Direttore Valter Vecellio. 48 weeks 2 days ago
Laura Arconti
Laura Terni
Una storia radicale

Buonsenso mi suggerirebbe di non dare importanza agli insulti di un tal Giovanni, un “ex” che in gioventù visse una splendida quanto immeritata avventura della mente e dello spirito e più tardi - corrotto ogni ricordo dalla ricchezza materiale e dal dispetto per sentirsi cancellato dalla vita pubblica – ha scelto la facile via della denigrazione.

Giovanni Negri non ebbe mai guizzi di iniziativa personale o ispirazione di intuito politico, quando era segretario del Partito Radicale: anzi, in uno di quegli anni, avversò con dileggio l’Associazione “Gruppo Satyagraha” - di cui era segretaria Laura Terni - che con una azione militante nonviolenta riuscì a salvare la vita a Paolo Signorelli.

Furio Colombo
Un Olocausto in tempo reale alle porte dell’Europa

La parola "Olocausto" è quella giusta per raccontare ciò che sta succedendo intono a noi in tempo reale: gente morta annegata, gente morta asfissiata, gente condannata a strisciare sotto barriere di filo spinato, gente ammanettata per essere riuscita a passare, navi piene di morti, camion pieni di morti, spiagge piene di morti, bambini perduti, soli per sempre (non ci sono più i genitori o sono finiti altrove). Oppure i loro corpi galleggiano a faccia in giù, in acqua e benzina nel sottofondo di un barcone. La miglior polizia francese e inglese garantisce il blocco a Calais, a Ventimiglia o sulla bianche scogliere di Dover. La migliore forza militare d`Ungheria usa gas e mezzi blindati casomai i siriani che tentano di salvarsi dal massacro riuscissero ad avvicinarsi.

Giancarlo Perego
Ha ragione Pannella: è davvero un olocausto

di mons. Giancarlo Perego *

Certamente la crescita delle morti non solo in mare ma anche via terra dei migranti in fuga, determinata anche dal fatto che non c’è stata la capacità di creare dei canali umanitari protetti per questi viaggi, si configura come un nuovo Olocausto. Effettivamente la parola è forte, ma è proprio così: un nuovo Olocausto, cioè nuove morti di cui il peso è sulla coscienza di un’Europa che non sta salvaguardando un diritto fondamentale: il diritto alla protezione internazionale, che purtroppo si è indebolita in molti stati che hanno preferito innalzare muri o aumentare i respingimenti. 

Marco Pannella
Olocausto

Cari Presidente Mattarella e Papa Bergoglio, 

Valter Vecellio
Sapete che c’è? Io dico grazie a Giovanni Negri

Sapete cosa c’è? Sono contento, tutto sommato, che Giancarlo Perna sia andato da Giovanni Negri, ricavandone l’intervista poi pubblicata su Libero sabato scorso. Perché senza quell’intervista Laura Arconti e Laura Terni, forse, non ci avrebbero raccontato la bella storia che hanno raccontato e che si pubblica oggi su Notizie Radicali. Storia che qualcuno conosce e ha vissuto (nell’articolo le due Laura A. e Laura T. ci ricordano una bella “batteria” di militanti radicali a libro paga zero – anzi, “davano” come continuano a “dare”) – impegnati in una lotta radicale difficile e impopolare (come se ce ne siano mai state, di facili e popolari; di lotte vere, voglio dire).

Giuseppe Candido
Scuola, altro che fine del precariato

Col passare dei giorni i paradossi della buona scuola diventano sempre più evidenti: al piano straordinario di assunzioni mancano almeno 10 mila insegnanti, per lo più docenti di matematica per le secondarie di I e II grado, ed insegnanti di sostegno. Nonostante i precari abilitati ci siano, eccome.

Gianfranco Cercone
"Mission: Impossible – Rogue Nation" di Christopher McQuarrie: uno scherzo innocente?

Uno scherzo lo si dice innocente quando è fatto soltanto per divertimento, senza recare danno od offesa ad alcuno.

Il blockbuster di Hollywood appena uscita al cinema – Mission. Impossible – Rogue Nation – ha, come vedremo, i tratti di uno scherzo; forse è anche uno scherzo riuscito, ma può dirsi davvero innocente? 

