Direttore Valter Vecellio. 1 ora 1 min fa
Mario Staderini

Riformare le forze dell'ordine, non solo tagliare! Di diritti civili ci occupiamo da 50 anni...

02-07-2012

Quella che segue è la trascrizione della settimanale intervista del segretario di Radicali italiani Mario Staderini a “Radio Radicale”. Tra gli argomenti trattati: la situazione italiana nello scenariointernazionale, i motivi reali della cosiddetta ridiscesa in campo di Berlusconi, i diritti civili e il prossimo programma elettorale del Pd, il calendario delle prossime iniziative radicali. Trascrizione a cura di Elisa Fachiri.

Buone notizie dall’Europa: nonostante i dubbi che precedevano quest’incontro, nella riunione dell’eurogruppo, si è trovato una sorta di accordo e oggi si sono visti i riflessi positivi, lo spread è sceso rapidamente a 410 e le borse sono partite benissimo…

Bisogna ricordare che la crisi economico-finanziaria del sistema dei debiti sovrani non è conclusa e ha ancora bisogno di interventi importanti, nonostante si attribuisca sempre di più a questi vertici europei una veste salvifica. La direzione è giusta, ma la soluzione migliore rimane quella federalista europea, battaglia storica radicale oggi capitanata da Emma Bonino.
Pensando alla situazione italiana: lo spread è diminuito, ma è sempre altissimo. Non c’è dubbio che, anche qui, siano stati fatti dei passi avanti: la figura del Presidente Monti si staglia sulle altre -come si deduce soprattutto dall’immagine che ne riflettono i media stranieri- e grazie a questa credibilità il suo ruolo politico, oltre che tecnico, cresce di incisività.
La scommessa sarà capire come fare tesoro delle conquiste a livello internazionale che il governo Monti ha fatto e non dilapidarle, anche in vista dell’arrivo probabile di una nuova ondata speculativa ad agosto.
Monti ha fatto bene a puntare i piedi sul meccanismo di tutela per i Paesi virtuosi, esercitando il potere di veto, ma la priorità rimane quella di continuare ad aggredire il debito pubblico e la partita vera si giocherà a settembre.
Fino ad ora il governo ha strategicamente deciso di far fronte agli interessi e operare qualche piccolo taglio al debito in sé. Questo ovviamente non basta: è fondamentale fare delle riforme non solo tagli.
Tanto per capire il livello di intervento necessario, basti pensare che Coltrini, autorevole consigliere di Mediobanca, ha proposto una patrimoniale di un certo peso sul 10% della popolazione più ricca, tenendo conto del fatto che in questi anni è cresciuto il tasso di concentrazione delle ricchezze.
Come Radicali abbiamo dato un contributo fornendo la nostra lista della riduzione della spesa pubblica. Sul pubblico impiego, gli interventi annunciati non si potranno evitare ma si tratterà di fare riforme e non solo tagli, come ad esempio sarebbe una riforma del sistema delle forze dell’ordine, visto che i tre corpi di polizia, carabinieri e finanza triplicano la loro presenza ovunque. Sarebbe una grande riforma, perché interverrebbe non solo sui costi ma anche nella gestione dell’ordine pubblico. L’accorpamento delle forze dell’ordine rappresenterebbe non solo una riduzione di spesa ma costringerebbe anche ad abbandonare logiche da stato penale, tornando ad affrontare questioni sociali come la droga e l’immigrazione per quello che sono. Nella manifestazione per la giornata internazionale contro la tortura ho spiegato che se in Italia ancora non si introduce questo reato è perché la nostra gestione dell’ordine pubblico è anacronistica e non garantisce la tutela di diritti umani. In tutti i casi di restrizione della libertà individuale le nostre istituzioni sono suscettibili di accuse di tortura, vale per i fermi di polizia come per la detenzione nelle carceri, e quindi è perchè gli agenti non vengano sottoposti a processo che abbiamo questa grave lacuna. Un po’ come accade per gli USA, che non danno l’ok al Tribunale penale internazionale sui crimini contro l’umanità per tutelare le loro missioni militari.

Segretario dei Radicali italiani. Ha pubblicato nel 2003 il libro Otto per mille, come lo Stato sottrae un miliardo di euro ogni anno agli italiani per darli alla Chiesa cattolica.

