Direttore Valter Vecellio. 1 year 12 weeks ago

Legalità

Licio Gelli, la P2, l’eterno italico partito della “bistecca”

Licio Gelli, ovvero: uno, nessuno, centomila: è orgogliosamente fascista, e lo rivendica: “Ho studiato con il fascismo, sono cresciuto con il fascismo. Ho combattuto per il fascismo, sono fascista, e morirò fascista”.

Ha combattuto in Spagna, durante gli anni della Guerra civile. Naturalmente dalla parte dei golpisti del generale Francisco Franco; fascista mussoliniano, durante la guerra è stato, contemporaneamente collaboratore dei tedeschi, ma anche in ottimi rapporti con le formazioni partigiane toscane: quelle monarchiche e anarchiche; ma anche con quelle “garibaldine” e comuniste, se è vero che proprio loro, i “rossi” gli danno un salvacondotto e garantiscono per lui.

Voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Ma politica, burocrazia e certa imprenditoria fanno di tutto per non essere diversi

Prendendo spunto dalla frase che Roberto Vecchioni ha pronunciato alcuni giorni all'Università di Palermo e alle reazioni contrastanti che ne sono seguite, “Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente! “.

Ecco, se invece di scrivere Sicilia, Vecchioni avesse indicato, come Peppino Impastato, già nel nome un responsabile del degrado, dell’arretratezza, dell’assenza di speranza, il coro del consenso si sarebbe levato molto forte accomunando nello stesso applauso eserciti di sinceri e robuste legioni di ipocriti.

E ora “Il Messaggero” si inventa il “professionista del NO”

Si rischia di farci l’abitudine; ma quello di abituarsi a tutto è un errore che non si deve commettere. Se un Mario Ajello, sul Messaggero, scrive che il consigliere radicale al comune di Roma (“colpevole” di essersi schierato per il NO a Olimpiadi 2024), è "un professionista del NO" al pari di Lega e pentastellati, non bisogna lasciar correre; sottolineare che ha scritto una corbelleria, probabilmente consapevole che è tale, e volendola scrivere, bisogna dirlo. Perché il suo è uno sfregio; un pervicace sovvertimento della verità e dei fatti, sia pure col tono frou-frou, ajelliano. Un'offesa, non solo a Magi, che questo in definitiva sarebbe affar suo, ma a tutti noi. Ajello così è convinto d’essere salace, perfino interessante. Si sbaglia.

Marino il replicante, Renzi alla ricerca di un’exit strategy

Partecipa alla festa de l’Unità a Roma, il sindaco Ignazio Marino. Comincia il suo intervento citando il replicante Roy Batty interpretato da Rutger Hauer in Blade Runner di Ridley Scott: «Io ne ho viste di cose, che voi umani non potreste immaginarvi…»; e si riferisce a quello che ha visto, ha sentito, ha capito quando ha messo piede in Campidoglio, e si è trovato davanti a quello che ha definito lo sfacelo lasciato dalla Giunta precedente, quella guidata da Gianni Alemanno. Non si fa fatica a crederlo; solo che quel «I’ve seen things you people wouldn’t believe…» è il soliloquio pronunciato dal replicante sotto la pioggia, prima di morire. Non è esattamente di buon auspicio. 

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