Direttore Valter Vecellio. 1 year 12 weeks ago
Ansa
Pannella, felice per parole Orlando su carcere criminogeno

"Saluto quanto detto oggi  dal ministro della Giustizia Andrea Orlando e cioe' che oggi il carcere è criminogeno.  Ci tengo a dire al ministro Orlando formalmente che sono felice di una cosa per nulla scontata. Dico ad Orlando grazie di questa posizione che avrà ascoltato anche il Presidente della Repubblica Mattarella". Così Marco Pannella ha commentato quanto detto oggi dal ministro della Giustizia Andrea Orlando a Napoli, e cioè che attualmente le carceri sono criminogene.

Valter Vecellio
Califfato: già un anno di terrore

Decisamente non è un bel “compleanno”, ma si può comunque cogliere l’occasione per qualche forse non inutile riflessione. Il “compleanno” è quello che si celebrerà tra qualche settimana: è il 29 giugno di un anno fa quando un uomo vestito di nero e con la barba lunga, si presenta al mondo con il nome di Abu Bakr al-Baghdadi; dichiara di essere il leader del “Califfato”, un territorio compreso tra Siria e Irak, caduto nelle mani dei fondamentalisti islamici. Un territorio che vuole estendere, far arrivare alla Mecca, al Cairo, a Roma; promette fuoco e fiamme per gli infedeli, ed effettivamente le sue mani grondano sangue.

Maria Antonietta Farina Coscioni
Eutanasia: Hawking ha l’unica colpa di amare la vita

Tre “notizie”, tra loro legate da fili che si cercherà di dipanare. La prima: Stephen Hawking, l’illustre astro-fisico da anni inchiodato in una carrozzella perché affetto da una sindrome degenerativa come la SLA, e costretto a comunicare con un sintetizzatore vocale, alla BBC dichiara che nel momento in cui realizzasse “di essere diventato un peso per tutti quelli che mi stanno vicino e di non poter più dare alcun contributo al mondo o nel caso in cui il dolore fosse diventato insopportabile”, arriverebbe a considerare il suicidio assistito come soluzione finale: “perché mantenere in vita qualcuno contro il proprio volere è l’umiliazione più grande”.

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Gianfranco Cercone
“The tribe” di Myroslav Slaboshpytskiy: il crimine visto dalla Luna

Chi ricorda Jacques Tati, sa che nei film di quel geniale comico, mimo e autore cinematografico, le parole avevano scarso rilievo, si confondevano tra i rumori della colonna sonora. E certo non a caso: cancellando od offuscando il suono delle parole dai quadri di vita collettiva che Tati mirabilmente descriveva, creava un effetto “straniante”. Per dirla con un altro grande autore: ci mostrava la Terra come vista dalla Luna.

Guido Biancardi
All’indomani delle Regionali: “Blade Runner” all’italiana

Originali e loro “replicanti”, androidi identici agli esseri umani tranne che per la loro “durata”(!?), (data per scontata per prodotti artificiali così sofisticati, piuttosto che programmata come tale per ragioni di sicurezza) limitata della loro esistenza. Il Blade Runner di Ridley Scott (1982) risulta non solo fantasticamente attuale, ma quasi indispensabile per dare della situazione prospettica italiana una visione riconoscibile pur nella cruda artificiale luce fredda che la illumina sotto l'incessante, crescente pioggia che costituisce il sigillo di un ambiente irreparabilmente degradato, al punto che lo spazio ne costituisce ormai il sostituto necessario. Per poter operare in esso sono stati concepiti i replicanti dotati di poteri sovrumani.