Come sa chi ha visto altre puntate della saga di Mission Impossible, anche qui si raccontano le avventure di un agente segreto, certo Ethan Hunt, e della squadra che ha allestito, al servizio degli Stati Uniti.

Valter Vecellio
Si sa tutto, non si sa nulla

Una riflessione a partire da alcuni dati di cronaca. Si può partire dal funerale del patriarca del clan dei Casamonica, giovedì scorso. La sceneggiatura del funerale ha previsto la presenza anche di un elicottero; come sappiamo ha potuto volare indisturbato sul cielo di Roma. Evidenti le implicazioni che tutto questo comporta e significa. Tanti si sono chiesti come sia possibile che in tempi di dichiarata “allerta terrorismo”, e con l’Anno Santo alle porte, sia potuto accadere.

Maurizio Bolognetti
Resoconto delle poche ore trascorse in compagnia dei 70 ospiti del Centro di Prima Accoglienza di Chiaromonte

I settanta migranti, ospiti del Centro di Prima Accoglienza gestito dalla cooperativa Senis Hospes, si sentono come dei confinati. Da mesi parcheggiati presso l'hotel Ricciardi, lamentano non solo le lungaggini burocratiche nel rilascio di documenti, ma anche le condizioni del loro soggiorno. 

Il refrain che ho avuto modo di ascoltare, ripetuto quasi all'infinito, declinato in francese e in inglese e raramente in un italiano molto approssimativo(a proposito nemmeno un corso di italiano?) è stato il seguente: "Food no buono". 

Roberto Deriu
Legalizzala Marco

La pannelliana, e quindi quotidiana, ossessiva ripetizione dell'invocazione a sostegno dei "massimi magistrati" (della Repubblica, dell'Europa, della Cattolicità o del Buddismo, dell'ONU), di "Pietro e Cesare", in definitiva, è annuncio profetico e chiamata alla "totale Mobilmachung" di Ernst Jünger (in quel 1930 fecondo di martiri democratici e di pensiero liberale in esilio): ad una guerra totale.

Pannella chiama alla lotta nonviolenta totale.

Chiama alla battaglia che impegna la vita, nell'incarnazione del sacrificio fisico per il principio e la proposta politica concreta e salvifica, certo;  ma anche convoca le grandi masse popolari che sempre, appena messe in grado di conoscere la posta in gioco, aderiscono plebiscitarie.

Valter Vecellio
Far la cosa giusta (anche se non è quella saggia)

Rubo per un momento il “mestiere” all’ottimo Gianfranco Cercone e scrivo di un film visto al Festival internazionale del cinema di Locarno. Un film tedesco: Der Staat gegen Fritz Bauer; ne azzardo un possibile titolo in italiano, che dia il senso di quello che si vuol intendere: “Lo Stato contro Fritz Bauer”; il regista si chiama Lars Kraume, ne ha curato anche la sceneggiatura, assieme a Olivier Guez.

È una storia vera. Siamo in Germania, anno 1957. Il procuratore generale Fritz Bauer apprende che un criminale nazista, nientemeno che Adolf Eichmann, il responsabile della deportazione di massa di milioni di ebrei poi sterminati, si nasconde in Argentina, a Buenos Aires.

Gianfranco Cercone
“Eden” di Mia Hansen Løve: un racconto amorale

È uscito, quasi senza promozione pubblicitaria, il film di una regista francese molto brava, Mia Hansen Love, già autrice di Il padre dei miei figli e Un amore di gioventù.

Eden è produttivamente più impegnativo dei film precedenti, forse artisticamente meno riuscito, ma tutt’altro che privo di interesse e di qualità.

Maria Cristina Massili
Il caso UberPop e l'autostop

Prima di tutto chiariamo che cos'è Uber e UberPop.

La società di noleggio di auto di lusso Uber nasce a San Francisco nel 2009 ad opera di Travis Kalanick e Garret Camp. Successivamente si espande in altre città.

