Concorrenza e trasparenza come antidoto alla sussidiarietà dei favori formigoniana
Da tempo noi Radicali abbiamo posto l’attenzione sui meccanismi malati che regolano i rapporti tra l’Istituzione Regione Lombardia e i soggetti privati in Sanità. La sussidiarietà dei favori formigoniana non ha mai messo in concorrenza virtuosa i privati, scegliendo i più bravi, ma ha determinato le fortune degli amici grazie a mediatori, uomini delle istituzioni e provvedimenti regionali ad hoc: accreditamenti, bandi e delibere.
Perché vi sia reale concorrenza tra soggetti pubblici e privati e al fine di garantire la libertà di scelta dei cittadini proponiamo di istituire in Lombardia un programma di misurazione costante degli indicatori di qualità di tutte le strutture pubbliche e private accreditate che erogano servizi sanitari, utilizzando le metodologie e gli indicatori già in uso in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.
Proponiamo inoltre (come previsto nel documento “La Peste lombarda” di Luca Perego e Valerio Federico) di ridefinire i criteri di finanziamento delle prestazioni al fine di incentivare anche tra gli erogatori privati l’accreditamento per pacchetti organici di prestazioni, evitando così che l’accreditamento venga richiesto e concesso solo per le prestazioni più remunerative favorendo gli amici.
Riproponiamo infine quanto richiesto dalla proposta di legge elaborata nel 2006 e ripresentata nel 2008 dai radicali Giulio Manfredi e Bruno Mellano che scardinerebbe il sistema lottizzatorio prevedendo che la selezione dei manager delle aziende sanitarie venga affidata non più ai Partiti ma a una commissione costituita da rappresentanti delle maggiori società di interesse nazionale nel campo del consulenza manageriale.
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