Direttore Valter Vecellio. 4 weeks 1 day ago

Legalità

"Nun c'è trippa pe' gatti" al Comune di Roma. La battaglia (quasi) solitaria del consigliere radicale Magi

"Nun c'è trippa pe' gatti": fu Ernesto Nathan, sindaco di Roma dal 1907 al 1913, tanto che proprio oggi ricorre il centenario della fine della sua esperienza di Primo cittadino della Capitale, a scrivere la frase nel 1907 quando, per problemi di bilancio, dovette tagliare i fondi per le frattaglie destinate ai gatti "comunali". Da quel giorno la colonia felina di Roma, nutrita ufficialmente allo scopo di debellare la città dai topi che rosicchiavano l'archivio capitolino, dovette cavarsela da sola nel procacciare il proprio sostentamento. Questa frase, che è diventata un famoso detto romanesco, recentemente l'aveva spiegata il sindaco Ignazio Marino al suo omologo di Firenze, Matteo Renzi, in una passeggiata settembrina ai Fori imperiali.

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Paolo Izzo

La caduta del grande immorale

Gli ultimi fatti di cronaca politica – segnatamente la decadenza da senatore di Berlusconi e le successive reazioni di ampi settori della sinistra alle stesse – rendono evidente un modo di pensare, una disposizione nei confronti delle cose, che non è limitata alla sola politica, ma che è propria di una vera e propria forma mentale. Il parallelismo tra questioni economiche e questioni politiche è nelle cose. Prevale difatti un’idea: quella secondo cui le scelte individuali debbano essere libere, si, sempre che queste si mantengano nei limiti della “desiderabilità”. Ossia, l’idea che le scelte possano essere lasciate ai singoli individui solo e fintanto che questi ultimi scelgano nel “modo giusto” o in uno dei “modi giusti” possibili.

Massimo Bassetti

“Il sistema Ilva”: tutti colpevoli, nessun innocente, tutti hanno un prezzo. Lo dice “Repubblica”...

Capita, succede di leggere delle belle inchieste. Belle inchieste come quella di Carlo Bonini e Giuliano Foschini su “Repubblica”. I due si occupano dell’Ilva di Taranto; e già il titolo riassume bene di cosa si leggerà: “Ecco il sistema Riva, il capitalismo di relazioni che uccide l’Italia”.

Valter Vecellio

Tra pugnalate e sabotatori

Nel primo pomeriggio di ieri è giunta la notizia che la Cassazione aveva bocciato i referendum radicali sulla giustizia per mancato raggiungimento delle 500.000 firme. "Fonti della Cassazione", scrivevano on line, così come quotidianamente scrivono "voci della Procura". Non sappiamo se abbiano espresso un loro auspicio che, guarda caso, coincide con quello dell’Associazione Nazionale Magistrati. Forse hanno fatto, bene informati senza troppa fatica, uno scoop. Ma i funzionari della Cassazione da noi interpellati hanno smentito stizziti la notizia affermando che il conteggio era ancora in corso e che l’Ufficio Centrale sarebbe tornato a riunirsi lunedì prossimo. 

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Rita Bernardini
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