Direttore Valter Vecellio. 8 weeks 3 days ago

I sepolti vivi

L’Italia volta una pagina lunga trent’anni

20 giugno 1976: si chiude il capitolo dell’egemonia democristiana nella vita italiana. Forze nuove della sinistra, tra cui i radicali, “acquistano” il diritto di contribuire con le leggi e la presenza in Parlamento alle scelte di cui il paese ha bisogno. Come reagisce il PCI? Marco Pannella pubblica sul settimanale “Tempo” diretto da Giuseppe Catalano, Stefano De Andreis, Carlo Gregoretti, Lino Iannuzzi, Franco Lefevre, un lungo articolo. Certo scritto tenendo d’occhio la situazione di allora. Ma che rileggere può tornare utile.

Marco Pannella

«E questo qui lo lasciamo morire?» Intervista a Marco Pannella

Sul fascicolo 17 del 2 maggio 1977 del settimanale “Tempo” Lino Iannuzzi pubblicava una lunga intervista a Marco Pannella: “Diritti politici/La TV contro i radicali”, nell’occhiello; e nel sommario si legge: “Marco Pannella digiuna per combattere la prepotenza del regime. Dal 22 aprile, solo acqua; dal 25 nemmeno quella: quanto durerà? Lo chiediamo a lui, ma è il Parlamento che deve rispondere. E subito”. Intervista, come si è detto di 35 anni fa. Ma rileggerla non è operazione inutile.

Come stai?
Bene…

Bene? Da quando è che digiuni?
Dieci giorni, mi pare…Ma finora mi sono retto con i cappuccini…e a questo tipo di digiuno sono, diciamo così, abbastanza allenato…

a cura di Lino Iannuzzi

Datemi il potere per 24 ore

Tutti noi sappiamo (dovremmo sapere) che Luciano Salce è stato un grande regista: a lui dobbiamo film come il “Federale”, e “La voglia matta”; è stato anche attore, sceneggiatore, paroliere. Nato a Roma il 25 settembre, ci ha lasciato il 17 dicembre 1989. Pochi però sanno di una sua collaborazione giornalistica con “Liberazione”, il quotidiano radicale fondato da Marco Pannella e redatto da un pugno di compagni tra il 1973 e il 1974. Se n’è accorto Guido Vitiello, che il 21 gennaio di quest’anno ne ha scritto sul “Foglio”:

Luciano Salce

Le istituzioni non vanno vilipese. A patto che ci siano

L’articolo che segue è stato pubblicato nel n.16 del 9 maggio 1975 del settimanale “Tempo”, giornale molto bello e coraggioso, e per questo, probabilmente, di vita breve. Il direttore era Carlo Gregoretti, e si avvaleva di un comitato di direzione composto da Giuseppe Catalano, Stefano De Andreis, Lino Iannuzzi, Franco Lefevre. Tutti erano fuoriusciti da “l’Espresso”, non condividendo e apprezzando la linea filo-PCI e compromesso storico che il settimanale aveva intrapreso; ma questa è altra storia.

Leonardo Sciascia
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