Direttore Valter Vecellio. 13 hours 57 min ago

Carceri e giustizia

Morire di fame a 22 anni in una cella di Stato

20-10-2014

Questa storia si consuma nel carcere romano di Regina Coeli, cinque anni fa. È la storia di Simone La Penna, 22 anni, deve scontare una condanna di due anni e quattro mesi per stupefacenti. In carcere Simone contrae una grave forma di anoressia, perde una quarantina di chili, alla fine muore. Per casi come questo dovrebbe essere "naturale" che sia, d'ufficio, dichiarata l'incompatibilità con il carcere. E invece no. Pur essendo presente una struttura sanitaria interna al carcere, e nonostante Simone sia stato, sia pur occasionalmente, visitato dai sanitari dell'ospedale Pertini, nessuno sembra si sia accorto delle sue condizioni; o se se ne è accorto, non ha ritenuto che il suo stato di salute fosse incompatibile con il carcere. Così Simone è morto; e dopo cinque anni - cinque anni!

Michele Minorita

Il famoso decreto degli otto euro? Una sòla di Stato

20-10-2014

Quella che segue è l’intervista che la segretaria di Radicali italiani Rita Bernardini ha rilasciato a Errico Novi per “Il Garantista”.

Rita Bernardini

In Italia più di mille ergastolani "ostativi", lo Stato non rispetta la sua legalità. Intervista ad Andrea Pugiotto

16-10-2014

Quella che segue è l’intervista che Francesca De Carolis ha realizzato per “Una città” ad Andrea Pugiotto, ordinario di Diritto costituzionale all'Università di Ferrara.

Il luogo comune che nessuno muore in carcere a fronte di una realtà di più di mille ergastolani ostativi; il confine costituzionale fra forza e violenza che impedisce che l'uso della prima sconfini in quello della seconda; un tema, quello dell'ergastolo, su cui la volontà popolare non può esercitarsi, in quanto di rilevanza costituzionale; il rischio che il problema gravissimo del sovraffollamento fa correre: che il reo diventi vittima.

Andrea Pugiotto

Questioni di giustizia. I “primati” italiani che confermano l’analisi radicale

14-10-2014

Abbiamo i tribunali più informatizzati d’Europa, ma da noi i processi durano più che in tutti gli altri Paesi. È il paradosso della giustizia italiana, messo in luce dal quinto rapporto della Commissione europea per l’efficienza della giustizia (Cepej), reso noto dal Consiglio d’Europa. Alla fine del 2012 (anno di riferimento dell’indagine), l’Italia era lo Stato con più processi penali pendenti (ben 1.454.452) e il secondo, dopo la Germania, per numero di cause civili in attesa di giudizio (4.650.566).

Valter Vecellio
Condividi contenuti

Notizie Radicali: il giornale telematico di Radicali Italiani - Direttore: Valter Vecellio
Team: Simone Sapienza, Maria Veronica Murrone
Sito web: Mihai Romanciuc
Vuoi collaborare? Scrivi a notizie.radicali.it@gmail.com