Direttore Valter Vecellio. 1 year 12 weeks ago

Editoriale

Elogio della verità, rimpianto e nostalgia di “aule sorde e grigie”

In questa epoca di Happy hour/sad Day, in cui è già diritto acquisito di regime il finanziamento come erogazione” pro-cultura(!?)” di 500 euro per ciascun diciottenne oltre che per i suoi docenti, non ci resta che il richiamo del rito democratico come approdo solido ed immutabile della certezze di uno Stato di Diritto.

L’età del terrore. Una risposta radicale

“Allons enfants de la Patrie, le jour de gloire est arrivé...”. Non poteva toccare che alla Francia l’onere – ma anche l’onore – di porsi alla testa della Guerra contro il Terrore. La Francia, un paese depresso e inquieto, che dichiara di voler onorare senza sconti le sue tradizioni illuminate ma anche va orgogliosa di fare alzare in volo i suoi “Rafales” per contendere il dominio dei cieli ai “Lockheed” americani e ai “Suchoj” sovietici, può oggi assumere il ruolo che più ama, competere alla pari con Usa e Russia. Il Bataclan replica le Torri Gemelle, nell’orrore ma anche nelle conseguenze. Il massacro dei due grattacieli americani ha fatto scoprire appieno l’Età del Terrore, quello del Bataclan ne rinfocola l’immaginario.

Senza famiglia

Non so quanti, fra coloro che leggeranno questo testo, si ricordino di un romanzo dell'ultima parte dell'800, in gran voga presso le famiglie piccolo borghesi e le comunità educative (dalle scuole ai collegi, ai circoli popolari, oratori...) del tempo in cui ero un ragazzino (anni '50) e frequentavo spesso i paesi della campagna lombarda in cui vivevano alcuni fra i parenti stretti della mia famiglia: è “Senza Famiglia“ dello scrittore francese Hector Malot.
Una specie, per me, de “I Miserabili” di Hugo, ma addolcito e reso più alla portata dell'infanzia.

Abolire il valore legale del titolo di studio? Oggi farebbe inorridire anche Einaudi

Vo Van Ai, attivista dei diritti umani vietnamita, intervenuto alla seconda Conferenza sul diritto alla conoscenza organizzata dal Partito Radicale lo scorso 27 luglio alla Camera dei Deputati, dopo aver chiarito che "il diritto al sapere, alla conoscenza, è la condizione sine qua non di tutti gli altri diritti dell'uomo" ha spiegato che, in Vietnam, “Anche se i cittadini avessero accesso all'informazione, alle leggi o ai trattati internazionali sui diritti dell'uomo, non riuscirebbero a utilizzarli con spirito critico né a fidarsi di essi. ...Il regime totalitario vietnamita -ha detto l'attivista- ha chiuso le menti di queste persone a forza di propaganda e di educazione monolitica, ...

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