Valter Vecellio
La (s)partitocrazia dovrebbe fare un monumento a Rosy Bindi

Lo si può confessare, qui, che questa storia dei bindiani “impresentabili” la ai trova noiosa e stucchevole? Si può aggiungere che l’intero arco della (s)partitocrazia dovrebbe ringraziarla, la Bindi, e farle un monumento? Ha certificato, nero su bianco, con il timbro della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla mafia, che su circa quattromila candidati gli “impresentabili” sono 17; se ne ricava che gli altri 3.983 sono “presentabilissimi”. Fantastico! E chi se lo sarebbe mai immaginato che viviamo in un paese così lindo e pulito? Wow! E invece prendiamo tutti i commenti di queste ore, le inutili pensose analisi su quello che è stato. La fiera, la sagra del banale e della mediocrità…

Alessandro Barchiesi
La vignetta
AdN Kronos salute
Salute: medici carceri: malati due detenuti su tre. Il 48 per cento ha patologie infettive. Aumenta affollamento e crescono rischi di ammalarsi anche per chi è sano

Roma, 1 giugno. È allarme salute per i detenuti negli istituti penitenziari italiani: 2 su 3 sono malati, nel 48% dei casi per malattie infettive, il 32% ha disturbi psichiatrici. L'epatite colpisce 1 detenuto malato su 3, mentre sono in riduzione i sieropositivi per Hiv. È la fotografia scattata dagli esperti Società italiana di Medicina e sanità penitenziaria (SIMSPe) per la tutela delle condizioni di salute dei detenuti italiani per il congresso nazionale che si aprir mercoledì a Cagliari. Sono 199 gli istituti penitenziari aperti, con una capienza totale di 49.493, nonostante i detenuti presenti siano 53.498, per un sovraffollamento di 4.628, che equivale ad un +8,1%.

Marco Del Ciello
Morto Nils Christie, il sociologo che voleva abolire il sistema penale

Il 27 maggio è scomparso, all'età di 87 anni, il sociologo e criminologo norvegese Nils Christie. Christie, autore di numerose pubblicazioni accademiche, è largamente conosciuto come uno dei padri dell'abolizionismo penale. Insieme al connazionale Thomas Mathiesen e all'olandese Louk Hulsman, ha infatti posto le fondamenta intellettuali di quella corrente di pensiero che, partendo dalla tradizione della critica dell'istituzione carceraria, arriva a mettere in discussione l'intero sistema penale e a proporre non pene alternative al carcere, ma alternative alla pena stessa.
 

Guido Biancardi
Giustizia è fatta per Paula Cooper. Ma quale? A Laura Arconti

Sedici anni – quarantacinque. Rispettivamente l'età di Paula Cooper al momento del delitto perpetrato e quella della sua morte. Il tempo che è intercorso fra questi termini ha scandito la trasformazione di una colpevole/ adolescente in una neo-innocente adulta liberata “per buona condotta” due anni fa e ritrovata uccisa da un colpo di una pistola da ella stessa impugnata; codice: “evident suicide”.

Laura Arconti
Paula Cooper suicida? Io non ci credo

Dopo trent’anni, Paula Cooper è tornata sui giornali di tutto il mondo. Ecco, di nuovo, quella fotografia segnaletica di una persona di colore giovanissima, con davanti il cartello che dice “Lake County Police Department, Crown Point, Indiana”.

C’è di mezzo un morto anche questa volta. Ma se trent’anni fa la vittima era l’insegnante di religione Ruth Pelke, anni 78, abbattuta a coltellate da Paula Cooper in un maldestro tentativo di rapina, questa volta è una Paula Cooper di mezza età che viene trovata di primo mattino riversa, appena fuori della porta di casa a Indianapolis, con un colpo di pistola alla tempia. E la pistola è lì, accanto al corpo, con le impronte digitali di Paula Cooper.

Rita Bernardini
Impresentabili: a quando le “liste buone” preparate direttamente dall’Anm, consulente Bindi?

"Sono un’'impresentabile' vera. Infatti, per le condanne ricevute per le disobbedienze civili che da vent’anni porto avanti con il movimento radicale per la legalizzazione della cannabis, non posso candidarmi alle elezioni amministrative, regionali comprese (*). Alle politiche nazionali ed europee, invece, sono 'presentabile'. È la legge, bellezza. E, quando non c’è la legge, c’è Bindi. 

