Direttore Valter Vecellio. 1 giorno 13 hours ago

Democrazia reale

Game over di uno Stato sempre più autoimmune?

18-07-2014

L’analisi e la riflessione proposta da Valter Vecellio nel suo editoriale “Radicali: regime più duro, impegno più forte”, a mio giudizio, risuona da un lato come quell’irrinunciabile dovere morale e politico di kantiana memoria: “fai quel che devi, accada quel che può”; e dall’altro facendo confluire nel contempo un lucido realismo con quella passione politica propria del fare e del dire radicale mi pare possa sfociare in quell’altra preziosa e positiva sintesi pannelliana: “creare il possibile contro il probabile”.

Carlo Peis

Fine silenziosa del referendum

15-07-2014

Le Costituzioni invecchiano, come le persone. Però, a differenza di noialtri, possono ringiovanire, bevendo un elisir di lunga vita. È a questo che serve ogni riforma, a proiettare nell’attualità un testo figlio dell’aldilà, di un’altra stagione della storia, affinché continui a rispecchiare lo spirito del tempo. E che faccia ha il nostro spiritello? Quella di chi va di fretta, sicché detesta le lungaggini della democrazia parlamentare, tanto più se rallentata da due Camere gemelle. Dunque la revisione del Senato gli strapperà un sorriso, come del resto il rafforzamento del governo, liberato dal ricatto della doppia fiducia. Qui e oggi, il nostro umore collettivo esige decisioni rapide, governi stabili, politici senza privilegi.

Michele Ainis

Alla ricerca della democrazia reale

30-12-2013

Il 14 dicembre 2013, il Senato del Partito Radicale, con la riunione riportata per intero nel prezioso archivio di “Radio Radicale”, ha messo in luce una questione di analisi politica che mi ha colpito. Da un lato, alcuni interventi hanno ripreso l’impostazione del documento Radicale “La Peste Italiana” per rimarcare una specificità italiana come degenerazione illiberale della democrazia.  La “peste” significa prima di tutto tradimento della democrazia già nei primi anni seguiti al varo della Costituzione repubblicana italiana, quindi gli anni ’50, a vantaggio di un consolidamento di reti clientelari e di uso delle istituzioni per ricavarne rendite politiche di consenso, spesso insieme a rendite personali illecite.

Claudio M. Radaelli

Annunci e promesse di Matteo Renzi

24-12-2013

Ha parlantina sciolta e linguaggio immaginifico, Matteo Renzi, anche se dopo averlo ascoltato ti chiedi: ma davvero cosa vuole, cosa propone, cosa vuole fare? Perché lo ascolti e non sai più se sia Maurizio Crozza a fargli il verso, oppure sia Renzi a voler somigliare alla sua caricatura. Quando per esempio annuncia che si ricandiderà in inglese, chi è che parla, Renzi o Crozza? Come sia, il sindaco di Firenze sembra aver fatto sua la parola d’ordine del recente libro di Aldo Cazzullo: “Basta piangersi addosso”.

Valter Vecellio
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