Uber non possiede auto proprie ma si appoggia al circuito dei conducenti locali con licenza NCC (noleggio con conducente) e le sue tariffe sono maggiori del 20-30 per cento di quelle dei taxi. Uber Pop è invece un servizio aggiuntivo di Uber, vi si accede tramite una app con cui intende fare concorrenza al servizio taxi. Quindi mentre Uber è un classico servizio auto regolato on demand, Uber Pop (UberX negli altri paesi) intende rompere con le regole giuridico-economiche che plasmano la mobilità urbana.

Valter Vecellio
Haigaz chiamava: «Mikael...Mikael..», Armenia 1915. Una testimonianza

Per capire cosa significa la disperazione (e l'orrore) che sono in quel grido strozzato, «Mikael..Mikael...» evocato nel libro, si deve andare alla pagina 63, capitolo 17. Ma il lettore non abbia fretta di andarci, non c'è bisogno: non è un poliziesco dove l'autore gioca a rimpiattino con chi legge, e dissemina tracce qua e là ben occultate, per vedere chi dà scacco matto e scopre il colpevole. Qui no. Qui c'è solo da aver pazienza; sopportare che pagina dopo pagina il cuore ti si stringa per la pena: lo devi decidere davvero che vuoi andare avanti nella lettura, conoscere un orrore che si dipana pagina dopo pagina: una sofferenza reale, una persecuzione subita e patita, senza scopo o ragione, come del resto sono tutte le persecuzioni, le sofferenze.

Gianfranco Cercone
Fuochi d’artificio in pieno giorno” di Diao Yinan: la Cina è lontana?

È forse inevitabile che, assistendo a un film cinese, noi spettatori stranieri, cerchiamo di comprendere – oltre il racconto, attraverso il racconto – qualcosa del paese di origine del film. È magari una pretesa, foriera di tanti possibili travisamenti. Più corretto sarebbe cercare di comprendere i film cinesi attraverso la conoscenza della Cina.

Eppure: vedendo un film cinese di qualità appena uscito, un anno dopo aver vinto l’Orso d’Oro al festival di Berlino - Fuochi d’artificio in pieno giorno di Diao Yinan – si coglie un’atmosfera, forse uno “spirito del tempo”, che non appartengono al cinema italiano o europeo, e che dunque possono sembrarci caratterizzare la Cina, o almeno la Cina vista dall’autore del film.

Valter Vecellio
Lo scandalo non è che Dario Fo lasci il suo archivio alla Svezia, ma che non lo possa lasciare all'Italia

Ha suscitato un po' di polemica e qualche ironia, la notizia diffusa dal maggior quotidiano svedese, la "Dagens Nyheter", che Dario Fo intenderebbe praticamente lasciare tutto il suo archivio alla Reale Accademia di Svezia. Questo perché "il suo sogno è creare un museo interattivo, un mondo teatrale alla Disneyland, da realizzare in un vecchio fienile ristrutturato di 400 mq che potrebbe contenere un intero teatro: scenografie, costumi, maschere... Ma anche la sua produzione d'artista (schizzi, disegni e dipinti) oltre alle carte personali: l'intera carriera teatrale di Fo è infatti documentata nei minimi dettagli.

Valter Vecellio
Federico Orlando, un compagno, un amico, un raro, prezioso esempio di giornalista galantuomo

Un anno fa ci lasciava Federico Orlando, raro esempio di come si possa essere giornalisti e nello stesso tempo galantuomini. Liberale nel senso piu' autentico, ricordiamo con affetto e malinconia Federico, che un anno fa ci lasciava.

Valter Vecellio
A proposito di «bombe d'acqua», dissesto idrogeologico, tragedie. E se finalmente ascoltassimo il prof. Aldo Loris Rossi?

Le "bombe d'acqua", come si usa chiamarle ora, arriveranno anche all'improvviso; e all’improvviso colpiscono, uccidono, devastano. Pure se non previste, queste "bomba d'acqua", tuttavia sono prevedibili: il rischio idrogeologico è diventato realtà in Veneto oggi come nelle Puglie ieri; e prima ancora nelle Marche, ma anche in Sardegna, Calabria, Liguria e in tutta Italia, dove ormai anche un semplice acquazzone si trasforma in tragedia. Perché sono tante e tali le umane speculazioni e le devastazioni sul territorio che questo povero paese non ce la fa davvero più, è un avvilente colabrodo che frana da tutte le parti.