Valter Vecellio
Elezioni, al di là del pio-pio e del bla-bla, L’Italia è uno stato “canaglia”

Lo vogliamo dire? Quello che maggiormente sconcerta, di queste elezioni, è la banalità dei commenti, delle cosiddette “riflessioni”. Tutto secondo un copione che è scontato, logoro, persino irritante; e non tanto da parte dei politici: cosa volete che dicano? “Non abbiamo vinto, ma non abbiamo perso”; “abbiamo perso, ma la responsabilità e le cause sono a monte”; “il risultato è frutto di campagne ben orchestrate da ‘entità’ non controllabili”… I “nuovi”, si chiamino Lorenzo Guerini o Debora Serracchiani, o siano quasi “nuovi” come Paolo Romani e Maurizio Lupi, o “vecchi”, come Pierluigi Bersani e Silvio Berlusconi, alla fine della fiera, cantano sempre lo stesso ritornello. È il mestiere loro, lo fanno come sanno, specchio di quello che sono.

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Maria Brucale
Carcere: muore da solo, di cancro, al 41 bis. Non ha potuto dire addio alla famiglia

Il Tribunale di Napoli aveva dato l'ok a un colloquio con i cari: l'autorizzazione del Dap non è arrivata in tempo. Feliciano Mallardo, detenuto in regime di 41 bis, è morto a L'Aquila la notte del 26 maggio, nella cella detentiva dell'ospedale San Salvatore.

Era gravemente malato, tanto che i suoi legali avevano da tempo chiesto la scarcerazione per incompatibilità con il carcere delle sue condizioni di salute. Ma è morto da solo. Come un cane. Senza neanche potere dire addio ai suoi familiari. Il Tribunale di Napoli, aveva dato il nulla osta per consentire a Mallardo di salutarli un'ultima volta. Ma l'autorizzazione del Dap non è arrivata. E Feliciano è morto.

Angiolo Bandinelli
Matrimonio gay 1) Occorre individuare e formulare una legge generale della convivenza

Al direttore – Leggo, con ovvio interesse, il dibattito che si è aperto tra lei, sostenitore di un referendum sul matrimonio tra coppie omosessuali (testualmente, lei scrive: “Esistono veramente delle ragioni solide per poter dire che è cosa buona e giusta che un paese continui a vietare i matrimoni tra persone dello stesso sesso?”), e Giuliano Ferrara, che si “appella” semplicemente a “natura e cultura” per il suo strenuo “no”.

Guido Biancardi
Matrimonio Gay 2) Desiderio di Armani, Barbie e Vuitton per tutti

Al direttore - Il suo “referendum  per scannarci un pò” sulle nozze gay (perché poi nozze in luogo del fatidico, ed unico pur se onniinclusivo matrimonio e, ma solo se così etichettato, specificato e preteso ossessivamente negli ordini di prenotazione che piovono da ogni mercato di destinazione  degli originali?) che raccoglie contributi di grande qualità, non coglie un punto: qual è l'origine della richiesta di accesso ad una tale “produzione” che viene pretesa come esclusiva?

Giorgio Pagano
Buona scuola: Renzi sta distruggendo quel che rimane della potenza culturale mondiale italiana

Nel "Disegno di legge recante riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione, con delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti" all’Art.2, si parla di "Clil", Content Language Integrated Learning, in inglese affinché gl’italofoni non capiscano di cosa si tratti, cioè la messa a regime dell’insegnamento obbligatorio, dalle elementari alle superiori, di una qualsiasi materia in lingua inglese con la sola esclusione di lingua e letteratura italiana prevedendo persino per la scuola primaria l’assunzione di insegnanti di lingua madre inglese o il ricorso alla fornitura di appositi servizi.

