Direttore Valter Vecellio. 48 weeks 2 days ago
Redazione
Intervista a Rita Bernardini chiesta (e non pubblicata) sui Cannabis Social Club e sulla coltivazione della marijuana come atto di disobbedienza civile

Un paio di giorni fa Stefano Armanasco per “Freeweed”, ha chiesto a Rita Bernardini un'intervista. Dopo aver risposto a tutte le domande, Armanasco ha comunicato che l'intervista non sarebbe stata pubblicata sul sito in questione e che si trattava di qualcosa di confidenziale tra la segretaria di Radicali italiani e lui (che voleva capire meglio il ruolo svolto dall'associazione LapianTiamo, di cui Bernardini è Presidente d'onore). Poiché le risposte date per me non sono "privato", Bernardini ritiene opportuno diffonderla ugualmente.

Rita Bernardini, cosa ti spinge a coltivare cannabis sul tuo terrazzo?

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Gionny D'Anna
Unione bancaria e rischi sistemici

In questi anni di crisi economica una delle maggiori criticità sistemiche nota a tutti gli osservatori economici consiste nella stretta al credito, che ammorba il nostro sistema produttivo il quale, al netto della crisi, non necessitava certo di altre vulnerabilità strutturali. Come è noto il nostro sistema bancario è stato duramente bacchettato dalla BCE, tuttavia la strada intrapresa dalla governance finanziaria europea per ristrutturare l’intero sistema bancario si è infilata, a parere di chi scrive, in un vicolo cieco.

Mario Baldassarri
Intervento di Mario Baldassarri al Comitato nazionale di Radicali Italiani (2ª giornata)

SCENA 11 - Il costo economico-sociale della corruzione, dell’evasione fiscale e degli errori della Bce di Jean Claude Trichet

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Rita Bernardini
Cannabis. Io disobbedisco: arrestatemi

“Mi dichiaro in arresto!”, questa è la frase che pronunciò Emma Bonino il giorno che si autoconsegnò alle forze dell’ordine nel 1975. Accadde la domenica del 15 giugno quando era in pieno svolgimento la campagna radicale per la legalizzazione dell’aborto, con i radicali che disobbedivano in ogni parte d’Italia alle norme del codice Rocco sulla integrità della stirpe.

Valter Vecellio
La ridicola accusa di essere antiamericani solo perché si vuole sapere la verità. Una polemica con Panebianco
A volte scrivere “lettere ai giornali” è istruttivo. Istruttivo, per esempio è questo scambio di “opinioni” tra Angelo Panebianco, uno degli editorialisti principe del Corriere della Sera, e chi scrive.
 
Panebianco sul Corriere della Sera del 27 aprile ha pubblicato un lungo articolo a proposito della morte di Giovanni Lo Porto e Warren Weinstein nel quale, in buona sostanza si afferma che “il nemico non è l’America”. Questo perché sembrerebbe, ad ascoltare certi commenti, che gli americani siano il «nemico», i veri assassini.
Adn Kronos
Cronache dell’amianto. Assolto a Milano Giampiero Pesenti

Cronache dell’amianto. Assolto a Milano Giampiero Pesenti

Milano. Il Tribunale di Milano ha assolto il presidente di Italcementi Giampiero Pesenti, nel processo per la morte di una trentina di operai dell'azienda Franco Tosi, colpiti tra gli anni '70 e i primi anni '90 da mesotelioma pleurico. Oltre a Pesenti, sono state assolte altre sette persone. "L'ingegner Pesenti - commenta il suo avvocato, Giuseppe Bana - non meritava una imputazione di questo genere. Dico solo che sono soddisfatto per evitare polemiche in merito all'impostazione accusatoria".

Cristiano Lorenzo Kustermann
Dell’incostituzionalità della questione di fiducia sull’Italicum irritualmente annunciata

Ieri, 28 aprile 2015, III anno E.F. (dell’Era Furbesca o Fiorentina), il ministro Boschi alla Camera ha preso la parola per affermare le seguenti parole: “a nome del Governo, autorizzata dal Consiglio dei Ministri, pongo la questione di fiducia (ecc. ecc.)”.

