Direttore Valter Vecellio. 5 ore 18 min fa

Democrazia reale

Le derive “grilline” e l'articolo 67

15-03-2013

Definire il M5S un movimento autoritario significa operare in cattiva fede, gettando fango su un gruppo molto ampio di cittadini che, come e più degli altri partiti, si sono rimessi alla prova delle elezioni e hanno, democraticamente, raggiunto un risultato senza eguali nella breve storia della Repubblica Italiana. Un risultato che non può non entusiasmare. I “grillini” rappresentano la versione italiana del “Yes, we can” che portò Obama alla Casa Bianca: un gruppo di outsider che, tramite internet, le piazze e il sostegno del popolo hanno conquistato il parlamento. Non sono cose che accadono tutti i giorni. Tutto questo dovrebbe farci ben sperare. Significa che la politica non è un istituzione così ingessata come si pensava. Certo, i problemi non sono risolti.

Samuele Tavani

Gli italiani sono un popolo privato della democrazia

13-03-2013

Il voto per Beppe Grillo è stato l’unico voto libero, di dissenso che nelle scorse elezioni si poteva ragionevolmente esprimere a livello di massa, ed è un voto che non è stato determinato dall’online, come dicono tutti. Il voto per Grillo è in diretta proporzione agli ascolti televisivi forniti agli italiani dai principali telegiornali e “talk-show”: nella classifica lui era 6° per ascolti fra gli esponenti politici, mentre io ero 270°! Cioè in quanto Radicali non ci siamo, NON C’È comunicazione quando sei il 270° per ascolti! È un dato meramente aritmetico, astratto, cioè privo di qualsiasi contenuto informativo e comunicativo (dati del Centro d'Ascolto dell'Informazione Radiotelevisiva).

Marco Pannella

Voto anticipato, democrazia, referendum

12-03-2013

Trascrizione dell'intervista settimanale di Radio Radicale del 1 marzo del segretario di Radicali italiani Mario Staderini. In studio Dino Marafioti.

Mario Staderini

Il cuore della questione: il diritto a sapere e a conoscere, il diritto e la legalità da ripristinare

11-03-2013

Ma davvero ci si chiede di appassionarci al patetico (e per tanti versi stupefacente, dopo quello che è accaduto) “dibbbattito” in corso? Non è patetico (e, si ripete, stupefacente) questo pio-pio e bla-bla di Pierluigi Bersani e Matteo Renzi, e tutto il resto della corte dei miracoli partitocratrica? Va bene, c’è qualcuno che si appassiona, e prima o poi se ne comprenderanno le ragioni. Le ragioni, vogliamo dire, per cui la carne del problema viene accuratamente accantonata, ignorata con pervicacia; e, al contrario, ci si occupa non della causa di un fenomeno, ma dei suoi prodotti.

Valter Vecellio
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