Direttore Valter Vecellio. 3 days 17 hours ago

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Radicali. Quel giorno di sessant’anni fa, Pannunzio, Rossi, Pannella…

A Marco Pannella glielo chiedo durante le due ore della domenicale conversazione a Radio Radicale: “Te lo ricordi, dov’eri l’8 dicembre del 1955?”. 

Scuote la testa. “Dimmelo tu…”. 

Non se lo ricorda davvero, o mi canzona? “L’8 dicembre del 1955”, dico, “una trentina di consiglieri nazionali dell’allora Partito Liberale si dimettono…”. Macché, non fa una piega. Eppure se lo deve pur ricordare, quel giorno. Proseguo: “Con quelle dimissioni avete gettato le fondamenta del Partito Radicale… Sono trascorsi sessant’anni da allora, non è uno scherzo, il Partito Radicale è il più antico sulla scena politica…”.

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Prescrizioni: oltre 70 mila prima del processo. Non sono i giudici più bravi a fare carriera. Cassazione: l’ingiusta detenzione va comunque risarcita

Occorre rivedere il sistema di elezione dei magistrati per i vertici dei tribunali e degli uffici giudiziari; e va rivisto anche il sistema sanzionatorio. “Perché i risultati a macchia di leopardo sulla velocità della giustizia civile e penale non dipendono tanto da eventuali carenze in organico, ma soprattutto dal modo in cui gli uffici sono amministrati”. Non male, vero? Se poi si tiene conto che si tratta di quello che il vice-ministro della Giustizia Enrico Costa va a dire alla Conferenza Nazionale dell’Avvocatura, e che ci carica sopra la volontà del Governo di portare avanti, per questo, la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, ecco che queste affermazioni acquistano un peso particolare.

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Sessant’anni fa il No di Rosa Parks, che entra nella storia

A volte basta un NO, per cambiare la storia. Come accade quel 1 dicembre del 1955: un’esile donna di colore, sale su un autobus, e con la massima semplicità, dice che NO: quel posto dove si è seduta non ha la minima intenzione di cederlo a un uomo bianco; che se ne resti in piedi, anche se è bianco. Nulla di personale, lei li è, e lì intende restare. Perché è stanca.

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Dignità dell’uomo, bene supremo. A proposito di un libro di Giovanni Maria Flick

Dignità: il dizionario Treccani ne dà definizione precisa, esaustiva: “la condizione di nobiltà morale in cui l’uomo è posto dal suo grado, dalle sue intrinseche qualità, dalla sua stessa natura di uomo, e insieme il rispetto che per tale condizione gli è dovuto e ch’egli deve a sé stesso”. La dignità, insomma, è un qualcosa che bisogna tutelare, difendere, che si deve avere, pretendere, riconoscere al prossimo. Finita la “lezione” lessicale, andiamo al concreto, con l’aiuto del professor Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale, e, oltre che giurista di riconosciuto e meritato valore, anche ex ministro della Giustizia; della dignità traccia un elogio in un libro prezioso, “Elogio della dignità”, appunto; volume pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana.

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