Direttore Valter Vecellio. 12 ore 45 min fa
Alessandro Litta Modignani

Da “migranti” a cittadini, 11 proposte per l’integrazione

14-06-2012

Il convegno sull’immigrazione che si svolge lungo l’intera giornata di oggi al Senato, su iniziativa del Partito Radicale, non è un dibattito come tanti altri. E’ un appuntamento importante, che potrebbe segnare un decisivo punto di svolta nella gestione del fenomeno migratorio da parte dell’Italia.

Il documento preparatorio presentato dagli organizzatori, incentrato su 11 punti, è frutto soprattutto dell’impegno davvero ammirevole di Simone Sapienza. Il testo muove da una constatazione: la presa d’atto che il governo Monti pensa e agisce in questo campo in maniera “nettamente diversa” rispetto al dicastero Berlusconi; tuttavia le attuali Camere, elette nel 2008, sono ancora in larga parte dominate dalla “quasi maggioranza” PdL-Lega. Di conseguenza, il documento individua alcuni obiettivi minimi, raggiungibili senza grandi riforme ma con provvedimenti ben mirati e misure amministrative che non necessitano di un passaggio parlamentare, applicabili da subito. Appunto per questo, sono particolarmente attesi gli interventi dei ministri all’Integrazione Andrea Riccardi e dell’Interno Annamaria Cancellieri. Quest’ultima è senza dubbio al centro dell’attenzione, per evidenti ragioni. Si sente spesso dire che l’immigrazione è una questione sociale e non un problema di ordine pubblico, ma questo non è del tutto vero.

Nessuno può negare che sia “anche” un problema di ordine pubblico, oltre che culturale e sociale, proprio per questo un indirizzo di impronta liberale e garantista da parte delle forze di polizia può fare la differenza, quando sono in discussione fondamentali diritti umani.

Alessandro Litta Modignani (1954) è giornalista. È iscritto e milita nel Partito Radicale ininterrottamente dal 1974. Nella Legislatura 2000-2005 è stato capogruppo per i Radicali-Lista Bonino nel Consiglio Regionale della Lombardia. È attualmente membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani.

In tema di rimpatri, ricongiungimenti familiari e respingimenti, il “documento Sapienza” semplicemente indica come obiettivo l’allineamento dell’Italia alle normative europee. Per quanto riguarda la gestione dei CIE, è di centrale importanza l’idea di procedere all’identificazione delle persone durante il precedente periodo di detenzione in carcere (come aveva stabilito Giuliano Amato nel 2007, quando era ministro dell’Interno) riducendo drasticamente la popolazione permanente all’interno di queste strutture. Proposte specifiche riguardano misure contro l’isolamento linguistico, l’emarginazione delle donne sul mercato del lavoro e molto altro ancora. Dopo le tre sessioni di lavoro e una tavola rotonda con numerosi parlamentari, le conclusioni di Emma Bonino. Dodici ore fitte di interventi, tutti molto qualificati e rigorosamente brevi: molto più che a un convegno, dicevamo, questo appuntamento assomiglia agli Stati generali dell’immigrazione in Italia.

Battersi per i diritti e l’integrazione degli immigrati, come tutti sanno, non porta voti. Può farli perdere semmai, così come occuparsi di carcere, di pena di morte nel mondo, di libertà di culto eccetera. Molto più furbo ed elettoralmente redditizio fare la faccia feroce contro – di volta in volta – gli immigrati, i carcerati, i condannati a morte, i musulmani... O no?

No. Occuparsi di tutti costoro e di molti altri significa doverosamente “governare”, cioè fornire risposte razionalizzatrici alle difficili sfide del mondo contemporaneo. Ancora una volta, grazie all’iniziativa di Simone Sapienza e di Emma Bonino, i Radicali dimostrano di essere forza liberale e di governo, partito di lotta e di proposta, mai di protesta.
 

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