Direttore Valter Vecellio. 1 giorno 8 ore fa
Valter Vecellio

Giovedì la Cassazione sui fatti della Diaz. In ogni caso, una sconfitta…

04-07-2012

Domani i giudici della Corte di Cassazione pronunceranno il loro verdetto sui fatti accaduti a Genova alla scuola Diaz nei giorni del G8. Sono trascorsi “solo” undici anni, da quei fatti. Undici anni da quello che è stato – non c’è altra parola per definirlo – un massacro. Quella notte, la polizia fece irruzione violentissima dentro la scuola dove dormivano i manifestanti, il pretesto alcune coltellate a degli agenti che non ci sono mai state; a quell’irruzione seguirono brutali e immotivati pestaggi: che evidentemente furono voluti, programmati, organizzati.

Domani i giudici della Corte di Cassazione stabiliranno se le condanne inflitte a venticinque poliziotti che quella notte hanno avuto ruoli di protagonisti e di gregari sono giuste o no.

Giornalista professionista, attualmente lavora in RAI. Dirige il giornale telematico «Notizie Radicali», è iscritto al Partito Radicale dal 1972, è stato componente del Comitato Nazionale, della Direzione, della Segreteria Nazionale.

Domani quale che sarà la sentenza che verrà emessa, sarà comunque una sconfitta. Perché ancora sono tanti gli interrogativi che attendono risposta, i misteri su quei tre giorni di luglio; oggi disponiamo di una copiosa documentazione che non teme smentita, testimonianze, sentenze, ricostruzioni, da cui si ricava che Genova, nei tre giorni del G8, venne messa a ferro e fuoco da una minoranza – i cosiddetti black bloc – se non con la collusione, almeno con la colpevole passività delle forze dell’ordine; sappiamo che la successiva repressione venne indirizzata e incanalata non tanto contro i responsabili dei gesti di violenza, quanto su inermi manifestanti che erano nel loro pieno diritto di esprimere il loro dissenso, come appunto chi venne sorpreso e massacrato alla Diaz; furono preparate e mostrate prove di colpevolezza, le bottiglie molotov, per esempio, false, fabbricate ad arte; e molti dei manifestanti condotti nella caserma di Bolzaneto, furono poi sottoposti a sevizie e torture.

Sarà una sconfitta perché la decisione che verrà presa dai giudici della Cassazione comunque non riguarda i vertici di quella catena di comando su cui cade la maggiore responsabilità per quei fatti, e che consentirono che accadesse quello che è accaduto: che quella scuola dove dormivano i manifestanti diventasse – la definizione è stata data da uno dei poliziotti finiti sotto processo – una “macelleria messicana”.

Sopratutto sarà una sconfitta perché sono trascorsi undici anni da quei fatti. E condanna o assoluzione che decidano i giudici della Cassazione, dopo undici anni non è giustizia.

va.vecellio@gmail.com
 

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