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Marco Del Ciello
Viaggio nelle carceri piemontesi, tra poche luci e molte ombre

Nel mese di luglio l'Associazione Radicale Adelaide Aglietta, di cui sono iscritto e militante, ha promosso e coordinato una serie di visite ispettive in sei dei quattordici istituti penitenziari presenti in Piemonte.

Walter Mendizza
A Trieste il mondo gira alla rovescia

A Trieste (o meglio nel TLT Territorio Libero di Trieste come viene chiamato da molti triestini) il mondo gira alla rovescia, cioè all’italiana. Il sistema italiano ha istituito nel TLT il regno del malaffare violando palesemente il Trattato di Pace del 1947 e gli accordi internazionali che riconoscono l’indipendenza di Trieste e del suo Porto Franco. L’Italia ha sostituito l’amministrazione civile assegnata dagli Alleati al Governo italiano (non allo Stato italiano, v.

Walter Mendizza
A Trieste il mondo gira alla rovescia

A Trieste (o meglio nel TLT Territorio Libero di Trieste come viene chiamato da molti triestini) il mondo gira alla rovescia, cioè all’italiana. Il sistema italiano ha istituito nel TLT il regno del malaffare violando palesemente il Trattato di Pace del 1947 e gli accordi internazionali che riconoscono l’indipendenza di Trieste e del suo Porto Franco. L’Italia ha sostituito l’amministrazione civile assegnata dagli Alleati al Governo italiano (non allo Stato italiano, v.

Carlo Soricelli
384 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno. +4% rispetto allo stesso periodo del 2014

Dall’inizio dell’anno sono morti sui luoghi di lavoro 384 lavoratori, con le morti sulle strade e in itinere si superano i 760 morti complessivi (stima minima). Erano 369 il 31 luglio del 2014, più 4 per cento sull’anno scorso, erano 358 il 31 luglio del 2008, anno d’apertura dell’Osservatorio, più 6,8 per cento. Altro che cali delle morti per infortuni sul lavoro, i morti per infortuni si sono solo trasferiti in larga parte in categorie non tutelate direttamente dall’Inail e dallo Stato Italiano.

Michele Minorita
Palazzo Chigi logora Matteo. Gufi anche Svimez, Istat, Corte dei Conti?

Palazzo Chigi ostenta ottimismo. È all’insegna dell’ottimismo la visita ufficiale del presidente del Consiglio Matteo Renzi in Giappone, che comunque anche quando stringe la mano al primo ministro Shinzo Abe, non perde di vista un istante quello che accade nella torrida, sonnolenta Roma politica ansiosa di “chiudere per ferie”; all’insegna dell’ottimismo i tweet che martellano i social forum e le redazioni dei giornali; all’insegna dell’ottimismo i “suggerimenti” sapientemente messi in circolo, per produrre un effetto “catena”. Cosa dice Renzi appena sbarca a Tokyo?

Laura Arconti
I Radicali e la sindrome da “ex”

Il Partito Radicale è diverso dagli altri: poco numeroso com’è (una volta in 60 anni ebbe 11mila iscritti ed un’altra volta raggiunse i 40mila, mentre di norma fatica a superare i mille) ha il più vasto numero di “ex” di qualunque altro partito. 

Sergio D'Elia
Pena di morte, il rapporto 2015 di Nessuno tocchi Caino

L’evoluzione positiva verso l’abolizione della pena di morte in atto nel mondo da oltre quindici anni, si è confermata nel 2014 e nei primi sei mesi del 2015. 

I Paesi o i territori che hanno deciso di abolirla per legge o in pratica sono oggi 161. Di questi, i Paesi totalmente abolizionisti sono 103; gli abolizionisti per crimini ordinari sono 6; quelli che attuano una moratoria delle esecuzioni sono 6; i Paesi abolizionisti di fatto, che non eseguono sentenze capitali da oltre dieci anni o che si sono impegnati internazionalmente ad abolire la pena di morte, sono 46.

I Paesi mantenitori della pena di morte sono scesi a 37 (al 30 giugno 2015) rispetto ai 39 del 2013. 

