Direttore Valter Vecellio. 1 year 12 weeks ago

Esteri

Iran: i detenuti dervisci in sciopero della fame chiedono giustizia

Con un comunicato intitolato "Il Testamento", i dervisci Gonabadi detenuti in Iran, che continuano il loro sciopero della fame iniziato il 31 Agosto, chiedono alla gente amante della libertà di assicurare alla giustizia le autorità del regime iraniano responsabili delle torture ai prigionieri. Alcuni membri di questo gruppo di nove dervisci Gonabadi in sciopero della fame, detenuti nella prigione di Evin a Tehran e in una prigione della città di Shiraz, nelle ultime settimane si sono rifiutati di prendere le medicine.

L’agenda del presidente Erdoğan e del premier Davutoğlu in Turchia

Da giovedì 28 agosto Recep Tayyip Erdoğan è ufficialmente il nuovo presidente della Repubblica di Turchia. Dopo aver conquistato il 51,8% alle elezioni del 10 agosto, l’ex primo ministro e leader del partito islamista Akp (Partito della giustizia e dello sviluppo) è diventato il primo presidente della Repubblica eletto attraverso una votazione diretta che ha portato alle urne poco più del 73% degli elettori turchi. Hanno votato 41 milioni di persone, mentre alle elezioni regionali del marzo scorso quasi il 90% degli aventi diritto scelse di andare alle urne.

Iran: 10 detenuti impiccati a Birjand, prigionieri condannati alla lapidazione a Qaemshahr

Il regime dei mullah ha impiccato dieci detenuti, tra i quali quattro donne, nella prigione centrale della città di Birjand il 20 e 21 Luglio. Otto di loro sono stati giustiziati con un'impiccagione collettiva domenica notte 20 Luglio. Nel frattempo, il procuratore capo della città di Qaemshahr sembra abbia condannato un uomo di 32 anni ad essere giustiziato due volte, una per impiccagione e un'altra per lapidazione, oltre a dover scontare 15 anni di prigione.

Le 220 ragazze nigeriane rapite da Boko Haram. Che fine hanno fatto? Un’amarissima lezione…

A suo tempo, un paio di mesi fa, la loro sorte commosse il mondo. Come poteva, del resto, essere altrimenti? 270 ragazze nigeriane rapite, nelle mani di criminale come Abu Bakar Shekau, capo dei Boko Haram, un farabutto che al suo passaggio lascia solo morte e distruzione, dolore e rovine. 270 ragazze che da due mesi vivono e patiscono un vero e proprio inferno, ammesso siano ancora vive. Il loro prezzo oscilla sui dieci euro, per chi le vuole acquistare nei sordidi “mercati” del Camerun e del Niger. Nel frattempo sono condannate a soddisfare istinti e voglie dei loro carcerieri. In cinquanta, giorni fa, sono riuscite in qualche modo a beffare i loro aguzzini, sono riuscite a fuggire. E le altre 220? Chi lo sa. A suo tempo per queste ragazze si sono mobilitati in tanti.

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