Direttore Valter Vecellio. 39 min 34 sec ago

Democrazia reale

Il “patto del Nazareno” è solo una metafora della “peste italiana”

08-08-2014

In uno scenario bellico come quello che al momento si estende dalla Libia sin all'Ucraina passando per la Siria e l’Iraq, con il nuovo costituendo Califfato dell’Isis, con la contigua drammatica situazione israeliana e palestinese, sarebbe davvero arduo sostenere che non sia di stringente attualità porre il problema della guerra e le possibili vie della pace come il principale tema dell’agenda politica nostrana.

Anche perché le indicibili conseguenze dirette e indirette della guerra sia in termini umani che economici fanno parte della nostra stessa coscienza nazionale. E un idem sentire ci accomuna nell’idea che rispetto ad un possibile concetto ascrivibile alla pace questo non possa e non debba essere inteso come una mera tregua tra due guerre.

Carlo Peis

Italia incapace di adeguarsi ai principi di civiltà europei

26-07-2014

Che la Giustizia, in Italia abbia tempi da Matusalemme è cosa, purtroppo, nota. Ogni giorno il catalogo degli errori/orrori giudiziari si arricchisce di nuovi, sconcertanti episodi; e quel che è più grave, e che chi ci sgoverna non sembra avere la minima idea di come rimediare a questa illegalità che si consuma e rinnova.

Valter Vecellio

Game over di uno Stato sempre più autoimmune?

18-07-2014

L’analisi e la riflessione proposta da Valter Vecellio nel suo editoriale “Radicali: regime più duro, impegno più forte”, a mio giudizio, risuona da un lato come quell’irrinunciabile dovere morale e politico di kantiana memoria: “fai quel che devi, accada quel che può”; e dall’altro facendo confluire nel contempo un lucido realismo con quella passione politica propria del fare e del dire radicale mi pare possa sfociare in quell’altra preziosa e positiva sintesi pannelliana: “creare il possibile contro il probabile”.

Carlo Peis

Fine silenziosa del referendum

15-07-2014

Le Costituzioni invecchiano, come le persone. Però, a differenza di noialtri, possono ringiovanire, bevendo un elisir di lunga vita. È a questo che serve ogni riforma, a proiettare nell’attualità un testo figlio dell’aldilà, di un’altra stagione della storia, affinché continui a rispecchiare lo spirito del tempo. E che faccia ha il nostro spiritello? Quella di chi va di fretta, sicché detesta le lungaggini della democrazia parlamentare, tanto più se rallentata da due Camere gemelle. Dunque la revisione del Senato gli strapperà un sorriso, come del resto il rafforzamento del governo, liberato dal ricatto della doppia fiducia. Qui e oggi, il nostro umore collettivo esige decisioni rapide, governi stabili, politici senza privilegi.

Michele Ainis
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