Com’è noto la questione di fiducia, comparsa nella prassi e poi nei regolamenti parlamentari e infine nella legge Craxi-Manzella n. 400/1988, non è prevista in Costituzione, diversamente dal voto sulle mozioni di fiducia e sfiducia.

Anzi l’art. 94.4 Cost. recita piuttosto che “Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni”.

Angiolo Bandinelli
Il male dell’Italia? Il proporzionalismo

Entrando a piè pari, con insolita decisione, nel dibattito interno al Partito Democratico sul tema delle riforme costituzionali e, in particolare, dell’Italicum, Enrico Letta ha indirizzato all’attuale Premier un’espressione che un giornale ha definito sibillina: “Se vuoi andare veloce, corri da solo. Ma se vuoi andare lontano, se vuoi costruire, allora devi farlo insieme”.

Valter Vecellio
Droga: condannato a un anno, per quattro piantine. Servono per non far soffrire la madre

Questa è una storia davvero assurda. Chiamarla assurda è dire poco. È la storia di un giovane romano. Di un giovane romano di 25 anni, che una condanna a un anno di carcere, colpevole di avere coltivato marijuana. Uno spacciatore? No, lo ha fatto per quelle che un po’ burocraticamente vengono definite “finalità terapeutiche”. Non per lui, per la madre, affetta da gravi patologie; il medico aveva infatti prescritto derivati cannabinoidi. Il ragazzo non riesce a ottenerli per vie legali, decide così di produrli da solo: coltiva quattro piantine di marijuana.

Gianfranco Cercone
“Mia madre” di Nanni Moretti: disorientamento e disperazione

Nel corso di Mia madre - l’ultimo film di Nanni Moretti, nel quale, come in un film di Fellini, ai fatti dati come presenti e reali, si mescolano sogni, ricordi e fantasie – viene anche raccontato il seguente ricordo. La madre anziana della protagonista, mentre parcheggia, tampona la macchina di fronte alla sua. Sopraggiunge la figlia, che controlla la patente della madre, verifica che è scaduta, la straccia sotto i suoi occhi, si mette alla guida; ma anziché parcheggiare correttamente, sbatte più volte la macchina, apposta, contro un muro.

Alessandro Litta Modignani
Se questo non è un genocidio

L’affermazione di Sergio Romano sul Corriere della Sera di lunedì 20 aprile, secondo cui “soltanto allo sterminio degli ebrei da parte della Germania nazista possa essere applicata la parola genocidio”, è storicamente falsa e moralmente inaccettabile. È falso infatti che “soltanto Hitler si è proposto come obiettivo strategico l’eliminazione fisica di tutti gli ebrei”, come scrive Romano. Per restare al solo caso armeno, di cui ricorre oggi il centenario, è bene ricordare che Taalat Pashà, ministro dell’Interno e uomo forte del regime dei Giovani Turchi, disse che gli armeni andavano sterminati, tutti, “altrimenti i sopravvissuti si potrebbero vendicare” (ciò che poi in effetti accadde a lui personalmente).

Aldo Penna
Fermare i negrieri del nuovo millennio

A cavallo tra l’800 e il 900, al ritmo di un milione l’anno, gli europei migrarono nelle Americhe. L’esodo raggiunse proporzioni gigantesche finendo per interessare il 10% della popolazione italiana, l’8% dei norvegesi, il 5% degli spagnoli, il 7% degli irlandesi, il 7% degli inglesi.  Negli anni 60 la Germania occidentale in piena rinascita industriale, assorbì fino 10 milioni di migranti in gran parte provenienti dal Sud dell’Europa. Oggi il suo Parlamento conta deputati di seconda e terza generazione di diverse nazionalità, oramai pienamente integrati nella cultura tedesca.

