Direttore Valter Vecellio. 2 hours 40 min ago

Carceri e giustizia

Giustizia, liberate Provenzano, subito

23-07-2014

Un paio di anni fa mi recai in visita ispettiva presso il carcere di Parma insieme alla delegazione radicale composta da Rita Bernardini, Irene Testa e Valentina Stella. Dopo aver visitato l'intero istituto penitenziario e parlato con i detenuti, ci recammo anche nella zona dove all'epoca era recluso Bernardo Provenzano.

Alessandro Gerardi

Vi spiego perché proseguo il Satyagraha con insieme a Marco Pannella e il sostegno attivo di duecento cittadini

22-07-2014

È inconcepibile per uno Stato che si definisca democratico che il boss di “cosa nostra” Bernardo Provenzano sia ancora detenuto in regime di 41-bis (carcere duro). Occorre immediatamente interrompere questa vergogna che mette lo Stato italiano a un livello di criminalità superiore a quello dei peggiori mafiosi o terroristi.

Rita Bernardini

Nelle carceri l'incubo infinito per un esercito di innocenti

22-07-2014

"In carcere, in un'umanità brutalizzata, devastata dalla rabbia, dal rimpianto, dall'impotenza, mi sono fermata, mi sono recuperata". Difficile leggere le parole di una donna. Avrei voluto leggere altro, nel racconto di Chiara Schettini, prima donna giudice arrestata: non di una detenuta incinta che vomita sangue o di un'altra che ha una croce nera sulla pancia, ma di donne che si riaffacciano alla vita.

Il carcere dovrebbe essere un luogo di recupero, dove sconti la tua pena: ma quale pena devono scontare le migliaia di vittime della carcerazione preventiva che da innocenti hanno vissuto questo incubo?

Ambrogio Crespi

Satyagraha/carceri, una mail intitolata “vicinanza”

22-07-2014

Ho ricevuto l’email che segue dal Dottor Francesco Di Maio, ex Capo della narcotici della Questura di Roma che ho conosciuto, insieme a Marco Pannella, in occasione dei fermi da lui effettuati nel corso delle disobbedienze civili per la legalizzazione dell’hashish del 1997.
Antiproibizionista dichiarato, dopo poco tempo si dimise da quell'importante incarico perché riteneva stolta la politica che lo costringeva a fermare un numero infinito di giovani consumatori o piccoli spacciatori anziché poter dedicare la sua professionalità ad arrestare i grandi narcotrafficanti.
Quando gli ho chiesto se potevo rendere nota la sua email, mi ha risposto “Non ho problemi Rita. Si tratta di un credo di un cittadino molto addolorato.”

Rita Bernardini
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