Valter Vecellio
Diritto alla conoscenza, diritto al diritto… Lettera aperta al presidente Mattarella (e a tutti noi)

Caro Direttore, caro Piero

che mi spalanchi le porte del Garantista ogni volta che busso e spesso ne approfitto con un filo di imbarazzo: a chi inviare, oltre a te, una “lettera aperta” che sollevi una questione, anzi due, che urgono, che stanno lì, tutti le possono vedere, valutare, discutere (tutti, beninteso, che siano quelli in gergo definiti “addetti ai lavori”). È un po’ come la “lettera rubata” di cui scrive Edgard Allan. Poe: è lì, la “lettera”, mimetizzata in un luogo a tutti visibile… Quello che manca è un Auguste Dupin…

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Susanna Sinigaglia
Progetto (di) “Contagio”

Il sottotitolo della rassegna teatrale, “Relazioni intercorse tra Milano e Palermo”, ci dà un’idea di che cosa s’intenda con il “contagio” in questione: fra linguaggi prima di tutto ma anche fra tradizioni, paesaggi, geografie. L’idea è del teatro Phoebe Zeitgeist, già realizzata nel capoluogo lombardo alla fine del 2013 presso lo Spazio Tertulliano e rinnovata quest’anno all’Elfo Puccini. Ai tre lavori proposti nella prima rassegna – Preghiera. Un atto osceno; Desideranza; Chi ha paura delle badanti? – quest’anno se n’è aggiunto un quarto, Paranza. Il Miracolo.

Angiolo Bandinelli
Irish gay e Podemos, nessun rapporto?

Il referendum irlandese sul matrimonio gay ha visto una consistente e decisiva maggioranza votare un “sì” che suona, per il Vaticano e la Chiesa cattolica, come una cocente sconfitta. Questa volta la Chiesa non può prendersela con la laicizzazione e scristianizzazione della società contemporanea, fomentata dal laicismo di intellettuali spocchiosi, indifferenti dinanzi ai valori profondi che devono guidare l’uomo, cupidi di distruggere la famiglia, fondamento “naturale” e pilastro della società. Questa volta la sconfitta viene direttamente dalla libera volontà di quel gregge che avrebbe dovuto seguire il buon pastore ed invece, inopinatamente, gli volge le spalle per avventurarsi lungo nuovi, allettanti sentieri.

Valter Vecellio
Kennedy, i segreti di stato, il diritto alla conoscenza

Immaginate di essere a bordo di un’automobile che procede a discreta velocità; qualcuno esplode tre colpi di fucile. Il primo va a vuoto; il secondo ferisce chi vi sta vicino alle spalle. Il proiettile, entra nella schiena, esce dalla trachea, poi vi colpisce: la pallottola, intatta per aver attraversato solo tessuti molli del corpo del vostro vicino, vi incrina una costola, rompe il radio, perde potenza, si ferma nella coscia; però in superficie: quando siete in barella diretto all’ospedale, cade, danneggiata in parte dall'impatto con le vostre ossa, ma sostanzialmente intera. La terza pallottola colpisce il vostro vicino alla testa, lo uccide. Tutto questo in una manciata di secondi. Ehi, ragazzi! Non è incredibile?

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Gianfranco Cercone
“Il racconto dei racconti” e “Youth – La giovinezza”: più immaginazione che fantasia

In una pagina della sua “Storia della letteratura italiana” (nel capitolo su Dante), Francesco De Sanctis distingue l’immaginazione dalla fantasia.

L’immaginazione – scrive, in sostanza, il grande critico – produce immagini, le più variegate e colorate; ma è soltanto la fantasia che nelle immagini può “insufflare” la vita, dotarle di emozioni e sentimenti, di una dimensione interiore. Concludeva: l’immaginazione è di tanti; la fantasia è soltanto dei poeti.

Mi è tornato alla memoria questo passo, a proposito di due film italiani nei quali, a mio parere, l’immaginazione prevale di gran lunga sulla fantasia.