Valter Vecellio
Caso Lo Porto: il diritto alla conoscenza vale anche per voi, cari amici americani

Si può, da “Amerikani” riconoscenti per quanto quel paese ha saputo e voluto fare; da ammiratori di quel sistema che discende dai “Federalist papers” di Alexander Hamilton, James Madison, John Jay; da consapevoli delle opportunità (certo, sudate e strappate con le unghie e con i denti) che questo paese ha voluto e potuto dare a tanti europei; grati a quelle migliaia di giovani americani che sono venuti a morire in Italia e in Europa, per la nostra libertà e il nostro benessere; si può, dicevo, pensare che non piace per nulla quello che è accaduto nell’“affaire” Giovanni Lo Porto? Non è in discussione la responsabilità della sua morte e di Warren Weinstein. Certo: i maggiori responsabili sono i terroristi li hanno sequestrati. Lo nega e lo contesta solo un imbecille.

Mariano Giustino
Centenario del massacro degli armeni: La verità storica non può essere stabilita dalla politica

Alla vigilia del 24 aprile, cioè del centesimo anniversario dei massacri di cui fu vittima la popolazione armena di Anatolia durante gli ultimi anni di vita dell’Impero Ottomano, il primo ministro turco Ahmet Davutoğlu si è spinto ben oltre le dichiarazioni del presidente Erdoğan dello scorso anno nel riconoscere l’orrore di quegli eventi. Ha infatti dichiarato: "Le deportazioni degli armeni sono un crimine contro l’umanità". È questa una dichiarazione che riteniamo storica dopo decenni di forte rimozione di quella tragedia.

Angiolo Bandinelli
Segmenti di teoria politica radicale. Il teatro e il suo doppio

Mi ritrovo tra le mani una vecchia antologia di scritti di Antonin Artaud, Alice in manicomio, lettere e traduzioni da Rodez, a cura di Leonardo Boero e con postfazione di Pasquale Di Palmo (“Stampa Alternativa”, 2008). Si tratta di traduzioni/rifacimenti di poesie inglesi e del capitolo VI (quello di Humpty Dumpty) del capolavoro di Lewis Carroll - Attraverso lo specchio - più un pugno di lettere indirizzate a personalità varie. Tra il 1943 e il 1946, il controverso uomo di teatro fu ospite dell’ospedale psichiatrico di Rodez appunto (dipartimento dell'Aveiron, Midi-Pyrénées): dopo sei terribili anni trascorsi in altre istituzioni manicomiali, a Rodez Artaud potè giovarsi della intelligente metodologia riabilitativa del dottor Gaston Ferdière.

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Sergio D'Elia
Caso Lo Porto. L’accaduto non può essere liquidato come mero effetto collaterale e inevitabile di una causa giusta

Non si può considerare l’accaduto come mero effetto collaterale e inevitabile di una causa giusta. Né si può accettare che, nel nome della guerra mondiale al terrorismo, il Presidente di una democrazia tra le più antiche al mondo possa, per decreto, dichiarare qualcuno colpevole al termine di un processo segreto anche per il solo sospetto che abbia l’intenzione di commettere in futuro un crimine. In questo modo, i cittadini americani all’estero possono essere uccisi per il mero sospetto di attività anti-americane, quando invece in patria avrebbero diritto ad un processo con tutte le garanzie possibili, anche quelle previste dal sistema arcaico della pena capitale.

Diego Sabatinelli
Alessandro Gerardi
Il divorzio breve è frutto dell’impegno e delle lotte radicali

Con l'approvazione del divorzio breve il nostro Paese ha fatto un passo avanti verso un minimo di civiltà giuridica e sociale. Tempi più brevi e procedure semplificate significano meno conflittualità tra i coniugi e meno complicazioni per chi già vive un momento delicato.

Questo importante risultato è anche il frutto del lavoro paziente portato avanti in questi ultimi dieci anni dalla nostra associazione e da tutti gli ex parlamentari e dirigenti radicali, a partire da Rita Bernardini, Maurizio Turco e Marco Pannella, mediante scioperi della fame, sit-in, manifestazioni, convegni e dibattiti pubblici, referendum, proposte di legge, interpellanze e mozioni.

