Addio Giancarlo. Che la terra ti sia lieve…
Il nostro amico e compagno di sempre, Giancarlo Scheggi se n’è andato. Era da tempo malato; ultimamente sembrava essersi ripreso, poi una nuova offensiva del male; e questa volta, ha ceduto. Giancarlo molti di noi lo ricordano per quella sua inconfondibile parlata toscana, sempre sorridente e contento di essere quello che era (un radicale) e di fare quel che faceva (il radicale, appunto). Revisore dei conti “storico” del Partito non mancava a un congresso o a un appuntamento di un qualche significato. Faceva parte di quei radicali "storici" e insieme "ignoti" che sono la forza e la vita di questo partito: loro sì, capaci di resistere, resistere, resistere, e insieme di esistere, esistere, esistere.
In un numero di "Notizie Radicali" di qualche anno fa abbiamo raccolto le storie di alcuni di loro, storie che poi più diffusamente abbiamo riversato in un volume. Rileggere la storia di Giancarlo consola un poco, forse.
"Durante un viaggio di lavoro sul treno da Firenze a Milano nel 1974, ad un mese dal voto sul DIVORZIO conobbi nel sedile di fronte una signora, non bella (ed uso un eufemismo) di profonda spiritualità. Mi parlava di ecologia, era contro i pesticidi, amante della natura e della libertà. Come non potevamo cascare sull'argomento di attualità nella vita politica: referendum sul divorzio. Io cattolico di ferro, felicemente sposato e con figli non potevo nemmeno immaginare che "sciagurati" osassero sciogliersi da un vincolo sacro. La discussione andò avanti fino a Milano ed io fui abbastanza poco cortese, certo delle mie convinzioni. Mi rimase impresso il suo appello accorato: Se conferma il divorzio, da cristiano, contribuirà far rinascere l'amore in altrettante famiglie, oggi disgregate. Fu un seme gettato, il suo, in terreno fertile. Al referendum votai convinto il mio NO all'abolizione del divorzio proprio pensando con spirito cristiano agli altri. Ringraziando Iddio e mia moglie Anna non abbiamo avuto necessità di separarci. E due settimane fa abbiamo festeggiato 45 anni di matrimonio.
L'anno dopo maturai l'iscrizione al PR e nel 1976 preferii inviare un contributo per la tessera, avendo capito che nel mio lavoro era considerato serio l'iscriversi ad altri partiti, ma il partito mi recapitò la tessera di sostenitore non iscritto che si distingueva dall'originale solo nel colore (viola). Feci tesoro di questa tessera e da allora sono stato iscritto non solo al PR, ma a tutti i soggetti politici che nel tempo si manifestarono fino alla iscrizione per il 2009 che concretizzerò prima del congresso, insieme al contributo a RI: per complessivi 1000 euro. Ma qualora fosse stato necessario rafforzarmi nelle mie convinzioni nel 1976, avendo già tre figli in tenera età, in perfetta armonia con mia moglie decidemmo di rinunziare alla nascita del 4' figlio per motivi molto seri e fu ancora il PR che incontrai. Allora gli appuntamenti per le interruzioni di gravidanza venivano dati vicino al bar del Pantheon...
Certo senza le mie iscrizioni e la militanza Radicale avrei avuto un altro percorso nella mia azienda (Standa) ben diverso. Ma sono fiero di essermi giocato la Dirigenza avendo scelto la mia libertà. Conservo gelosamente le tessere di tutti i soggetti politici della galassia radicale per tutti gli anni dal 1975 al 2008 che porterò in visione al prossimo congresso, con la speranza di aggiungerne ancora molte, molte altre.
Un abbraccio".
Probabilmente Giancarlo, ovunque si trovi ora, ci sta dicendo di essere lieti o almeno di non essere troppo tristi; andate avanti, senza stancarvi e continuate a fare quello che abbiamo sempre fatto. Pare di vederlo e di sentirlo, mentre ce lo dice. Addio Giancarlo. Che la terra ti sia lieve.
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