Guido Biancardi
Un regime in salsa democratica: esempi, regole e reale posta in gioco

Ogni realtà nella quale ci troviamo a vivere abbastanza stabilmente, anche se temporanea, è un regime: si tratti dei sistemi politici e dei governi in termini sociali, di leggi e regolamenti in campo giuridico, dei venti e delle maree in termini atmosferici ed ambientali, e in campo alimentare o farmacologico, in termini di diete e terapie. Più sovente, usiamo il termine Regime come sostantivo spregiativo per denunzia e critica in riferimento ad un certo tipo di Governo dittatoriale, (per antonomasia: ”regime fascista” ma certo non solo) ed a una corrispondente prassi di governo, autoritaria, di un sistema di leggi o di una politica che non rispetti nella forma e nella sostanza in un “regime liberaldemocratico occidentale” tutti i suoi relativi principi costitutivi. 

Valter Vecellio
È l’Irlanda, bellezza…l’Irlanda; e tu non puoi farci niente

Tra i “servizi segreti”, quello di cui dispone il Vaticano è certamente tra i più ramificati ed efficienti: può contare su migliaia di “agenti”, sparsi su tutti i continenti, e ben “introdotti” tra le popolazioni: e sono appunto i sacerdoti, le suore, e tutto quel mondo che possiamo per comodità definire apparato ecclesiale. Ora, per sgomberare il terreno: non è che si vuole sostenere che le innumerevoli articolazioni della chiesa cattolica siano qualcosa di simile alla CIA, al Mossad, al FSB russo, o ai vari Mukhabarat orientali. Però di certo sono in grado di monitorare gli umori delle persone, il di cogliere il comune “sentire”, molto meglio di sondaggi e rilevazioni demoscopiche, le cui previsioni vengono regolarmente smentite dai fatti.

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Alessandro Barchiesi
La vignetta
Guido Biancardi
Da uno Speranza emaciato ad un (meschino) Guerin(i)

C'è aria di pulizie di fino e di arieggiamento dei locali con l'apertura delle finestre a far entrare folate d'aria fresca per contrastare le muffe che allignano in ogni parte di una casa umida in cui non batta mai il sole; quello, in politica, super-sfruttato nei simboli storici, dalla sinistra socialista e rivoluzionaria, ai verdi; nel nostro caso soprattutto dell'annunciato dal perpetuo banditore di contrada ”avvenire Renziano”. Si dice che Renzi abbia in animo di sostituire il praticamente dimissionario/dimissionato Roberto Speranza con il più fidato ma meno fresco Lorenzo Guerini, oggi vicepresidente-portavoce.

Gianfranco Cercone
“Forza maggiore” di Ruben Östlund: quelle valanghe dentro di noi

L’accusa di formalismo la si sente oggi rievocare raramente a proposito del cinema, anche se a volte nei film un sentore di formalismo lo si può percepire.

Cos’è il formalismo, nel senso negativo del termine?

Quella cura della forma - nel caso del cinema: della bellezza dell’immagine, dei movimenti virtuosistici della macchina da presa, di combinazioni originali tra colori e suoni, e così via – fine a stessa, sciolta da un contenuto da esprimere, o per la quale il contenuto non è che un pretesto.

Un sospetto di formalismo l’ho avvertito, ma soltanto in un primo tempo – il seguito del film ha poi smentito questo sospetto – di fronte a “Forza maggiore” dello svedese Ruben Östlund.

Walter Mendizza
UHRTA, un’associazione che urta le istituzioni

Da anni a Trieste e nel resto del Belpaese si fa ufficialmente apologia acritica della psichiatria basagliana. Com’è noto Trieste e Gorizia sono le città dove operò Basaglia il quale tuttavia morì prima di vedere lo sviluppo della sua riforma, che peraltro aveva preso pieghe che non gli piacevano, tanto che alla fine era in disaccordo con il testo. Ciononostante, il suo impegno per il superamento della logica manicomiale, fece entrare nell’uso comune il nome di “legge Basaglia” la legge 180 del 13 maggio del 1978. L’estensore materiale della legge fu lo psichiatra democristiano Bruno Orsini. La 180 aveva una impostazione clinica moderna dell’assistenza psichiatrica perché cercava di instaurare rapporti più umani tra i pazienti, il personale e la società.