Valter Vecellio
Detenuto, dicono, si autostrangola a Santa Maria Capua Vetere

Ci sono cose che si fa una certa fatica a capire come possano accadere. Cose che sono accadute, ma che si fa fatica a credere che lo siano nel modo in cui viene detto, raccontato. Come la morte di C.M., trentacinque anni, trovato strangolato in bagno. Veramente è difficile da credere. Non che sia morto, perché morto è morto. E’ difficile che sia accaduto come dicono. C.M. è accusato di tentato omicidio, e per questo è detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. In carcere, non c’è dubbio, è più facile cedere alla disperazione, che altrove, questo si capisce; e infatti ogni anno la percentuale di chi decide di farla finita è infinitamente superiore a quella d chi è “fuori”.

Angiolo Bandinelli
Il corpo a nudo

La rivoluzione del Living Theatre sulle scene degli anni Sessanta tra Brecht e la nuova politica dei radicali. Ricordi militanti

Valter Vecellio
Ma come convive il reato di tortura con il 41 bis?

Qualche giorno fa, Antonietta Denicolò, componente della Giunta dell’Unione Camere Penali, ha scritto per Il Garantista un articolo intitolato: “Giustizia: la tortura ora è reato…ma il 41 bis non è tortura?”. Ecco: già dal titolo si va al cuore di una questione che merita di essere dibattuta, di essere oggetto di confronto; probabilmente proprio per questo non se ne fa nulla. Cosa dice Antonietta Denicolò? Che dopo il plauso espresso per salutare l'ingresso, seppur tardivo, del reato di tortura nel nostro ordinamento, ora occorre interrogarsi, sulla compatibilità e possibilità di coesistenza del neonato reato di tortura con il mantenimento e la frequente applicazione del regime disciplinato dall'art. 41 bi; e dovrebbero farlo in particolare gli operatori del diritto.

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Ilari Valbonesi
Le “lettere eretiche”

Nell’Era della comunicazione digitale, dei siti web di informazione, dei giornali on-line, dei blog e dei social media, quasi nessuno percepisce la notizia come un flusso a una direzione, che scorre verso il lettore e basta. L’internauta 2 o 3 punto 0 è per definizione uno che lascia sempre traccia, commenta, cita, condivide, twitta o ritwitta. La notizia come evento “di stampa”, fresca d’inchiostro e dell’aria del mattino, sembra un ricordo destinato a sbiadire presto già dalla mente dei trentenni.

Luca Marco Comellini
Maurizio Turco
Difesa, Pdm: a via XX settembre Pinotti è solo un ospite. Comandano i generali

"Comanda la ministra Pinotti o i generali?" questa è la domanda che si pongono Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la Tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) e Maurizio Turco, già deputato radicale al parlamento europeo ed italiano e cofondatore del Pdm, in merito alla recente circolare emanata dal capo di stato maggiore della difesa, generale Claudio Graziano, che detta le regole per l'applicazione dell'articolo 1, comma 364, della legge n. 190 del 23 dicembre 2014.

Gianfranco Cercone
“Il padre” di Fatih Akin: un western per un genocidio

Uno dei modi per raccontare un evento storico, è adottare il punto di vista di un uomo comune, che si trova coinvolto in quell’evento, senza averlo previsto e senza conoscerne le ragioni: come fosse stato inghiottito nel ventre di una balena, prima di aver visto e riconosciuto il pesce che lo ha mangiato!

Si potrà obiettare che è un punto di vista quasi cieco, insufficiente per dare un’idea di quell’evento. E invece chissà se quello sguardo nella sua sprovvedutezza, nel suo sbalordimento, e nel suo tramortimento, non riesca a mostrarci una verità essenziale che potrebbe sfuggire al racconto più distaccato, più esperto di uno storico.

