Direttore Valter Vecellio. 13 ore 51 min fa
Luca Comellini

Non lo sapevo, ma anche sulla questione pensioni ci sono “panni sporchi da lavare in famiglia”

23-04-2012

Non sempre occupano le prime pagine dei quotidiani, a parte quando fronteggiano le proteste di piazza e magari le prendono di santa ragione a causa della cronica carenza di mezzi e risorse, però in questi giorni sembra che neanche la serie di incontri con i leader dei maggiori partiti sia riuscita a fare notizia. Mi riferisco ai sindacati di polizia e ai cocer delle forze armate e alla loro protesta contro l’annunciata riforma del sistema pensionistico che li equiparerà al resto del pubblico impiego.

Da giugno cambieranno le regole per l’accesso alla pensione degli appartenenti ai comparti difesa, sicurezza e soccorso pubblico. Per intenderci i militari, gli appartenenti alle forze di polizia e i vigili del fuoco andranno in pensione più tardi e questo li ha fatti “incazzare”, giustamente rivendicano una specificità che con la legge 183/2010 era stata messa nero su bianco e li è rimasta: solo sulla carta. I vari La Russa, Gasparri, Ascierto, i delegati del cocer carabinieri e quelli dell’esercito, quando fu approvata la norma che all’articolo 19 afferma pomposamente la “Specificità delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco”, fecero dichiarazioni esaltanti, una conquista che gli riempì la bocca.

Candidato nella lista "Amnistia Giustizia Libertà" e segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di Polizia (Pdm).

Oggi è chiaro che le importanti ricadute sulla definizione degli ordinamenti, delle carriere, del rapporto d’impiego e della tutela economica, pensionistica e previdenziale del personale interessato, fatte all’epoca – ormai remota – dall’ex ministro della difesa, La Russa, erano solo parole di convenienza che come hanno potuto constatare tutti non mai state tradotte in atti concreti. Ciò dimostra ancora una volta come il perpetuarsi della volontà di illudere il lavoratori in divisa fa parte del gioco politico. Ed è proprio in questo gioco che si sono svolti gli incontri ai quali hanno partecipato i sindacati e le rappresentanze dei comparti dei lavoratori in divisa. Incontri sicuramente pieni di arzigogolati discorsi e di “faremo”, “organizzeremo”, “studieremo”…I fatti però, come si dice, “stanno a zero” e quindi è chiaro che ai bei discorsi e alle promesse degli esponenti del PdL, dell’UdC, del PD e di FLI solo un idiota potrebbe continuare a dare credito. Intanto la “specificità” è ancora carta straccia.

Se l’attento lettore poi vuole comprendere meglio le ragioni della protesta dei poliziotti e dei militari gli suggerisco di ascoltare la registrazione della trasmissione che conduco su Radio Radicale, “Cittadini in divisa”. Nella puntata di lunedì 16 aprile, proprio per discutere del problema pensioni e specificità, ho avuto il piacere di ospitare oltre all’amico Giuseppe Tiani, Segretario Generale di una delle maggiori organizzazioni sindacali delle forze di polizia, Il SIAP (Sindacato Indipendente Appartenenti Polizia), anche il Presidente del Cocer, generale Domenico Rossi, che è intervenuto a titolo personale. È stato un momento di confronto anche con toni accesi, che però non ha mancato di sollevare dei dubbi nel momento in cui il Presidente del Cocer, sollecitato a partecipare a un incontro pubblico - e quindi trasparente - per spiegare le ragioni della protesta contro la riforma delle pensioni, ha invitato le organizzazioni sindacali a un chiarimento preliminare per lavare i panni sporchi in famiglia. Panni sporchi da lavare? Ma allora quale è realmente la partita che si sta giocando sul futuro degli appartenenti ai comparti sicurezza, difesa, e soccorso pubblico? Forse sbaglierò ma ho il timore che gli incontri dei giorni scorsi tra i politici e alcune sigle sindacali e i Cocer alla fine porteranno benefici solo a quelli che vi hanno preso parte, e Tiani non mi risulta che ci fosse.

Tutti gli altri possono tranquillamente mettersi l’anima in pace e sperare che il Ministro Fornero comprenda anche le ragioni di quei poliziotti o vigili del fuoco che a 63 anni, e oltre, potrebbero anche avere qualche difficoltà a correre dietro a un ladro oppure a salire su una scala per salvare una vita.
 

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