Direttore Valter Vecellio. 16 ore 36 min fa
Diego Sabatinelli

Il Capitolo oscuro delle società partecipate dalla Regione Lazio

12-04-2011

Un capitolo a parte riveste lo tsunami che sconvolge i bilanci regionali ed il fegato dei cittadini tutti gli anni, ovvero le società partecipate dalle regioni. Se tutti i soldi che vengono sprecati per la partitocrazia e a causa della partitocrazia fossero veramente usati per l’interesse generale oggi potremmo tranquillamente avere la migliore sanità al mondo, le migliori infrastrutture, un economia di eccellenza, un’istruzione invidiata dai migliori college inglesi e americani, giovani promesse pronte a fare a pugni per entrare in Italia e non per fuggire. L’Italia potrebbe essere veramente una risorsa globale, motore e traino in tanti campi, ma purtroppo esistono: municipi, comuni, province, regioni, comunità montane, autorità e tutto il resto insieme ai carrozzoni che si trascinano dietro, oggi solo un tradimento di quello che viene definito il costo della politica. A beneficio di chi?

Le società regionali sono uno strano modo che usa la politica per amministrare, ovvero società gestite con i soldi dei cittadini che rispondono solo agli interessi della politica. Ma quante sono nel Lazio le società partecipate? Nel sito della Regione ne risultano 12, poi ci sono gli enti pubblici dipendenti, nel sito ne figurano ben 27, e poi tutto il non trascurabile resto.

Ho già scritto in un precedente articolo su “Notizie Radicali” di un’indagine sull’assenteismo all’ufficio agricoltura della Regione Lazio da parte della squadra mobile di Viterbo che porta a scoprire la solita parentopoli, uffici-serbatoi dove sistemare, come ci dice il “Corriere di Viterbo” del 23 dicembre, gli amici e i parenti, dove è evidente una vera e propria forbice tra il tenore di vita e gli stipendi percepiti da alcuni impiegati, ville e Porsche con le quali recarsi a lavoro. E’ da rilevare che il Gruppo Lista Bonino Pannella – Federalisti Europei ancora non ha ricevuto risposta in merito alla cessione, svendita direi, di alcuni terreni a società avvenuta in fretta e furia nella passata legislatura da parte dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio: l’interrogazione è stata presentata il primo settembre 2010.

Ma cominciamo con le assunzioni a valanga, dal sito de “Il Corriere della Sera”, 4 febbraio 2006: “Sessantuno assunti da assessori della Margherita. Quattordici da assessori dei Comunisti Italiani e di Rifondazione, 22 da un assessore della Lista Marrazzo e 4 da uno dell' Udeur: sono divisi così i 115 precari entrati (a termine) attraverso Lazioservice da novembre a oggi in Regione” e ancora “I precari, che si aggiungono ai poco meno di 700 reclutati dalla giunta Storace sempre con scarsi meccanismi di controllo, dovrebbero lavorare a progetti ben definiti (in tutto 14)”. Si prosegue così fino al termine della legislatura, dal sito de Il Tempo, 11 aprile 2010:”Quasi 200 assunzioni a Lazioservice, 140 posti da stagisti a Cotral, un concorso bloccato in extremis all’Aremol e un altro, destinato ai dirigenti, fermato dal Tar. È la storia di una grande abbuffata. Negli ultimi mesi di legislatura i partiti del Lazio hanno mostrato finalmente un impegno condiviso: dare un posto di lavoro a tecnici, collaboratori, consulenti dei gruppi politici“. E ancora su Lazioservice: “Oggi la società ha funzioni molteplici: progettazione, realizzazione, erogazione, controllo della qualità di servizi. Dunque anche le assunzioni sono diventate più semplici. Ai circa 1.200 lavoratori già «stabilizzati» se ne sono aggiunti in questi ultimi tempi quasi altri 200. A oggi la società è arrivata a quota 1.370 dipendenti”.

Dichiarava provocatoriamente Malcotti, attuale assessore alle Infrastrutture e Lavori Pubblici del Lazio, il 6 aprile 2010 dal sito controluce.it: "All'Astral assunzioni di fine stagione…nelle ultime settimane assistiamo ad assunzioni discutibili, promozioni sospette e nomine di nuovi primari inopportune. In ogni caso, gli annunci prevedono la massima riservatezza; ritenendola eccessiva, noi invitiamo migliaia di persone a presentare domande, sapendo che in palio c'è una possibile assunzione in una società pubblica denominata Astral. Meglio sarebbe - conclude - se gli amministratori di questa società abbandonassero l'idea di concludere il loro mandato con un atto che, se confermato, sarebbe clientelare e dannoso per l'azienda”. Speriamo vivamente che quanto dichiarato da Malcotti non si debba ritorcere contro il suo mandato. Certo è che la società in questione aveva già provocato nel 2008 l’istituzione di una commissione di verifica per un presunto scandalo inerente assunzioni e consulenze d’oro. Ad ottobre 2010 il Presidente dell’Astral S.p.a. chiedeva alla Regione 128 milioni di euro altrimenti a novembre si sarebbe chiuso. Ci si domanda, però, per quale motivo l’Astral, società della Regione che si occupa di strade nel Lazio, si debba fare pubblicità su giornali e siti. Il sindacato ispettivo radicale, come su tutte le altre società regionali, avrà molto da verificare. Intanto Il Tempo del 18 marzo 2011 scrive:” con una determina l'Astral prende in carico un fotografo per seguire gli eventi aziendali al costo di 2.500 euro…l'attività di consulenza a una società esterna per «supporto del ciclo di gestione e incasso delle fatture per le concessioni»: 19.500 euro, Iva esclusa. Rinnovo poi di un'altra consulenza per il «riordino della gestione territorio», sempre da gennaio 2011 a giugno per 19.600 euro, Iva esclusa”.

