Direttore Valter Vecellio. 4 weeks 1 day ago

I sepolti vivi

Un “grande polemista” cattolico: il prof. Igino Giordani! 2)

Qui giace la lepre! Il prof. Giordani “da quel polemista che è”, notò che l’articolo del Tacchi-Venturi-Carneade nell’“Enciclopedia Cattolica Americana” non ha mai detto queste cose. Inoltre, quell’opera fu pubblicata nel 1914 quando Mussolini stava ancora con “l’Asino”, e neanche nel Supplemento pubblicato nel 1922 c’è una parola su Mussolini. Dunque, gli “imbroglioni” non solo diffamarono il gesuita facendo finta di credere che l’articolo appartenesse a lui, ma inventarono di sana pianta che il gesuita avesse detto male di Garibaldi e avesse fatto l’elogio di Mussolini.

Gaetano Salvemini

Un “grande polemista” cattolico: il prof. Igino Giordani! 1)

Mi è pervenuto tra le mani un settimanale, che pretende di essere umoristico, pubblicato a Roma da clericali scalmanati, con un lungo titolo: “Salvemini, La Piana, Donini. Gli Imbroglioni sono tre? Un’apologia del fascismo che non è mai stata scritta. Il Padre Tacchi Venturi non ha mai collaborato all’Enciclopedia Americana”. E sotto il lungo titolo viene un lungo articolo, dal quale si apprende che chi ha scoperto e denunziato i tre “imbroglioni” è stato il prof. Igino Giordani.

Gaetano Salvemini

Libertà di culto e religione di stato nella repubblica romana del 1849 - 4)

Nella notte dal 26 al 27 giugno – dice un proclama del Capo di Stato Maggiore col. Carlo Pisacane – “il nemico attaccò tutta la linea dei nostri trinceramenti interni, con fuoco vivissimo”. Nella stessa notte – o, al massimo, nella notte successiva – Garibaldi avrebbe dovuto uscire dalla città, gettarsi con 800 uomini sulle retrovie di Audinot e tentare di sbaragliarle. E già la Legione Italiana era stata ritirata dai bastioni, in gran segreto, perché gli uomini provvedessero a “cambiarsi la camicia”, quando si sparse fulminea la notizia che Garibaldine la sua Legione abbandonavano la difesa delle mura. Il panico che ne seguì, le spiegazioni che bisognò dare, e l’improvviso attacco nemico mandarono a vuoto anche questo estremo tentativo di difesa.

Achille Battaglia

Libertà di culto e religione di stato nella repubblica romana del 1849 3)

Nessuno chiese la parola sul suo emendamento. Carlo Bonaparte, già circondato di grande popolarità nelle prime sedute dell’Assemblea, l’aveva poi stancata con le sue intemperanze, la sua cavillosità, l’assiduità dei suoi interventi in ogni dibattito; e l’Assemblea gli era diventata ostile. Alla fine del suo discorso, il verbale non registra “applausi”, ma soltanto “voci” che chiedono il voto. Posto ai voti, l’emendamento è subito respinto.

Achille Battaglia
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