Direttore Valter Vecellio. 20 ore 50 min fa
Alessandro Litta Modignani

Paola Binetti vira a destra: laico avvisato...

20-06-2012

Paola Binetti merita qualche risposta. Nella sua intervista di ieri ad Avvenire dice in sostanza: la battaglia dei cattolici nel PD è ormai perduta, perché Bersani è orientato alla politica dei “diritti civili” (due parole che Avvenire scrive sempre fra virgolette) e le prese di posizione di Bindi, Fioroni e altri saranno travolte. Opporsi al matrimonio per i gay è illusorio, perché nel PD prevalgono i “radicali”, cioè i cattivissimi Ignazio Marino, Ivan Scalfarotto e Paola Concia. Il testo messo a punto da Rosy Bindi è dunque “un cavallo di Troia”, sostiene Binetti.

A questo punto la guastatrice vaticana si lancia in un ardita tesi. “basta guardare la campagna del Corriere della Sera che sollecita ad andare oltre. Lo stesso Marino parla da quelle colonne....” Ma come? Il quotidiano clerico-moderato di via Solferino, sdraiato quasi ogni giorno a tappetino sulla politica vaticana e ratzingeriana; il quotidiano genuflesso che ha dedicato alla visita milanese del Papa pagine e pagine soporifere e infine persino una copertina da giornaletto parrocchiale; il quotidiano che ha strumentalizzato e stravolto la gran parte della cultura laica italiana, ripubblicando i testi di Croce, Salvemini, Gobetti e tanti altri sotto la voce falsa e mistificatoria di “laici cattolici”: quel quotidiano sarebbe responsabile addirittura di condurre “una campagna” a favore dei gay, solo per avere pubblicato sull’argomento un articolo appena ragionevole di Pierluigi Battista e per avere ospitato, fra le tante, anche l’opinione di Ignazio Marino, che è senatore e anche cattolico, ma non non clericale e oscurantista come Binetti.

Alessandro Litta Modignani (1954) è giornalista. È iscritto e milita nel Partito Radicale ininterrottamente dal 1974. Nella Legislatura 2000-2005 è stato capogruppo per i Radicali-Lista Bonino nel Consiglio Regionale della Lombardia. È attualmente membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani.

Questa accusa in realtà è rivelatrice. Da anni ormai il potere sacerdotale mira a occupare manu militari i centri nevralgici della società e della cultura italiana: non solo la sanità, la finanza, la politica ma - dopo la Rai - anche il cinema (malgrado clamorosi fallimenti al botteghino) e la carta stampata, in particolare i grandi giornali della borghesia liberale. Il Sole 24 Ore e il Corriere appunto sono i due casi più macroscopici, non certo i soli. Se il Corriere “sgarra”, cioè pubblica un editoriale non gradito alle gerarchie, Binetti vede il pericolo e subito lo richiama all’ordine, dalle pagine del quotidiano dei vescovi. Cartellino “giallo-bianco” per Pigi Battista.

A questo punto l’intervistatore pone alla lobbista dell’Opus Dei la domanda cruciale sulle alleanze elettorali. La risposta non deve passare inosservata: “Il Pd punta a parlare a una parte del paese, noi dobbiamo rappresentarne un’altra... Nel quadro attuale il Pd guarda a sinistra... Noi dobbiamo dare una risposta al 60 per cento di astensionisti smarriti... C’è bisogno di coraggio da parte di Casini ma anche di una parte del PdL”. Binetti nega di voler costituire il “partito dei cattolici” (peraltro al centro di un dibattito aperto da Dario Antiseri proprio sul Corriere).

Ciò che più teme è la perdita di quel potere di interdizione che lei stessa e alcuni altri hanno esercitato negli anni scorsi a sinistra, con grande efficacia fino al 2010. Successivamente, la candidatura di Emma Bonino alla presidenza del Lazio, l’uscita di scena di Francesco Rutelli e il crollo del partito berlusconiano hanno distrutto quella tenaglia clericale, privando i cattolici integralisti del loro potere di veto. Le gerarchie, da parte loro, sono in difficoltà per i continui scandali finanziari e morali che travolgono il vaticano. Il cardinale Bertone invoca disperatamente unità intorno al Papa, fingendo di non accorgersi che il problema per costui non è l’unità della Chiesa, bensì il suo distacco dalla società; mentre Paola Binetti lavora a un progetto politico neo-clericale sul versante conservatore. A destra si è creato un vuoto e i “cattolicisti” muovono in quella direzione: “C’è una marea di gente che aspetta, è tempo di mollare gli ormeggi”. I difensori della cultura laica e liberale sono avvisati.
 

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