Caso Tamoil: oggi la resa dei conti
Oggi è un giorno importante che lascerà una traccia profonda nella storia della nostra città. Siamo in presenza di un evento di grande rilevanza non solo sociale e politica ma anche dal punto di vista della giurisprudenza italiana: è una delle prime volte che in Italia viene sancito il diritto, finora solo sulla carta, del cittadino-elettore di intraprendere l'azione popolare per la tutela, anche dal punto di vista ambientale, dei territori, qualora gli enti istituzionali competenti (comuni e province) non se ne facciano carico, esercitando in prima persona l'azione risarcitoria in sede penale per i danni arrecati ad una comunità intera. La costituzione di parte civile dal cittadino in sostituzione del proprio Comune (ai sensi dell'art.9 del T.U. degli enti locali) viene questa volta ammessa nel procedimento penale a carico dei massimi dirigenti di un grande insediamento industriale di Tamoil Italia spa, holding italiana del gruppo Oilinvest (Netherlands) B.V. che a sua volta fa parte del gruppo Oilinvest International N.V. con sede in un paradiso fiscale e fino ad un anno fa di proprietà del dittatore Gheddafi e della sua famiglia. Un gruppo societario che ha sempre avuto un impatto enorme su una realtà economica fragile e debole come quella cremonese.
La decisione di oggi non può non avere, anzi deve avere, rilevanti ripercussioni politiche locali. Il Comune di Cremona e l'intero sistema politico dominante, sia di centro-destra che di centro-sinistra, ne esce con le ossa rotte, clamorosamente sconfessato, per non aver saputo o voluto difendere adeguatamente gli interessi collettivi di un'intera comunità. In primis, brilla per irresponsabilità politica l'assessore all'ambiente Francesco Bordi, firmatario del documento dei “tecnici comunali” (ma tecnici ed esperti di che cosa?), con il quale è stata respinta la richiesta del gup Guido Salvini di costituzione di parte civile del Comune di Cremona in qualità di soggetto danneggiato, con motivazioni del tutto inconsistenti che ignorano, fra l'altro, la recente giurisprudenza della Corte di Cassazione in tema di esercizio dell'azione risarcitoria degli Enti pubblici territoriali. Dell'assessore, come radicali, chiediamo le immediate dimissioni.
Ma ci sono ben altre e ben più importanti responsabilità politiche che coinvolgono direttamente i firmatari dell'accordo-capestro del 1° aprile 2011 (accordo, lo ribadiamo per l'ennesima volta, mai ufficializzato dal ministero dello sviluppo economico), in particolare il sindaco di Cremona Perri e il presidente della Provincia Salini. Ma di loro ci occuperemo nelle prossime settimane.
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