Direttore Valter Vecellio. 3 ore 3 min fa
Michele De Lucia

Esodati: il Presidente dell’Inps non controlla nulla, o controlla troppo. In entrambi i casi comportamento inaccettabile

13-06-2012

Fermo restando che il governo avrebbe dovuto gestire meglio tutta la vicenda degli esodati, è chiaro che sulla questione dei dati Inps il ministro Fornero ha pienamente ragione quando dice che, se fosse accaduto qualcosa di simile nel privato, Mastrapasqua avrebbe dovuto liberare la scrivania di gran carriera.

tesoriere di Radicali Italiani. È estensore, nella XV e XVI legislatura, di alcune tra le più importanti proposte di legge depositate dai radicali nelle materie economico-sociali.

Delle due l’una: o il Presidente dell’Inps non è in grado di gestire il flusso dei dati che escono dall’istituto previdenziale, per cui il primo che si sveglia “passa” all’esterno quello che gli pare, e allora deve andarsene; oppure i dati li controlla fin troppo, usandoli come una clava, e allora deve andarsene.

Per capirsi meglio: non solo sugli esodati, ma anche sul problema dei contributi silenti, della posizione previdenziale degli iscritti alla Gestione Separata, o delle imprese beneficiarie di interventi di Cassa integrazione straordinaria, l’Inps non dà nessuna informazione. Oggi è impossibile sapere quali grandi imprese abbiano beneficiato di quanta Cassa straordinaria (quante ore, quanta spesa a carico dello Stato, quanta a carico delle imprese e dei lavoratori, quante risorse vengano regolarmente “travasate” dalle piccole imprese competitive alle grandi “decotte”). Oggi è impossibile conoscere la distribuzione dei lavoratori attivi non pensionati per età e per classi di anzianità contributiva. Oggi è impossibile ottenere la simulazione della pensione dei parasubordinati.

Era già troppo prima del caso esodati. Adesso, di più.

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