Direttore Valter Vecellio. 1 year 12 weeks ago

Interni

La favola della città megalopolitana di Monterotondo capitale. Prima puntata

C’era una volta un villaggio i cui abitanti maschi, con la scusa di organizzare una festa, per mettere su famiglia e popolare il villaggio facendone una città, rapirono le femmine dei villaggi vicini. Fu il ratto delle Sabine. Poi fu guerra e poi fu pace. Tanto che il secondo re di quella nuova città fu sabino.
Secoli dopo i sabini si ripresero la rivincita.

Cristiano Lorenzo Kustermann

Il risveglio della forza

In tempo di lancio intergalattico del sequel di Guerre Stellari, con Il risveglio della Forza, si passano alla luce dei led/laser più potenti ed avanzati, con i personaggi della saga ormai in procinto di consolidarsi come nuovo evangelo simbolico globalizzato, i costumi dalle diverse fogge che li caratterizzano. E, stavolta, all'invito di verificare i primi effetti, “de vivo” sulla nostra realtà quotidiana (il dito), ci si sforza da parte dei” maitre à garder” delle immagini, degli stolti maestri della conoscenza di massa di proiettarne gli effetti sulla latitudine massima dell'evoluzione dei simboli sulla futura antropologia (la luna).

Licio Gelli, la P2, l’eterno italico partito della “bistecca”

Licio Gelli, ovvero: uno, nessuno, centomila: è orgogliosamente fascista, e lo rivendica: “Ho studiato con il fascismo, sono cresciuto con il fascismo. Ho combattuto per il fascismo, sono fascista, e morirò fascista”.

Ha combattuto in Spagna, durante gli anni della Guerra civile. Naturalmente dalla parte dei golpisti del generale Francisco Franco; fascista mussoliniano, durante la guerra è stato, contemporaneamente collaboratore dei tedeschi, ma anche in ottimi rapporti con le formazioni partigiane toscane: quelle monarchiche e anarchiche; ma anche con quelle “garibaldine” e comuniste, se è vero che proprio loro, i “rossi” gli danno un salvacondotto e garantiscono per lui.

La fuffa della Leopolda. Una kermesse vuota e inutile

Leopolda si, ma non solo. Come la vogliamo mettere, con Maria Elena Boschi? Fino a ieri era tutto un osanna e una riverenza, un sottolineare bellezza e determinazione, il mix di acume, scaltrezza, capacità di gestire le situazioni più disparate, anche le più spinose? Ora è crucifige impietoso. Si critica tutto: dalle mise ardite stile country-buttera con cui si presenta alla Leopolda (in effetti una imitazione di Dolly Parton a una convention del tea party in Iowa), ai silenzi sulle vicende della Banca Etruria; il fatto che non risponde a Roberto Saviano, e che non rinnega il padre, e anzi, lo difenda dicendo che si tratta di una persona per bene… Ma davvero sono queste le critiche che si devono e si possono fare alla Madonna di Laterina?

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