Direttore Valter Vecellio. 1 year 4 weeks ago

Esteri

Centenario del massacro degli armeni: La verità storica non può essere stabilita dalla politica

Alla vigilia del 24 aprile, cioè del centesimo anniversario dei massacri di cui fu vittima la popolazione armena di Anatolia durante gli ultimi anni di vita dell’Impero Ottomano, il primo ministro turco Ahmet Davutoğlu si è spinto ben oltre le dichiarazioni del presidente Erdoğan dello scorso anno nel riconoscere l’orrore di quegli eventi. Ha infatti dichiarato: "Le deportazioni degli armeni sono un crimine contro l’umanità". È questa una dichiarazione che riteniamo storica dopo decenni di forte rimozione di quella tragedia.

Se a vincere il diluvio con l’Arca-sraele è Noé-Netanyahu

Benjamin (Bibi) Netanyahu, primo ministro di Israele, smentendo le previsioni che, unanimi, lo annunciavano in declino, si impone come capo del partito (il Likud) vittorioso alle elezioni israeliane. E si appresta alla clamorosa riconferma potenziato da insperati consensi sull'onda delle promesse “per un governo forte e stabile capace di occuparsi di sicurezza e benessere per tutti i cittadini di Israele”; con allegata, a tempo quasi scaduto, la garanzia che non avrebbe consentito la nascita di uno Stato Palestinese.

Non contavano niente. Per questo sono morti?

La frase è agghiacciante. Il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov, a proposito dell’uccisione dell'oppositore Boris Nemtsov, dice: “Non contava niente”. Intende dire che Nemtsov per il padrone del Cremlino non costituiva un pericolo, e che dunque non è a Putin che bisogna guardare nella ricerca dei possibili mandanti. La stessa frase detta l’indomani dell’uccisione di Anna Politkvoskaya, la coraggiosa giornalista uccisa a colpi di rivoltella perché con le sue inchieste sulla feroce guerra combattuta in Cecenia, dava troppo fastidio a troppi. La stessa frase, "non contava niente", detta all'indirizzo di Alexander Litvinenko, l'ex agente dei servizi segreti russi che minaccia di dire troppo, e muore avvelenato col polonio a Londra.

Iran: sei prigionieri impiccati a Kerman e Shiraz

Sei detenuti sono stati impiccati domenica in due prigioni delle città meridionali di Shiraz e Kerman. Un primo gruppo di quattro detenuti è stato impiccato nella prigione di Adelabad nella città di Shiraz; gli altri due uomini sono stati uccisi nella prigione di Shahab nella città di Kerman. Le esecuzioni sono state compiute in segreto, e nessuna informazione è stata pubblicata dagli organi di stampa del paese. Queste esecuzioni seguono a ruota l'impiccagione di due detenuti baluci avvenuta nella prigione centrale di una città sud-orientale sabato scorso.

Syndicate content

Notizie Radicali: il giornale telematico di Radicali Italiani - Direttore: Valter Vecellio
Team: Simone Sapienza, Maria Veronica Murrone
Sito web: Mihai Romanciuc
Vuoi collaborare? Scrivi a notizie.radicali.it@gmail.com