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Guido Biancardi
Migranti, rifugiati, clandestini…

Mare nostrum, Triton, Poseidon, sono le risposte che sino ad ora sono state abbozzate a fronte del fenomeno, annunziato da decenni almeno, delle migrazioni di massa da Africa, Medio ed Estremo oriente e dai paesi dell'ex Urss. Verso l'Europa, geografica ma soprattutto politica ed economica.

Giulia Cerasoli
"Solo papa Francesco mi capisce", intervista a Marco Pannella

Solo papa Francesco mi capisce. Intervista a Marco Pannella

Marco Pannella ha rilasciato a Giulia Cerasoli del settimanale “Chi”, l’intervista che segue:

Angiolo Bandinelli
Elogio dell’uninominale

Esiste una visione sbagliata e diffusissima del concetto di rappresentanza, automaticamente identificato con la proporzionalità del rapporto tra corpo elettorale ed eletti. Per la cultura empirista britannica lo schema non vale: vince chi arriva primo. E chi arriva primo si prende il tavolo: “Winner takes all”.

Non è affatto vero che i perdenti non vedano rappresentate le loro idee. È ovvio che il vincitore dovrà tener conto delle esigenze degli sconfitti. Cameron ha rilanciato l’idea del referendum sull’Europa, dando una buona soddisfazione ai votanti dell’Ukip, e ha rassicurato gli scozzesi.

Ilari Valbonesi
Il finanziamento pubblico ai partiti tra politica e arte: Pannella, Duchamp, #astaradicale

L'asta, la vendita all'asta, l'incanto è il luogo dove il mercato si perfeziona, perché l'offerta si fa pubblica e il valore è determinato dalla libera gara tra le domande. A ben vedere è il luogo dove il mercato, sembra quasi un lontano parente della politica, se non altro per questi fattori. Ad essi si deve aggiungere la passione autentica e la dimensione temporale del "momento giusto", che sono ancora due delle componenti di base dell'azione politica.

Valter Vecellio
Pannella, il diritto, il diritto alla conoscenza negato. Lo dice anche il papa (a sua volta censurato)

Periodicamente vengono rese note delle classifiche nelle quali l’Italia, figura ai posti più bassi per quel che riguarda libertà e autonomia dell’informazione, e della conoscenza che viene fornita ai cittadini. Non c’è dubbio che sia così, anche se questa “fotografia” si ricava soprattutto dal numero di denunce, di querele intimidatorie, di processi, di provvedimenti legislativi punitivi che vengono posti in essere. È un criterio; ma non il solo; e forse neppure quello che meglio “fotografa” la situazione. 

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Laura Arconti
12 maggio 1977, Giorgiana Masi

Quest’anno non ci sarò, Giorgiana, il 12 maggio a Ponte Garibaldi, perché il tempo - e certe vecchie malattie - non rispettano il calendario e non si fanno comandare dalla volontà. 

Non ci sarò quando quattro o cinque Radicali “di una volta” andranno a portare fiori sulla spalletta del Tevere dove una targa di bronzo, scura sul grigio scuro della colonna, va letta da vicino perché è anch’essa diventata vecchia.

Non ci sarò, lì, con la presenza viva del ricordo autentico, mentre col rito stanco delle abitudini i giornali pubblicheranno quella tua vecchia fotografia presa dalla carta di identità del Comune, con i due circoletti in diagonale dei sigilli che allora fissavano la foto sul documento.

