Direttore Valter Vecellio. 1 giorno 7 ore fa

Democrazia reale

La sagra degli ottantenni

09-04-2013

Non ricordo a memoria d'uomo, e la mia risale al 1948, data delle prime elezioni del Parlamento dell'Italia repubblicana, che dopo una votazione i problemi del Paese abbiano avuto la precedenza rispetto a quelli della sua classe politica. Mai una trattativa ha avuto come tema principale il benessere della cittadinanza, che è stato sempre sottoposto a quello più immediato e diretto della sopravvivenza dei protagonisti della politica.

Gianfranco Paris

Quando un sondaggio “da Format” può attizzare il fuoco

04-04-2013

Tempo di crisi epocali. Una civiltà è in profonda crisi. La stessa Democrazia è a rischio. Allora? Ora e sempre resistenza! Resistere, resistere, resistere! Etc...Ma come si può andare al di là di ogni sempre giustificabile, salvo che dalla nonviolenza, ”rivolta liberatoria”, se manca la prova del golpe? Chi sono i golpisti? Chi il Libertador? E come si riesce ad essere partigiani senza il tiranno che ha insidiato ed insidia la libertà di tutti? Il sub-comandante Marcos e lo stesso Che Guevara con Chavez, erano carnefici o difensori delle vittime? E in Italia? C'è il Porcellum! Ecco il responsabile di ogni nequizia.

Guido Biancardi

«Un attentato alla Costituzione. Così stanno sfasciando tutto» Intervista a Marco Pannella, di Vittorio Macioce

04-04-2013

Non è passato a prendere il té. Solo caffè, sigarette, toscanelli e una bottiglia d'acqua. Marco Pannella è fatto così, solo lui è capace di arrivare qui, puntuale, alle cinque della sera, nella redazione romana di questo giornale, tirare fuori dalla tasca vecchi ricordi del '56, quando chiacchierava con Indro a pochi passi dalla frontiera ungherese, Montanelli a cercare di raccontare quello che quasi nessuno voleva vedere e lui ad accogliere i ragazzi in fuga da Budapest e a soccorrerli un convento dei piaristi, dove si mangiavano solo patate lesse.

Vittorio Macioce

Il crepuscolo dei partiti

03-04-2013

Sta accadendo in Italia quello che è accaduto nell'URSS ai tempi di Mikhail Gorbacev. Il sistema politico sovietico di stampo comunista è imploso come per incanto lasciando di stucco anche gli stessi cittadini sovietici che francamente non se l'aspettavano e che comunque non vi erano preparati. Il sistema sovietico cadde perché i gerarchi, tutti intenti a conservarsi e spartirsi il potere, non si resero conto di quel che accadeva nel mondo e nello stesso paese da loro governato. Non ne comprendevano più le necessità e i problemi perché rimasti ancorati a schemi e metodi politici ormai obsoleti, comunque non più rispondenti ai nuovi tempi.

Gianfranco Paris
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