Valter Vecellio
È morto Elio Toaff. Peccato davvero non averlo nominato senatore a vita

di Valter Vecellio
 

Rita Bernardini
La mozione generale approvata dal Comitato Nazionale di Radicali italiani

Quella che segue è la mozione che la segretaria di Radicali Italiani Rita Bernardini ha presentato al termine dei lavori del Comitato Nazionale del 17-18-19 aprile 2015. La mozione è stata approvata con 11 voti a favore 7 contrari e 16 astenuti

Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma il 17, 18 e 19 aprile 2015

prende atto di quanto denunciato nella sua relazione dalla Segretaria del Movimento riguardo alle condizioni di illegalità in cui continua a versare (nonostante la diminuzione della popolazione detenuta) il sistema penitenziario italiano e l’amministrazione della giustizia civile, penale e amministrativa con il carico paralizzante e anticostituzionale di oltre 10 milioni di procedimenti pendenti;

Oreste Bornisacci
Pena di morte, condizioni dei detenuti e rapporto tra due persone che si amano, i temi sviluppati da Oscar Wilde nella “Ballata del carcere di Reading”

Nel 1895 Oscar Wilde, accusato di omosessualità, fu condannato a due anni di carcere che scontò nella prigione di Reading. L’esperienza vissuta in prigione fu traumatica ed è all’origine di “The ballad of Reading gaol” nella quale Wilde non parla mai di se stesso; ci parla, invece ed esclusivamente, della prigione, un posto di vergogna, delle condizioni di vita dei detenuti, della ripetitività delle loro azioni quotidiane, tutte finalizzate alla personale sopravvivenza con l’unico conforto del futuro ritorno alla libertà. Disperati che guardano  con ansia e speranza quel lembo azzurro di cielo che intravedono a fatica dietro le sbarre della prigione “I never saw a man who looked / with such a wistful eye / upon that little tent of blue / which prisoners call the sky”.

Giuseppe Candido
Il bluff della “buona scuola” di Renzi

Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti. È con questo titolo che lo scorso 27 marzo è stato depositato alla Camera (A.C.2994) il progetto di legge di riforma della scuola (140 pagine). Il provvedimento reca le firme del ministro dell'Istruzione Giannini, di quello della semplificazione e della pubblica amministrazione Madia e quella del Ministro dell'Economia e delle Finanze, Padoan. Assieme, il 1° di aprile quasi come fosse una burla, è stata presentata pure una scheda di lettura di altre 167 pagine.

Gianfranco Cercone
“Second chance” di Susanne Bier: poliziotto e “super-uomo”

È rimasta impressa, credo, nella memoria di tutti coloro che hanno letto “Delitto e castigo” di Dostoevskij, la giustificazione che dà a se stesso il giovane protagonista, per compiere un omicidio. Povero, eppure, se soltanto avesse i soldi per completare i suoi studi di legge, convinto di essere capace di una missione che farebbe il bene dell’umanità, non avrebbe per questo il diritto di derubare, anche con la violenza, anche a costo di ucciderla, una spregevole usuraia?

Come si sa, questa giustificazione, compiuto il delitto – che sarà un duplice omicidio – non reggerà all’insorgenza istintiva, insopprimibile, del senso di colpa, tanto che l’assassino andrà lui stesso incontro alla propria punizione.

Valter Vecellio
Misericordia? Pannella a papa Francesco propone Spes contra spem

Nella versione del “Discorso della Montagna” che ne dà Matteo, è la quinta di nove “Beatitudini”: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”. Ed è all’insegna della misericordia, questo Anno Santo appena indetto. In ebraico misericordia (khesed) affonda il suo significato nell’alleanza tra due parti, e dunque nella solidarietà attiva che una delle due deve all’altra, quando si viene a trovare in difficoltà. Per i greci con eleos intendono un sentimento di compassione, di pietà.

redazione N.R.
Presidente Renzi, un tweet, un sms, un quel che vuole, ma risponda…

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, se vuole, può; se può, come ci insegna Primo Levi, deve. Alle ore 22 del 10 aprile 1991, un quarto di secolo fa!, il traghetto “Moby Prince” salpa da Livorno alla volta di Olbia. A bordo, tra passeggeri ed equipaggio, ci sono 140 persone. Poco dopo la partenza, inspiegabilmente, la “Moby Prince” entra in collisione con una petroliera; una petroliera che trasporta greggio, altamente infiammabile. E’ una strage, a parte un mozzo, muoiono tutti, di una morte orribile, tra le fiamme e il fumo acre, soffocante, che brucia i polmoni. Si salva solo un mozzo, che ha la prontezza, il riflesso, oppure l’istinto, di aggrapparsi a un cavo e penzolare nel vuoto, in attesa dei soccorsi.

