Direttore Valter Vecellio. 16 ore 37 min fa
Valter Vecellio

Indignarsi va bene. Intignarsi però è meglio

26-04-2011

1) E’ un fatto di cui ormai si sta prendendo consapevolezza: in questo paese non c’è democrazia, se per democrazia s’intende la garanzia e la tutela dei diritti di tutti; e se il presupposto fondamentale è costituito dalla conoscenza. Lo diceva un liberale a tutto tondo, Luigi Einaudi: nelle sue, non a caso, “Prediche inutili” sostiene che il cittadino per non essere suddito, deve poter conoscere; e solo conoscendo può deliberare in scienza e coscienza. Non ci sono i blindati per le strade, i “colonnelli” italiani più che il golpe sognano la pensione; però spira impetuoso un inquietante vento di intolleranza, arroganza e imbecillità. In Italia e in Europa.

2) Tutto congiura perché una persona di medio senso buono (altra cosa dal furbesco “buon senso”), provi un sentimento di schifo, di rabbia, di delusione e frustrazione, il cui pratico comportamento si traduce in un: andate a farvi fottere!; cosicché la tentazione quella domenica, è di andarsene al mare, oppure leggere un libro o guardare un vecchio film, invece di andare a mettere una croce su una scheda elettorale. Ma anche se la rabbia è tanta, e la voglia non manca, non serve a nulla rassegnarsi alla scheda bianca.

Giornalista professionista, attualmente lavora in RAI. Dirige il giornale telematico «Notizie Radicali», è iscritto al Partito Radicale dal 1972, è stato componente del Comitato Nazionale, della Direzione, della Segreteria Nazionale.

3) Questa volta si poteva sperare di andare tranquilli: elezioni amministrative. Si tratta, dunque, di individuare persone di media competenza, di onestà certificata; che abbiano a cuore le sorti e i problemi del paese o della città che vogliono amministrare, e valutare come fino a quel momento quei problemi erano stati “governati”: per dire, la raccolta dell’immondizia; la pulizia delle strade; se e come viene assicurata la possibilità di potersi muovere con i mezzi pubblici…Un sindaco, insomma, lo si dovrebbe misurare sulla base dei risultati ottenuti o mancati, quello che ha fatto, come lo ha fatto, cosa intende fare, con chi e con quali mezzi e risorse.
4) La situazione è evoluta (e negli ultimi giorni è letteralmente precipitata), in modo tale che le qualità amministrative di chi si candida a sindaco, o a un consiglio municipale, passano decisamente in secondo, terzo piano. L’inquilino di palazzo Chigi ha provveduto a fare, anche di queste elezioni amministrative un referendum; non viene lasciata scelta. E magari nelle sue liste ci saranno anche delle brave persone, capaci e con i requisiti richiesti per il buon governo del paese o della città in cui si candidano; perfino più brave, capaci e con requisiti migliori di chi a loro si oppone. Tutto ciò però ormai non ha più alcuna importanza. Se si trasforma le elezioni in un referendum pro o contro l’inquilino di palazzo Chigi e il suo governo, l’unica scelta concessa è un SI o un NO, tertium non datur; e se può essere dura votare NO, come si può votare SI’?

5) Un NO che ogni giorno trova nuove ragioni e motivi. NO a un presidente di regione come Roberto Formigoni che riempie le sue liste di firme false: e prima dice che non è vero e son tutte invenzioni, poi quando si dimostra che è tutto vero, urla al complotto, e ora che finalmente la magistratura ha emesso una raffica di rinvii a giudizio, dice che lui in ogni caso non ne sa nulla e non c’entra… Un NO a un presidente del Consiglio che ha deciso di capeggiare una lista e chiede voti e fiducia per proseguire l’azione politica già iniziata: quale? Quella del bunga-bunga e delle “nipotine” sparse per l’Italia, che fanno ridere il mondo? O quella immortalata da una fotografia che ha fatto il giro del mondo, quella che lo ritrae mentre si esibisce nel baciamano a Gheddafi? E’ un NO a chi accusa la procura della Repubblica di Milano, che di colpe ne ha tante, ma quella di essere un covo di brigatisti rossi, è una bestialità che non ci sono parole per definirla. E’ un NO a chi promette di rendere Bologna una città come Roma o Palermo; Bologna ha già dato, e ancora si lecca le ferite. E’ un NO a chi non ha risolto nessuno dei tanti problemi del paese: si tratti dell’immigrazione o del terremoto in Abruzzo, della disoccupazione giovanile o dell’immondizia a Napoli e Palermo. E’ un NO a ministri come Ignazio La Russa e Maria Stella Gelmini, Franco Frattini e Maurizio Sacconi, e fermiamoci qui, per carità di patria…
6) C’è poi un NO che dovremo sentire molto, ed è un NO che ha a che fare con il nostro diritto di poter decidere se e quando la nostra vita è degna di essere vissuta; se e quando non si vuole più soffrire atrocemente e inutilmente. Che c’entra l’elezione di un sindaco, di un consiglio comunale con il nostro diritto a veder rispettato il mio bio-testamento? C’entra perché ci sono paesi e città con giunte e sindaci di un certo tipo che il registro per il bio-testamento l’hanno istituito; e altri che invece non lo vogliono fare, perché la loro morale, la loro “filosofia”, deve essere legge, morale e “filosofia” per tutti. Ed è un NO a quanti sono vogliono imporci una infame legge sul bio-testamento.
7) Un NO anche alle prepotenze delle gerarchie vaticane e ai loro zuavi in servizio permanente effettivo: le Eugenie Roccella, le Paole Binetti, i Maurizio Sacconi, i Gaetano Quagliariello, per dirne di alcuni. Perché sono così accaniti nel volere quella legge che mi impedisce di scegliere se e quando curarmi, e se e quando rifiutare le cure? Il perché lo ha ben compreso Roberto Saviano, e non per un caso la puntata di “Vieni via con me” con Mina Welby e Beppino Englaro ha scatenato il finimondo: “La forza di Piergiorgio Welby, così come la forza di Beppino Englaro e di Luca Coscioni, è quella di avere agito nel diritto, di avere sempre rivendicato la possibilità di scegliere”. Appunto: il diritto. La possibilità di scegliere. Per loro si può fare, come si fa, come si è sempre fatto, ma senza dirlo, di nascosto; senza diritto. Perché almeno formalmente devono essere loro i padroni del nostro corpo. Per questo negano la possibilità di scelta.

8) Certo, poi ci sono i problemi della raccolta dell’immondizia; la pulizia delle strade; se e come viene assicurata la possibilità di potersi muovere con i mezzi pubblici…I problemi insomma, che dovrebbe essere oggetto dell’azione e della preoccupazione di un sindaco, di un amministratore comunale. Ci penseremo la prossima volta, quando non ci imporranno un referendum e non saremo chiamati a dimostrare che indignarsi è bene, ma intignarsi è molto meglio.


va.vecellio@gmail.com
 

Notizie Radicali: il giornale telematico di Radicali Italiani - Direttore: Valter Vecellio
Team: Simone Sapienza, Maria Veronica Murrone
Sito web: Mihai Romanciuc
Vuoi collaborare? Scrivi a notizie.radicali.it@gmail.com