Direttore Valter Vecellio. 1 year 12 weeks ago

Sicurezza

Noi siamo i radicali, non i terroristi

Lettera inviata al direttore de “Il Foglio” Claudio Cerasa

Ho saputo dal Tg1 delle 13,30 dell'accertamento dell'identità del terzo terrorista/attentatore del “Bataclan”: un giovane islamico che avrebbe subito recentemente in Siria il pervertito indottrinamento all'assassinio di innocenti da considerare, “da infedeli”, come nemici.
Il termine usato nel servizio per descrivere il risultato del processo, mostruoso per i genitori interpellati, di trasformazione in terrorista dell'Isis di un giovane di origine africana ed all'apparenza ormai europeizzato come tanti altri, è stato quello di: “radicalizzato”.

L’età del terrore. Una risposta radicale

“Allons enfants de la Patrie, le jour de gloire est arrivé...”. Non poteva toccare che alla Francia l’onere – ma anche l’onore – di porsi alla testa della Guerra contro il Terrore. La Francia, un paese depresso e inquieto, che dichiara di voler onorare senza sconti le sue tradizioni illuminate ma anche va orgogliosa di fare alzare in volo i suoi “Rafales” per contendere il dominio dei cieli ai “Lockheed” americani e ai “Suchoj” sovietici, può oggi assumere il ruolo che più ama, competere alla pari con Usa e Russia. Il Bataclan replica le Torri Gemelle, nell’orrore ma anche nelle conseguenze. Il massacro dei due grattacieli americani ha fatto scoprire appieno l’Età del Terrore, quello del Bataclan ne rinfocola l’immaginario.

Fine del sogno democratico di una polizia autonoma dai partiti?

Matteo Salvini indossando la maglietta della Polizia di Stato arringa alla manifestazione davanti a Montecitorio indetta da un cartello di sindacati di polizia. Molti sono aderenti, tanti forse solo “tutori dell’ordine” disperati, stressati, arrabbiati; ci sono anche dei forestali. Altri parlamentari partecipano, alzano le spalle, sorridono, scherniscono. Magari Renzi dal vicino Palazzo Chigi forse ascolta sornione slogan, fischi ed applausi. Chissà che quel teatro non faccia gioco al progetto di riforma della PA, in cui in un breve articolo si delegano decreti per il “riordino delle forze di polizia”

384 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno. +4% rispetto allo stesso periodo del 2014

Dall’inizio dell’anno sono morti sui luoghi di lavoro 384 lavoratori, con le morti sulle strade e in itinere si superano i 760 morti complessivi (stima minima). Erano 369 il 31 luglio del 2014, più 4 per cento sull’anno scorso, erano 358 il 31 luglio del 2008, anno d’apertura dell’Osservatorio, più 6,8 per cento. Altro che cali delle morti per infortuni sul lavoro, i morti per infortuni si sono solo trasferiti in larga parte in categorie non tutelate direttamente dall’Inail e dallo Stato Italiano.

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