AdN Kronos salute
Giustizia: salute, studio su 16mila detenuti in 6 regioni "il 70 per cento ha almeno una patologia"

Tra problematiche più diffuse i disturbi psichici e le malattie infettive come l'epatite C. Il 70% dei detenuti, circa 16 mila persone, nelle carceri di Toscana, Veneto, Lazio, Liguria, Umbria e negli istituti penitenziari dell'Azienda sanitaria di Salerno, è affetto da almeno una patologia: soprattutto disturbi psichici, malattie infettive e dell'apparato digerente.

Giorgio Malavasi
Veneto. Cappellani penitenziari: Stop all'ergastolo, pena inutile

L'ergastolo? Non serve a recuperare chi ha sbagliato e non serve a dare soddisfazione a chi ha subito un reato. I circa venti cappellani penitenziari del Triveneto spingono sull'acceleratore e, riprendendo con forza l'intervento scritto da papa Francesco all'Associazione internazionale di Diritto penale, dicono che è tempo di ripensare radicalmente all'istituto dell'ergastolo che, come dice il Pontefice, "è una pena di morte nascosta". E che c'è un'alternativa più efficiente e giusta.

Maurizio Bolognetti
Quelli della banda del “buco”, ovvero Il Rie, Assomineraria, Prodi, Tabarelli, Profumo e Renzi

“Dietro una delle dieci linee guida dello ‘Sblocca Italia’ c’è tutto un lavoro firmato da Assomineraria”. Così si esprimeva nell’agosto 2014 Celestina Dominelli sulle pagine del Sole 24 Ore, svelando una realtà fin troppo nota a chi prova a grattare per vedere cosa c’è sotto la superficie di immagini patinate.

Già, dietro una delle dieci linee guida del cosiddetto “Sblocca trivelle” c’è il lavoro di potenti petrolobby e la decisione presa dal governo Renzi - lo ribadiamo - asseconda interessi di parte, che non coincidono affatto con gli interessi del Paese.

Torno a sfogliare una pubblicazione intitolata “Coesistenza tra idrocarburi e agricoltura, pesca e turismo in Italia” e inevitabilmente penso a un libro di Leonardo Sciascia intitolato: “Il Contesto”.

Valter Vecellio
La globalizzazione, le Nazioni e la Riforma della Chiesa di Francesco

Il tema (i temi, sarebbe meglio dire), sono tosti, impegnativi, come si fa a liquidarli con poche battute? Roba da seminari di settimane.

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Rita Bernardini
Tortura: basta macelleria del diritto. Proseguo sciopero della fame iniziato oltre un mese fa. Da mezzanotte Pannella in sciopero della sete

Ancora una volta, e questa volta all'unanimità, i giudici della Corte di Strasburgo hanno affermato che la Repubblica italiana ha violato l'articolo 3 della convenzione sui diritti dell'uomo che sancisce che: 'Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti'. Lo stesso articolo per cui l'Italia era stata condannata nel gennaio del 2013 con la sentenza pilota Torreggiani".

Non solo la Corte di Strasburgo ha stabilito che quanto accaduto nella caserma Diaz di Genova deve essere considerato "tortura", ma nella sentenza i giudici sono andati oltre sostenendo che se i responsabili non sono mai stati puniti è a causa dell'inadeguatezza delle leggi italiane che, quindi, devono essere cambiate".

