Direttore Valter Vecellio. 1 year 4 weeks ago

Esteri

Dopo il lepenismo: una Europa tra nazionalismi e localismi

I risultati del ballottaggio hanno piegato le aspirazioni di Marine Le Pen, ma non cambiano i termini del “caso” francese. Per il momento Hollande l’ha scampata, ma anche lui va incasellato tra gli sconfitti. Il resto del panorama politico d’oltralpe, poi, ci dà sempre l’immagine di un disastro nazionale (e, ahimè, europeo). L’assalto del lepenismo alle istituzioni e al governo è stato respinto, ma non si dica che ha vinto la democrazia. Marine Le Pen non ha tutti i torti nel sostenere che in Francia destra e sinistra sono morte. Il tradizionale gioco tra destra e sinistra è scomparso, i passeggeri della nave Francia si sono buttati tutti sulla fiancata opposta a quella dove si era provocata la falla, giusto per impedire alla nave di affondare: ma la falla sta ancora lì.

L’età del terrore. Una risposta radicale

“Allons enfants de la Patrie, le jour de gloire est arrivé...”. Non poteva toccare che alla Francia l’onere – ma anche l’onore – di porsi alla testa della Guerra contro il Terrore. La Francia, un paese depresso e inquieto, che dichiara di voler onorare senza sconti le sue tradizioni illuminate ma anche va orgogliosa di fare alzare in volo i suoi “Rafales” per contendere il dominio dei cieli ai “Lockheed” americani e ai “Suchoj” sovietici, può oggi assumere il ruolo che più ama, competere alla pari con Usa e Russia. Il Bataclan replica le Torri Gemelle, nell’orrore ma anche nelle conseguenze. Il massacro dei due grattacieli americani ha fatto scoprire appieno l’Età del Terrore, quello del Bataclan ne rinfocola l’immaginario.

A proposito di terrorismo e di come (almeno) contrastarlo

Son tempi, questi, in cui la guerra la invocano in tanti, e sono i tagliagole e i terroristi, poveri imbecilli che sognano così d’andare in qualche paradiso che li compensi del loro sedicente “martirio”; poi ci sono quelli che procombono dicendo che occorre reagire, sguainate le loro sciabole di cartone, come nel coro dell' "Aida" sono quelli di "partiam partiam"; tanto poi ci sono i Paolo Gentiloni a rinnovare il “lodo Moro” assicurando che noi non si partecipa a bombardamenti ed attacchi se non con parolaia solidarietà; ma volete mettere come ci piace dire (in inglese, of course), che occorre mettere gli scarponi sul terreno, se si vuole essere credibili ed efficaci.

Tony Blair si scusa per la guerra sbagliata

Caro Furio Colombo, Tony Blair ha detto che tutti possono sbagliare e si scusa per avere distrutto l`Iraq insieme a Bush. Chiudiamo qui?
Cristiano

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