Valter Vecellio
A chi attendeva una seconda puntata della polemica Pannella/Bonino. Contento di averli delusi

La si può immaginare, la delusione. Domenica, tra le 17 e le 19, a Radio Radicale, la consueta conversazione con Marco Pannella. Immaginabile che giornalisti  (e non solo loro), si siano sintonizzati, avidi e vogliosi di carpire qualche ulteriore brandello della ormai per tutti polemica Pannella v/s Bonino. Spiacenti; è andata male.

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Alessandro Barchiesi
La vignetta
Francesco De Maio
Il silenzio sulla strage di Oslo: “Siamo tutti in pericolo”

Nessuno ricorda, nel giorno dell’anniversario, la strage di Oslo del 22 luglio 2011. Anders Behring Breivik è un terrorista norvegese, autore degli attentati del 22 luglio 2011 in Norvegia, che provocarono la morte di 77 persone. Autore del memoriale «2083» di 1518 pagine, una dichiarazione europea d’indipendenza, dove si dichiara un anti-multiculturalista, anti-marxista, anti-islamista, sionista, «salvatore del Cristianesimo» e «il più grande difensore della cultura conservatrice in Europa dal 1950». 

Alessandro Litta Modignani
Quella infamante accusa di “islamofobia”

L’Islam sta vincendo la sua battaglia dei simboli in Europa. Alcuni mesi fa, la Corte suprema tedesca ha assunto una decisione destinata a notevoli conseguenze: rovesciando una precedente sentenza del 2003, ha deciso che le insegnanti musulmane potranno indossare il velo islamico a scuola, durante le ore di lezione. Si rafforza così il “multiculturalismo moderato” di Angela Merkel, che però potrebbe suscitare in un prossimo futuro nuovi conflitti giuridici e politici in Germania. “Da ieri l’Islam europeo è più visibile e la Francia è più sola”, hanno scritto autorevoli commentatori.

Maurizio Turco
Carlo Pontesilli
Sentenza paritarie rispetta gli accordi e poi violati… dallo Stato italiano

Il fatto che per anni si sia goduto di privilegi e ad un certo punto, a nostro avviso molto tardi, siano revocati, è tutto fuorché revoca di una qualsiasi libertà. Dal 2006 ci stiamo battendo contro le diverse leggi messe in campo per violare il principio della leale concorrenza nei confronti di imprenditori non confessionali. Leggi puntualmente modificate per perpetrare il privilegio ed oggi attendiamo il responso della Corte Europea di Giustizia.

Franco Fregni
Una barca, un uomo e gli altri

Ci sono tanti modi di navigare, tutti istruttivi. Poi capita di uscire in mare con dei bambini malati di leucemia o con altri colpiti dal disturbo dell’autismo e senza averlo chiesto ricevi un dono e guardi in faccia la realtà. 

Navigare a vela è un incantesimo. Nel preciso istante in cui si spegne il motore e si issano le vele, si prova un tuffo al cuore. La barca decolla e si comincia a volare. Sì, letteralmente decolla e vola, perché la barca a vela funziona in base alle stesse leggi fisiche che regolano il moto degli aerei. 

Mauro Fonzo
L’uso possibile del ricorso alla giurisdizione. Lo strumento è pesto

Ulteriore motivo di discussione nel corso di una delle riunioni di mezzodì a Torre Argentina, è sorto circa l’uso che sia possibile fare del ricorso alla giurisdizione per conquistare spazi di libertà e democrazia. La posizione di Pannella, in proposito vede come centrali: Common Law; Stato di Diritto e ricorso alla giurisdizione. Dovrebbero essere questi –se ho inteso bene- i mattoni utilissimi ed adeguati per costituire la piattaforma delle prossime battaglie radicali per la giustizia. Bene, affronterò questo altro corno del problema. Proverò a chiarire il mio dissenso. Dissento sul peso che Pannella (quasi, monoteista del diritto) attribuisce a tale strumento. Lo strumento è pesto. Pannella  dice che dovremmo appellarci allo Stato di Diritto.

