche ex ministro della Giustizia; della dignità traccia un elogio in un libro prezioso, “Elogio della dignità”, appunto; volume pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana.

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Alessandro Barchiesi
La vignetta
Guido Biancardi
Doppie tessere e tessere doppie

Le doppie tessere sono, per un traspartito nonviolento e trasnazionale, come quello Radicale, vere e proprie stimmate; l'evidenza di una identità inconfondibile ed alternativa ad ogni altro, comunque denominato, in un regime di democrazia reale partitocratica.
Sono Radicali i Giachetti, i Della Vedova, e possono esserlo i Gozi, pur se esponenti di spicco di altre formazioni politiche e detentori di dignità istituzionali che non ci è dato ma, anzi , impedito in premessa, di condividere.

Giuseppe Candido
Dissesto idrogeologico e le violazioni del diritto...(?)

Quelle che seguono rappresentano alcune considerazioni sulle reiterate violazioni dell'Italia e, in particolare della regione Calabria, della Convenzione europea dei diritti umani (Cedu) e del Parere del Comitato delle Regioni sul tema “La gestione e le conseguenze delle catastrofi naturali: i compiti della politica strutturale europea”(2003/C256/12).

Le violazioni del diritto comunitario

Oreste Bornisacci
“Visiting Mister Green” di Jeff Baron: due generazioni si incontrano, si comprendono, parlano di fedeltà, di sentimenti, di tolleranza

“Visiting Mister Green” di Jeff Baron è una commedia di successo tradotta in ventiquattro lingue, rappresentata sui palcoscenici di tutto il mondo, che ci parla di tolleranza, di fedeltà, di sentimenti.

Gianfranco Cercone
“Lea” di Marco Tullio Giordana: le contraddizioni di un’eroina

Giordana ha più volte impiegato le sue doti di finezza narrativa, per riportare all’attenzione del pubblico personaggi della storia italiana recente o remota (da Peppino Impastato a Osvaldo Valenti e Luisa Ferida: due esempi, certo, disparati); riuscendo a immedesimarsi in loro tanto da renderli “vivi”.

Nel suo ultimo film, “Lea”, presentato al Roma Fiction Fest (andato in onda su Rai 1 il 18 novembre), ha raccontato il caso di Lea Garofalo, una donna appartenente a una famiglia calabrese affiliata alla ‘ndrangheta, che sposa uno degli uomini di quella banda criminale, ma che poi si ribella al marito e lo denuncia; e che pagherà la propria delazione finendo assassinata, nel 2009.

Valter Vecellio
A proposito di terrorismo e di come (almeno) contrastarlo

Son tempi, questi, in cui la guerra la invocano in tanti, e sono i tagliagole e i terroristi, poveri imbecilli che sognano così d’andare in qualche paradiso che li compensi del loro sedicente “martirio”; poi ci sono quelli che procombono dicendo che occorre reagire, sguainate le loro sciabole di cartone, come nel coro dell' "Aida" sono quelli di "partiam partiam"; tanto poi ci sono i Paolo Gentiloni a rinnovare il “lodo Moro” assicurando che noi non si partecipa a bombardamenti ed attacchi se non con parolaia solidarietà; ma volete mettere come ci piace dire (in inglese, of course), che occorre mettere gli scarponi sul terreno, se si vuole essere credibili ed efficaci.

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Alessandro Barchiesi
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Angiolo Bandinelli
Radicali Italiani, chi vince e chi perde

Spero sia consentito prendere la parola ad un perdente, un militante pannelliano che, al recente Congresso dei Radicali Italiani, svoltosi a Chianciano tra il 28 ottobre e il primo novembre, è stato sconfitto, insieme alla sua parte, nelle votazioni finali sulla mozione generale e sulle nomine agli incarichi per il 2016.

Marco Pannella
Pannella all’“Unità”: “Col Governo, sullo Stato di diritto”

Intervista a Marco Pannella

Valentina Stella
Parla Sollecito: "Vi racconto cose che non potreste immaginare"

L’intervista dopo l’uscita del suo uovo libro: “Voglio riscattare la mia immagine da uomo libero e da cittadino”   
 

Laura Harth
Claudio Radaelli
Giù le mani dal Freedom of Information Act

Londra. E così, a quindici anni di vita, il Freedom of Information Act inglese si trova oggi a dover fare i conti con una commissione bipartisan di valutazione (di cinque membri) che promette sfracelli o un sostanziale ridimensionamento. Almeno tanto promette questa settimana Chris Grayling, Leader of House of Commons conservatore, secondo il quale questo strumento di diritto alla conoscenza non è utilizzato nel ‘modo giusto’. Fra l’altro, secondo Grayling il FoI oggi è un’arma impropria in mano ai giornalisti per procurarsi storie, invece che essere gestito dai cittadini per avere diritto all’accesso al processo decisionale.

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Oreste Bornisacci
‘Ivanov’ di Anton Čechov, ovvero la condanna a subire la vita soffocati dalla nostra impotenza e incapacità di reazione

“Ivanov”, il primo dramma scritto da un ventisettenne Anton Čechov, registrò alla prima rappresentazione un clamoroso insuccesso che l’autore attribuì alla discutibile interpretazione degli attori. Fatto sta, Čechov rimise sostanzialmente mano alla sua opera con l’intento, soprattutto, di rendere più comprensibile alla critica e al pubblico il carattere del protagonista e con il risultato che al suo nuovo debutto, dopo poco più di un anno, “Ivanov” riscosse quel successo che l’avrebbe poi seguito sino ai nostri giorni.

Francesco De Maio
Lettera aperta al direttore di Notizie Radicali organo del Partito Radicale

Se qualcuno non fosse per nulla convinto del fatto che Beethoven abbia strutturato i temi della sua «quinta sinfonia», dall’inizio alla fine, su un motivo ritmico di 4 note, non potrei fare altro che ignorarlo, dopo averlo rassicurato sul fatto che anche una svista così evidente, nonostante tutto, non inficia la possibilità di fruire l’opera con un qualche profitto. Non gli consiglierei, invece, l’ascolto di Schoenberg, che solo sulla forma si basa. Se invece, per assurdo, fossi un direttore alle prese con un’orchestra che concepisse una tale indegnità, allora sarei in guai seri. Il confronto non sarebbe più basato sul terreno dell’analisi formale ma sul terreno politico.