Direttore Valter Vecellio. 13 hours 54 min ago

Democrazia reale

Le profezie da Lampedusa

14-10-2013

Anche chi non abbia mai letto lo stupendo “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa ha certamente usato o sentite citare alcune sue affermazioni icastiche: “se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi” e “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni, chi ci sostituirà saranno gli sciacalletti, le jene. E tutti quanti, Gattopardi, sciacalli e pecore, continueranno a crederci il sale della terra”.

L'isola di Lampedusa si è tragicamente prestata a rappresentare lo scenario sul quale tali annunzi si rivelano le profezie che tali veri e propri fendenti sociologici rappresentavano per i destini d'Italia.

Guido Biancardi

Caro Silvio, se io fossi te…

08-10-2013

Caro Silvio, non ti abbattere. Se io fossi in te non sarei più così triste, anzi… Hai una grande occasione, fidati. Ti senti tradito dai tuoi Angelini? Solo serpenti e pitonesse - che senza di te altro che Parlamento – rimasti a strisciare attorno e questo ti deprime ancora di più? Se io fossi te, Silvio, comincerei invece a far salti di gioia per quello che ti è appena successo. La libertà, quella vera e non la parola che hai usato tante volte a sproposito, non ti è mai stata così vicina, se solo tu lasciassi che io fossi te.

Stefano Vaccara

Rispettare e riformare leggi per restituire diritto a promuovere referendum

01-10-2013

Staderini e De Lucia scrivono ai parlamentari: nuova disciplina su modello Svizzera e California

Onorevole/Senatore
mentre in queste ore stiamo depositando presso la Corte di Cassazione le firme raccolte sui referendum abrogativi nazionali, vi sottoponiamo quanto accaduto al fine di provocare un intervento legislativo che inizi a restituire pienezza ed effettività al diritto di cui all’articolo 75 della Costituzione.

Mario Staderini
Michele De Lucia

Eh no, cari Silvio, Giorgio, Enrico! Colpo di Stato è …

30-09-2013

Quando in uno stato un disegno di legge sul mercato del lavoro viene approvato a Palazzo Chigi “salve intese” su consiglio di esperti giuridici appena celebrati, il che - secondo un comunicato stampa di rivendicazione da parte di un allora premier - significa che si “affina” con l’Alto colle il testo prima della presentazione alle Camere, magari senza poi rideliberare le modifiche testuali in Consiglio dei Ministri, tornandosi così al regime del primo statuto albertino, quando l’attività legislativa era condivisa tra il Parlamento e il Re.

Quando in uno stato chi può e deve non ricorre ai messaggi alle Camere.

Cristiano Lorenzo Kustermann
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