L’Espresso insinua che la ridiscesa in campo di Berlusconi servisse solo a parare il colpo sulla Rai, come la vedi?
Berlusconi è uno dei più abili a gestire queste situazioni e l’insinuazione dell’Espresso ha senz’altro un fondo di verità. Anche i giornalisti stranieri hanno notato l’anomala presenza dei leader italiani ai margini del vertice europeo, quasi a sottolineare che il ruolo dei partiti ha ancora il suo peso. Questa è una fase decisiva per la governance delle istituzioni che sono legate al business di Berlusconi, come il consiglio d’amministrazione della Rai e l’autorità delle comunicazioni. Tra asta delle frequenze e rilancio del servizio pubblico si stanno per compiere scelte politiche strategiche per il Paese ma anche per gli interessi privati di Berlusconi.
Il ruolo che gioca la televisione nel determinare l’agenda della politica è ancora molto importante.
Facciamo un esempio: dopo le elezioni francesi e le amministrative italiane si era tornato a parlare del sistema a doppio turno, ma poco dopo è di nuovo scomparso dai media perché in questo momento si stanno concludendo accordi funzionali alle alleanze politiche: il Pd sta chiudendo le sue alleanze, da una parte con l’Udc, dall’altra con Sel e come al solito prevale il gioco delle figurine rispetto ai dibattiti di tipo sostanziale.
Non c’è ascesa che non sia mediatica: Vendola si è conquistato una presenza nella scena politica e nei contesti radio televisivi lanciandosi due anni fa per le primarie e così acquistando una visibilità abnorme, questo tipo di strategia però alla lunga non paga. Anche per Sel la spinta innovativa sta sfumando e proprio in questi momenti di maggiore debolezza il Pd sta formando un’alleanza perché Vendola non riuscirà a proporre scelte davvero incisive. Anche Matteo Renzi –che apprezzo specie per alcune suo eresie come sul finanziamento pubblico, la legge elettorale, il valore legale del titolo di studio- si sta costruendo un’immagine, puntando semplicemente sulla propria persona e senza un progetto di alternativa vero.
Questo è proprio ciò che distingue i Radicali da chiunque altro: portare avanti un’alternativa reale di governo. Insistiamo sulla legge elettorale e sull’agibilità democratica del nostro Paese perché è evidente come l’Italia di questi anni non abbia rispettato gli standard democratici a discapito dei propri cittadini.
Sintomo chiaro di questa mancanza di democrazia è il fatto che abbiamo un sistema di informazione televisiva degno delle peggiori dittature del terzo mondo, non solo per la censura dei temi di diritto civile di cui ci facciamo portavoce – e di qui la censura nei confronti di noi Radicali - ma anche perché le stesse istituzioni che dovrebbero garantire il pluralismo si trovano sistematicamente nell’impossibilità di proporre provvedimenti incisivi, finendo per venire ignorate. La partita del ricambio dei vertici delle comunicazioni dunque, come quella delle riforme, va giocata tutta sul piano dell’agibilità democratica.

Il tema dei diritti civili è entrato prepotentemente nell’agenda del centro sinistra, si parla di inserirli nel programma delle prossime elezioni, come leggi tutto questo?
Rischiamo il corto circuito: Bersani ha fatto un calcolo di marketing raffinato ma rischioso. La sua dichiarazione in occasione del gay pride ha preceduto gli accordi con l’Udc di Casini, che rappresentano la strategia principale dei prossimi mesi. Paradossalmente il Pd sta riuscendo a costruirsi un’immagine di laicità proprio nel momento in cui si appresta a dare la golden share del suo governo all’Udc. Sel dal punto di vista di immagine rischia di essere la foglia di fico che compensa l’accordo con il partito di Caltagirone e della Cei. Rimangono molti punti da chiarire sulla reale portata delle proposte di Bersani e del Pd sui diritti civili. Tant’è che Beppe Facchetti, nel suo articolo su Europa, ha chiesto chiarimenti in merito al documento presentato da Rosy Bindi, nel quale non si specifica se la volontà espressa nel testamento biologico debba essere rispettata da terzi in caso di incapacità, che diritti verranno riconosciuti alle coppie di fatto, cosa si deve fare se in un ospedale pubblico solo il 5% dei medici è disponibile a praticare l’interruzione di gravidanza ai sensi della legge 194.
Stiamo affrontando questioni sociali che coinvolgono milioni di persone e noi Radicali in questo ambito possiamo vantare un’esperienza pluridecennale di lotte e di conquiste. Abbiamo contribuito in questi anni a non farne dimenticare l’importanza e siamo rimasti attivi anche quando l’agenda nazionale li aveva declassati, servendoci dei meccanismi di democrazia diretta in tante città italiane: ci chiedano una mano.

Prosegue la mobilitazione a Roma e a Milano su questi temi, quali sono i prossimi appuntamenti?
A Milano prosegue la raccolta firme mentre questa settimana sono stato a Caserta per il deposito delle cinque proposte di iniziativa popolare sui temi che impegnano Radicali italiani in una campagna oramai nazionale: dalle famiglie di fatto al testamento biologico, dalla trasparenza delle istituzioni al governo di prostituzione e consumo di droga, sino al registro dei malati tumorali e lo stop del consumo di terriotorio. A chi dubita dell'efficacia delle iniziative popolari, ricordo ad esempio che proprio grazie a una delibera presentata da noi un anno e mezzo fa è stata introdotta a Caserta l’anagrafe pubblica degli eletti e subito dopo il registro dei testamenti biologici. A Roma stanno per partire i referendum consultivi, oramai con un mese di ritardo rispetto al previsto a causa delle difficoltà che sono state poste dalla Commissione dei garanti che è titolare del giudizio preventivo di ammissibilità. Prosegue anche l'attivazione di un altro strumento di democrazia diretta, l’azione popolare, sia rispetto alla doppia poltrona di Leoluca Orlando a Palermo che rispetto al processo per inquinamento ambientale a Cremona.

Con Michele De Lucia vogliamo organizzare per metà luglio un rilancio dell'appello al governo rispetto alle esigenze tradite degli imprenditori, continuando il dialogo con loro anche su giustizia e progetto di alternativa. Ci sarà poi il Comitato nazionale di Radicali Italiani dal 20 al 22 luglio, dove dovremo anche discutere della possibilità di partire a ottobre con un progetto referendario che muova dalla abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e la legalizzazione delle droghe.

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