Valter Vecellio
Carceri italiane, è strage

Dice bene la segretaria di Radicali italiani, quando ci ricorda, come ha fatto  dalle colonne de Il Garantista che "le carceri continuano ad essere luoghi oscuri, impenetrabili all'interno delle quali può accadere di tutto. Può accadere, per esempio, che un ragazzo di trent'anni - è accaduto ad Enna recentissimamente - sia torturato e stuprato per tre settimane di seguito dai compagni di cella senza che il personale penitenziario, compreso quello sanitario, si accorga di nulla. Solo le urla della madre al colloquio, hanno salvato quel giovane: la donna si era accorta di una impressionante tumefazione ad un orecchio e ha chiesto spiegazioni alla Direttrice".

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Sergio Ravelli
Caso Tamoil: la durata e la durezza della lotta radicale vince ancora

Il 15 luglio scorso si è conclusa un'ulteriore tappa del “caso Tamoil”, una vicenda che ha segnato e sta segnando la storia della città di Cremona. E si è conclusa, ancora una volta, con la vittoria dei radicali cremonesi che, con la forza e la determinazione della loro iniziativa politica, hanno saputo essere protagonisti e determinanti nella difesa dei diritti di un'intera comunità, a partire dal diritto alla salute delle persone e dell'ambiente.

La vicenda è in gran parte nota e la riassumo brevemente.

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Guido Biancardi
Prossimo incontro con la Treccani per l’esame dell’archivio di “Radio Radicale”. E la risorta “Unità”…

“1984” di George Orwell è, da quando è apparso, la mappa per il riconoscimento della peggiore distopia sociale prevedibile: quella di un mondo in guerra perenne fra coalizioni geopolitiche continentali in continua alternanza di alleanze e conflitti reciproci; governato, tramite mezzi di comunicazione televisivi a due vie diffusi ed invasivi sino a livello del singolo individuo soggetto ad un controllo cui non è possibile sottrarsi e governati da un dittatore noto solo per la sua icona continuamente ostentata, “il Grande Fratello”  al quale l'unica resistenza denunziata è quella di un movimento che fa riferimento ad un personaggio criminalizzato dal regime (Emmanuel Goldstein) ed al suo testo di riferimento ideologico: “Teoria e prassi del collettivismo oligarchico”.

Mino Vianello
Da Mendès-France a Tsipras. La lenta agonia dell’Europa uccisa dalla Sinistra

Gli Stati Uniti d’Europa, in cui gli stati avrebbero ceduto aspetti essenziali di sovranità a favore d’un governo federale, era a portata di mano nell’immediato dopoguerra. L’Europa era distrutta e i movimenti nazionalisti sconfitti. La potenza che usciva egemone dal conflitto, gli Stati Uniti d’America, avrebbero incoraggiato la costituzione di quello che sarebbe diventato il più sicuro baluardo contro l’URSS e il maggiore mercato mondiale. Che cosa si frappose? Oltre e più che i capitalisti nostalgici del protezionismo, la campagna dei vari partiti comunisti,  cui si accodarono, con qualche eccezione, i socialisti. Fummo, noi federalisti, accusati dai pretonzoli agli ordini di Stalin d’essere dei venduti all’imperialismo americano.

Elisabetta Zamparutti
Nessuno tocchi Caino: lo Stato italiano convochi conferenza su Stato di diritto e Diritto umano alla conoscenza

Il Partito Radicale, “Nessuno tocchi Caino” e “Non c’è Pace Senza Giustizia” hanno proposto allo Stato italiano, in quanto tale, di essere tra i convocatori della Conferenza Internazionale su “Universalità dei c per la Transizione verso lo Stato di Diritto e l’affermazione del Diritto alla Conoscenza”, che si terrà il 27 luglio 2015 a Roma presso il Senato della Repubblica.

Valter Vecellio
Obama, anche i gesti simbolici contano

Non sarà facile, per i futuri storici, inquadrare la presidenza di Barack Obama, che, piaccia o no, ha già conquistato un suo posto nella storia. E’ infatti il primo nero ad aver messo il suo spazzolino da denti alla Casa Bianca. Anche se una retorica a noi cara, quella del Frank Capra di “Mister Smith va a Washington”, dice che quello è il paese dalle mille opportunità, come dimenticare che solo sessant’anni fa Rosa Louise Parks viene incarcerata per essersi seduta nella fila dell’autobus riservata ai bianchi? Obama è riuscito a essere presidente due volte, e questo è già storia.

