Direttore Valter Vecellio. 1 year 12 weeks ago

Editoriale

Roma, simbolo perenne della sottrazione del potere al controllo della democrazia

Il Regno (ed Impero) d'Italia l'aveva conquistata e scelta come sua Capitale; il Concordato l'ha fatta poi convivere con quella dello Stato della Città del Vaticano il cui regime è anch'esso una monarchia, pur se non dinastica, bensì elettiva; la Repubblica Democratica la conferma infine sua Capitale sia istituzionale che amministrativa. In essa si è realizzata ormai la sovrapposizione totale e perfetta dell'occupazione, da parte dei partiti, come pure espressioni di interessi di parte delle istituzioni poste a difesa e presidio dell'interesse generale.

“Tradimenti” di Harold Pinter: il nostro rapporto con gli altri sottende il ricorso sistematico alla menzogna?

Al centro di questa commedia di Pinter è il classico triangolo: lei, lui, il marito di lei. Il tradimento appare, quindi, implicito ma la situazione è assai più articolata e Pinter non è qui per raccontarci una banale storia di corna. Lei tradisce il marito e lui la moglie, d’accordo, ma lui tradisce anche il marito di lei perché è il suo migliore amico, lei tradisce lui perché gli ha nascosto di aver rivelato tutto al marito che, quindi, a sua volta, tradisce in un certo senso l’amico per avergli nascosto che è al corrente della relazione. Come se non bastasse il marito di lei non è da meno e tradisce anche lui la moglie.

“La Lupa” di Giovanni Verga: la disperata volontà di vivere in libertà, senza ipocrisie e condizionamenti morali

“La Lupa” è una breve novella, dall’atmosfera torbida e violenta, di Giovanni Verga dalla quale lo stesso autore ricavò un dramma teatrale rappresentato per la prima volta nel 1896 e nella quale con chiarezza sono definiti sin dall’inizio i connotati della protagonista: “al villaggio la chiamavano la Lupa perché non era sazia giammai di nulla. Le donne si facevano la croce quando la vedevano passare … ella si spolpava i loro figliuoli e mariti in un batter d’occhio … e se li tirava dietro alla gonnella solamente a guardarli con quegli occhi da satanasso”.

“A bigger splash” di Luca Guadagnino: i maschi irredimibili

Qualche lettore di queste note sul cinema, mi rimprovera bonariamente perché do a volte troppe anticipazioni sulla trama dei film di cui mi occupo.

Il desiderio di non sapere nulla o quasi nulla di un film prima di vederlo, rientra certo tra le legittime preferenze di uno spettatore. Mi permetterei però di osservare che il piacere nella visione di un film non deriva soltanto, e nemmeno principalmente, dalla scoperta della trama. Agli albori dello spettacolo – nel teatro greco – gli spettatori già conoscevano il contenuto dei miti che le antiche tragedie raccontavano. Eppure si divertivano le stesso, perché, io credo, era il modo in cui quelle storie erano narrate sulla scena che li interessava e li incantava.

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