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Cinema

"Salò o le 120 giornate di Sodoma" di Pier Paolo Pasolini: alle origini della crudeltà

A commento di una notizia di cronaca nera, di uno stupro, Pier Paolo Pasolini ricordò una verità forse risaputa, ma proprio per questo trascurata, non ribadita abbastanza: il fatto stesso di commettere una violenza sessuale è una confessione involontaria di impotenza, dell'incapacità di raggiungere quello stato di fusione con la persona amata che è il momento più desiderabile, estatico, del rapporto sessuale (che può verificarsi, certo, soltanto quando quel rapporto è consensuale).

“Lea” di Marco Tullio Giordana: le contraddizioni di un’eroina

Giordana ha più volte impiegato le sue doti di finezza narrativa, per riportare all’attenzione del pubblico personaggi della storia italiana recente o remota (da Peppino Impastato a Osvaldo Valenti e Luisa Ferida: due esempi, certo, disparati); riuscendo a immedesimarsi in loro tanto da renderli “vivi”.

Nel suo ultimo film, “Lea”, presentato al Roma Fiction Fest (andato in onda su Rai 1 il 18 novembre), ha raccontato il caso di Lea Garofalo, una donna appartenente a una famiglia calabrese affiliata alla ‘ndrangheta, che sposa uno degli uomini di quella banda criminale, ma che poi si ribella al marito e lo denuncia; e che pagherà la propria delazione finendo assassinata, nel 2009.

“Suburra” di Stefano Sollima: il rimpianto della legalità perduta

Un certo cinema, ma anche una certa letteratura popolare (non sono uno specialista, ma vi rientra, credo, la cosiddetta “letteratura pulp”) promettono allo spettatore o al lettore, protetti dalla poltrona di un cinema o dal loro habitat, il brivido di inoltrarsi nei territori dell’illecito, del crimine e della perversione, che sono supposti suscitare in lui un misto di fascino e di ripugnanza.

Gli autori del film Gomorra, diretto da Stefano Sollima, hanno avuto l’idea di raccontare in questa chiave l’ambiente della criminalità romana e para-romana (si considera in particolare il territorio di Ostia) e di quei settori della politica nazionale e anche, a quanto è mostrato, della Chiesa cattolica, collusi con essa.

Diario di “Accattone” - di Adele Cambria

Quello che segue è un articolo della nostra compagna e amica Adele Cambria apparso su Palatina n.18, aprile-giugno 1961. Articolo difficile da trovare, recuperato meritoriamente da Laura Arconti. Uno scritto che vale anche per l’oggi (e il domani); e che è bene rammemorare.

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