Direttore Valter Vecellio. 43 weeks 2 days ago

Esteri

Da Mendès-France a Tsipras. La lenta agonia dell’Europa uccisa dalla Sinistra

Gli Stati Uniti d’Europa, in cui gli stati avrebbero ceduto aspetti essenziali di sovranità a favore d’un governo federale, era a portata di mano nell’immediato dopoguerra. L’Europa era distrutta e i movimenti nazionalisti sconfitti. La potenza che usciva egemone dal conflitto, gli Stati Uniti d’America, avrebbero incoraggiato la costituzione di quello che sarebbe diventato il più sicuro baluardo contro l’URSS e il maggiore mercato mondiale. Che cosa si frappose? Oltre e più che i capitalisti nostalgici del protezionismo, la campagna dei vari partiti comunisti,  cui si accodarono, con qualche eccezione, i socialisti. Fummo, noi federalisti, accusati dai pretonzoli agli ordini di Stalin d’essere dei venduti all’imperialismo americano.

L’Europa che vogliamo, l’Europa che non siamo

Ha una lunga gestazione la Nona Sinfonia: la prima idea di musicare il coro An die Freude di Friedrich von Schiller, a Beethoven viene negli anni giovanili di Bonn; nel 1814 il progetto viene nuovamente ripreso sotto forma di una Ouverture con coro finale; diventa poi l'Ouverture in Do maggiore zur Namensfeier op.115 per sola orchestra. Ancora tre anni: nel 1817, nel quaderno degli schizzi, accanto al materiale per la Sonata in si bemolle maggiore per pianoforte, op.106, si trovano spunti tematici poi utilizzati per i primi due movimenti della Nona. Nel 1822 Beethoven inizia la composizione della Sinfonia. In un primo tempo il titolo è: Sinfonie allemand e già prevede il corale finale.

Califfato: già un anno di terrore

Decisamente non è un bel “compleanno”, ma si può comunque cogliere l’occasione per qualche forse non inutile riflessione. Il “compleanno” è quello che si celebrerà tra qualche settimana: è il 29 giugno di un anno fa quando un uomo vestito di nero e con la barba lunga, si presenta al mondo con il nome di Abu Bakr al-Baghdadi; dichiara di essere il leader del “Califfato”, un territorio compreso tra Siria e Irak, caduto nelle mani dei fondamentalisti islamici. Un territorio che vuole estendere, far arrivare alla Mecca, al Cairo, a Roma; promette fuoco e fiamme per gli infedeli, ed effettivamente le sue mani grondano sangue.

Caso Lo Porto: il diritto alla conoscenza vale anche per voi, cari amici americani

Si può, da “Amerikani” riconoscenti per quanto quel paese ha saputo e voluto fare; da ammiratori di quel sistema che discende dai “Federalist papers” di Alexander Hamilton, James Madison, John Jay; da consapevoli delle opportunità (certo, sudate e strappate con le unghie e con i denti) che questo paese ha voluto e potuto dare a tanti europei; grati a quelle migliaia di giovani americani che sono venuti a morire in Italia e in Europa, per la nostra libertà e il nostro benessere; si può, dicevo, pensare che non piace per nulla quello che è accaduto nell’“affaire” Giovanni Lo Porto? Non è in discussione la responsabilità della sua morte e di Warren Weinstein. Certo: i maggiori responsabili sono i terroristi li hanno sequestrati. Lo nega e lo contesta solo un imbecille.

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