Sicuramente è su Astral, Cotral e Ater che si giocherà la partita delle amministrative in tutta la provincia di Latina dove la Polverini ha stravinto, ecco a cosa servono le società regionali. Già appena vinte le elezioni Striscia la notizia beccò Zaccheo, ex sindaco di Latina, in intima conversazione con la Polverini. Dice lei: “Ciao Vincé…mi raccomando, eh!”, risponde lui: “Non ti dimenticare delle mie figlie!”, e lei: “No…no, ma stai a scherzà? Poi domani mi faccio il calendario, mi faccio un giro”, e lui: “E, soprattutto, ti prego, non appaltare più a Fazzone!” e lei ancora: “No…no…stai tranquillo…eh!” e ancora lui: “Ha perso 15.000 voti!”. Insomma, un mitico scambio di battute, e non solo.

Ci sarà pure un giudice a Berlino, diceva il mugnaio di Potsdam. Sicuramente nel Lazio ci sono gli amici di un giudice: l’avvocato Sergio Scicchitano, IdV, Presidente della Lazio Service S.p.A., di cui parlavamo, e Vincenzo Maruccio, capogruppo dell’IdV al Consiglio regionale del Lazio, nonché assessore ai lavori pubblici durante la presidenza Marrazzo. A seguito delle note vicende sulla Roma – Latina, rivelate da Giuseppe Rossodivita, capogruppo della Lista Bonino Pannella – Federalisti Europei, Malcotti dichiara di voler presentare un esposto alla Corte dei Conti contro l’ex vicepresidente della Regione Lazio, Esterino Montino (PD) e Vincenzo Maruccio per aver assegnato l’incarico sull’arbitrato che riguardava i lavori della nuova Pontina all’avvocato Sergio Scicchitano, Maruccio in passato aveva lavorato per il suo studio legale. Beh, ma allora diciamola tutta sulla vicenda, avrà pensato Rossodivita, e da buon radicale il 23 marzo aggiunge:”perché solo oggi l’assessore, con tanto ritardo e solo in modo parziale, ha sentito l’esigenza di depositare un esposto alla Procura presso la Corte dei Conti, che nulla può aggiungere a quanto già acquisito dalla magistratura contabile. Mi chiedo, ancora, come mai oggetto del suo esposto sia solo l’arbitrato per 185 milioni di Euro richiesto da Autostrade per l’Italia Spa e non anche il primo, richiesto con identiche modalità, dal Consorzio 2050 di Erasmo Cinque per oltre 670 milioni di Euro. Ho come l’impressione che inizino “a volare gli stracci” ed a questo punto penso sia giunto il momento che la magistratura ordinaria, non solo quella contabile, verifichi la regolarità dell’intera operazione, iniziata tanti anni fa, quando Storace era il Presidente della Regione Lazio e poi proseguita sotto la Giunta Marrazzo. Domani presenterò un esposto riepilogativo dell’intero “percorso” alla Procura della Repubblica di Roma, affinché venga fatta piena luce su tutti gli aspetti della vicenda”.

Insomma, ho preso solo alcuni esempi di qualche cosa che è battaglia primaria per un Gruppo che voglia definirsi veramente radicale eliberale, nel senso di liberazione del cittadino dagli sperperi e dalla mala gestione della partitocrazia. Regalare al Lazio la chiusura di società ed enti inutili, porre fine alle assunzioni dirette del personale senza un vero controllo delle competenze e di verifica delle necessità di organico, massima trasparenza sul personale assunto e sulle competenze accertate: tutte queste società hanno un sito, sarebbe bello sapere quanto ci costa, ma di sicuro oggi ancora non è possibile accedere alla pianta organica ed alle competenze degli assunti pagati con denaro pubblico. Impedire che il denaro venga speso per motivi che non siano direttamente connessi alla missione della società: niente più pubblicità, convegni, seminari, calendari, gadget, ecc.; bloccare il malcostume degli incarichi e delle consulenze che vengono dati a pioggia. A proposito: ancora non abbiamo ricevuto risposta sulla società anonima di diritto belga denominata "Regioni Centro Italia Servizi" (RECIS) avente come finalità la gestione della sede comune e dei servizi di supporto agli Uffici di collegamento delle 5 Regioni del Centro Italia in Bruxelles.

Prossimo capitolo: le partecipazioni azionarie delle società regionali, dove finiscono i nostri soldi? Intanto votate Lista Bonino Pannella a Milano.

 

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