Laura Arconti
Un diritto primario: essere informati

I titoli di un quotidiano, secondo una opinione corrente, hanno il compito di attirare interesse: in parole più modeste, il compito di vendere un maggior numero di copie del giornale. E’ opinione molto diffusa, che io non condivido.

Rita Bernardini
Un altro suicidio in carcere: quattordici in tre mesi
Giorno dopo giorno aumentano (purtroppo) le ragioni del mio sciopero della fame, giunto oggi al 34esimo giorno. Grazie alla rete di Ristretti Orizzonti sono venuta a conoscenza dell'ennesimo suicidio in carcere, il 14esimo dall'inizio dell'anno, avvenuto - come conferma il Dap - nel carcere di Piacenza. Una mattanza che non accenna a diminuire a causa delle condizioni inumane e degradanti di buona parte delle nostre prigioni.
 
A questa tragedia umana, si aggiunge la notizia dello smantellamento dell'Alta Sicurezza del carcere "Due Palazzi" di Padova, uno dei pochi che funziona dal punto di vista del recupero sociale e civile dei detenuti.
Luca Marco Comellini
È allarme nell'Esercito italiano: quando la legalità soccombe all'arroganza e all'ignoranza la tenuta democratica del Paese è a rischio

Un maresciallo dell'Esercito si rivolge al Consiglio di Stato per far valere un suo diritto, i generali gli rispondono con un procedimento disciplinare. Una assurda storia di negazione dei più elementari diritti nei confronti dei militari si sta compiendo in queste ore nell'assoluta indifferenza delle istituzioni parlamentari e delle forze politiche che sul tema, da sempre, preferiscono la più appassionante discussione sul sesso degli angeli.

Gianfranco Cercone
“Lettere di uno sconosciuto” di Zhang Yimou: una disperata speranza di giustizia, in Cina

Prima ancora che di fatti e di personaggi, un racconto, anche cinematografico, è costituito dal clima, dall’atmosfera che avvolge quei fatti e quei personaggi. E il grado di verità che un film è riuscito a raggiungere, lo si giudica anche dall’efficacia, dalla precisione con cui è resa quell’atmosfera.

Maurizio Bolognetti
L’impossibile coesistenza tra attività estrattive e tutela del territorio e della salute

Qualcuno in questi mesi ha scoperto l’acqua calda: le attività minerarie in quel di Corleto Perticara hanno determinato una contaminazione delle matrici ambientali

Valter Vecellio
“La profezia” di Leonardo Sciascia

È pieno di “cose” questo agile e apparentemente esile La profezia di Sciascia, di Nico Perrone (Archinto editore, pagg.105, 14 euro). In realtà, l’aspetto, il formato non deve trarre in inganno: non è affatto esile, tutt’altro; è robusto e, appunto, pieno di “cose”, “argomenti”: idee, opinioni che non saranno (anzi, sicuramente, dati i tempi che si vivono) maggioritarie e dominanti; ma sono il lievito di quel pensiero destinato a durare; e alla fine, “vincere”. È un baedeker da compulsare, dopo averlo letto, scegliendo magari un brano a caso, con la certezza che un “caso” non sarà mai, se l’occhio indugerà in quel particolare brano: che le coincidenze hanno una loro logica, pur sfuggente, a volte.

Rita Bernardini
Carceri e giustizia: i dati aggiornati al 31 marzo preoccupano

Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali italiani, giunta oggi al 32esimo giorno di sciopero della fame:

Secondo i dati diffusi dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria al 31 marzo 2015 i detenuti presenti nei 200 istituti penitenziari italiani sono 54.122 e tornano a risalire dopo gli effetti dovuti ai vari provvedimenti “svuotacarceri” e, soprattutto, alla sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la legge Fini-Giovanardi che equiparava le sostanze stupefacenti leggere (hashish e marijuana) a quelle pesanti (eroina, cocaina).

Alessandro Barchiesi
La vignetta
Alessandro Barchiesi
La vignetta
Susanna Sinigaglia
Milano: Uovo performing arts festival 2015

È il ritmo costante del passo che permette di superare il confine