Gianfranco Cercone
“L’infernale Quinlan” di Orson Welles: quando la passione per la giustizia si fa crimine

La ricorrenza in questi giorni del centenario della nascita di Orson Welles, ci offre la graditissima occasione di rievocare uno dei grandi film che ha diretto e interpretato: “L’infernale Quinlan”, del 1958 (ma il titolo originale, più significativo, è “Touch of evil”: tocco maligno). Lo si trova pubblicato in dvd nella versione restaurata e ricostruita secondo le indicazioni dell’autore (capitava infatti che i film di Welles fossero manipolati, “normalizzati” – ma l’impresa era disperata – dai produttori di Hollywood!).

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Guido Biancardi
Benedetta irriconoscenza

Elezioni regionali alla porte. Tanti posti da ricoprire e ben più numerosi candidati. Come riuscire a garantirsi la vittoria? Facendo conti sui propri beneficiati. Ma da cui non è escluso di essere delusi.

L'irriconoscenza è figlia, in dosi variabili, di ingenerosità ed ignoranza, quando non frutto della  disonestà intellettuale e morale. Ma è ad essa che dobbiamo far riferimento per sperare ancora.

Oreste Bornisacci
Alla ricerca della moglie perfetta: “La scuola delle mogli” di Molière

Quello di Arnolfo è un disegno molto chiaro, dai contorni precisi; vuole sposarsi ma è assillato da un convincimento: le donne istruite e colte sono quelle che tradiscono l’uomo e il tradimento è la peggiore delle sciagure. E’ da preferire una donna brutta e stupida ad una donna molto bella e molto intelligente. Per questo ha allevato Agnese, di cui è tutore, nella più completa ignoranza ed ingenuità. Ne ha fatto pertanto una moglie perfetta; ora è giunto il momento di sposarla!

Luca Marco Comellini
Le Forze Armate sono al servizio del paese?

Alcune settimane fa una lettera umanamente comprensibile ha aperto uno squarcio nell'impenetrabile cortina fumogena che da sempre copre gli squallidi retroscena della compagine militare per la conquista del miglior posto tra i più fedeli servitori del potere. Il numero due tra i generali della Difesa l'ha scritta a tutti i suoi sottoposti per chiedere di essere uniti di fronte ai pericoli che si possono celare dietro le lotte intestine e rivalità fra le differenti Forze Armate per occupare gli ambiti posti di potere. La domanda: “Le Forze Armate sono al servizio del paese?” torna prepotentemente d'attualità.

Valter Vecellio
Un vuoto che si riempie di nulla

Qualche sospetto, a dire il vero, era venuto già da tempo; e lo si era detto. Ora giunge la conferma: “Nei governi tecnici c’era una discreta quantità di pippe”. Firmato Matteo Orfini, presidente del Partito Democratico, durante l’incontro con i giovani democratici alla “Factory Roma” (oh yeah!...: “Pippe”, “Factory”…very strong, Matthew-the-kid). 

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Luca Marco Comellini
Libro Bianco Difesa: inaspettati riconoscimenti

La pubblicazione del Libro Bianco (ancorché nelle varie versioni sostanzialmente uguali) si rivela piena di sorprese. Due di queste, in particolare, sono l'inaspettato riconoscimento che il Governo ha voluto dare al lavoro svolto in questi anni dal Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia (Pdm).

Gianfranco Cercone
“Samba” di Eric Toledano e Olivier Nakache: realismo e demagogia

La fortuna nei secoli del genere della commedia, dipende certo dall’interesse universale del tema centrale della commedia (che, come si sa, è l’eros); e allo stesso tempo dalla possibilità che offre la commedia di conglobare intorno a quel tema, i problemi, le contraddizioni delle diverse società nelle quali l’amore torna immancabilmente a riprodursi e a protestare le proprie ragioni contro chi, a vario titolo, vuole impedirlo (l’amore ostacolato e alla fine trionfante è infatti, tradizionalmente, il filo conduttore della commedia).