Direttore Valter Vecellio. 12 weeks 2 days ago

Teatro

Il ‘sogno americano’: la possibilità di raggiungere il successo e il prezzo che si paga. È “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller

“Death of a salesman”, una delle opere più conosciute di Arthur Miller, ci presenta, siamo a New York nel 1949, essenzialmente due temi: da un lato la feroce critica all’american dream, al sogno americano, quell’utopia, quel credo, quel mito ampiamente diffuso negli Stati Uniti secondo il quale ciascun individuo ha la possibilità di emergere ed affermarsi in maniera prepotente, può cioè raggiungere livelli elevati di successo inteso come sinonimo di grandi ricchezze, e dall’altro i rapporti complessi, spesso conflittuali, all’interno di una famiglia, essenzialmente tra padri e figli.

Oreste Bornisacci

Adulto

Avevo già visto il lavoro dei Phoebe Zeitgeist in primavera, prima nella rassegna “Contagio” con lo spettacolo Preghiera. Un atto osceno, poi in Kamikaze number five, dove il terrorista si prepara al suo atto di dispensatore di morte, anch’esso osceno nella sua concezione stravolta del sacro, entrambi diretti da Giuseppe Isgrò.

Susanna Sinigaglia

“Tradimenti” di Harold Pinter: il nostro rapporto con gli altri sottende il ricorso sistematico alla menzogna?

Al centro di questa commedia di Pinter è il classico triangolo: lei, lui, il marito di lei. Il tradimento appare, quindi, implicito ma la situazione è assai più articolata e Pinter non è qui per raccontarci una banale storia di corna. Lei tradisce il marito e lui la moglie, d’accordo, ma lui tradisce anche il marito di lei perché è il suo migliore amico, lei tradisce lui perché gli ha nascosto di aver rivelato tutto al marito che, quindi, a sua volta, tradisce in un certo senso l’amico per avergli nascosto che è al corrente della relazione. Come se non bastasse il marito di lei non è da meno e tradisce anche lui la moglie.

Oreste Bornisacci

“La Lupa” di Giovanni Verga: la disperata volontà di vivere in libertà, senza ipocrisie e condizionamenti morali

“La Lupa” è una breve novella, dall’atmosfera torbida e violenta, di Giovanni Verga dalla quale lo stesso autore ricavò un dramma teatrale rappresentato per la prima volta nel 1896 e nella quale con chiarezza sono definiti sin dall’inizio i connotati della protagonista: “al villaggio la chiamavano la Lupa perché non era sazia giammai di nulla. Le donne si facevano la croce quando la vedevano passare … ella si spolpava i loro figliuoli e mariti in un batter d’occhio … e se li tirava dietro alla gonnella solamente a guardarli con quegli occhi da satanasso”.

Oreste Bornisacci
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