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Alessandro Barchiesi
La vignetta
Valeria Centorame
Garante dei detenuti Lazio: bisogna intervenga “Chi l’ha visto”!

Qualche tempo dopo che un errore è scomparso, gli uomini non sanno più capacitarsi di come abbia potuto essere preso sul serio. Claude-Adrien Helvétius, Dell’uomo, 1772 (postumo).

In un paese dove la politica si fa nei talk show, con proclami e populismo becero,  dove l’attenzione di molti italiani è rapita dai vari reality più o meno fantasiosi, in un paese dove è meglio non sapere, continua da anni nel silenzio criminale più assordante, quello della politica,  una mattanza di uomini, donne e bambini in carceri che lo stesso Napolitano definì lager.

Mauro Fonzo
Per il progresso delle idee liberali dal monoteismo nessun ruolo propulsivo

È sorto un dibattito, nel corso di una delle riunioni di mezzodì a Torre Argentina, circa il giudizio che sia possibile dare sul monoteismo o sui monoteismi. La posizione di Marco Pannella, in proposito, appare, come è noto, per nulla confessionale ma ciò nonostante volta ad accreditare ai monoteismi, sul piano culturale, una rilevante e centrale funzione nel processo storico di consapevolezza del valore della persona umana. Il monoteismo, secondo Pannella, avrebbe avuto il ruolo di liberare le coscienze. La mia posizione è, al contrario, quella di non ritenere che per il progresso delle idee liberali, vi sia stato un ruolo propulsivo e marcatamente positivo del monoteismo. Il dato storico, innanzitutto, per come lo conosco, rende evidente il contrario.

Gianfranco Cercone
“Eisenstein in Messico” e “Ruth e Alex”: due film “visionari”

Una qualifica spesso attribuita a registi cinematografici dallo stile visivo marcato e riconoscibile, è quella di “visionari”. Ma chi è il visionario? Chi vede ciò che, almeno qui e ora, non è fuori di lui, ma è dentro di lui. Il visionario è dotato insomma di un’interiorità fertile di visioni. In effetti, ogni buon regista è un visionario, se un’immagine ha un valore artistico quando è permeata dell’interiorità – dei sentimenti – di chi l’ha creata. Ma comunemente si dicono “visionari” soltanto quei registi di gusto fantastico o surrealistico.

È un visionario dichiarato, ostentatamente tale, Peter Greenaway, del quale la casa di distribuzione Teodora ha portato meritoriamente nelle sale: “Eisenstein in Messico”.

Guido Biancardi
Il nodo di G

Troppe notizie da troppe fonti e campi diversi fanno forse male a chi ha costruito dentro il proprio cervello le sinapsi che sono in grado di metterle in relazione fra loro, a costo di doverle creare perché non ancora disponibili. La conoscenza ha questo passaggio difficile: che elementi contraddittori fra loro ed apparentemente distanti da un nucleo di senso comune si addensano poco a poco sino a costituirlo man mano che le interconnessioni neurali si sommano, sovrappongono, accavallano o prendono posizioni laterali di supporto sussidiario di altre, principali spesso solo perché prime nella loro formazione e nella loro conseguente esperienza.

Valter Vecellio
I detenuti dell’OPG denunciano la violazione dei loro diritti. Chiamateli matti

“Giornata storica”. Anzi: “rivoluzionaria”. Così nei giornali il 30 marzo scorso. I il giorno in cui chiudono gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Una chiusura slittata già tre volte in due anni. Ma ora, finalmente ci siamo, i pazienti ricoverati negli OPG, finalmente vengono sostituiti dai REMS, le Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza. Era ora. I Rems sono gestiti dai Dipartimenti di salute mentale che devono garantire assistenza e adeguati programmi terapeutici ai soggetti con patologie mentali.

Alessandro Barchiesi
La vignetta

Notizie Radicali: il giornale telematico di Radicali Italiani - Direttore: Valter Vecellio
Team: Simone Sapienza, Maria Veronica Murrone
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