Direttore Valter Vecellio. 11 ore 10 min fa
Emanuele Rigitano

Tanto in Francia quanto in Italia: gli opposti estremismi e il ritorno del centro

04-07-2012

L'esito delle elezioni francesi è stato più netto di quanto ci si potesse aspettare: il Partito Socialista non solo ha vinto le elezioni ma ha ottenuto la maggioranza assoluta, a prescindere dal Front de Gauche e dai Verdi di Europe Ecologie. Il risultato strabiliante è dovuto al sistema elettorale basato su collegi uninominali e con un voto a doppio turno, che permette al primo turno di scegliere il candidato preferito e al ballottagio quello "meno peggio".

Intanto il centrodestra dell'Ump (Unione per un movimento popolare), in crisi di consensi e di popolarità, sarebbe tentato di chiedere in futuro i voti dell'elettorato del Front national. Sarebbe una rivoluzione per la Francia, perchè finora tanto Ps che Ump avevano un patto per escludere i nazionalisti di estrema destra, a differenza di quanto accaduto in Italia con Berlusconi, che ha sempre accolto a braccia aperte ultraconservatori, nazionalisti e eredi dell'ideologia fascista.

Questa scelta, però, ha una visione a breve termine: ridurre il gap dal centrosinistra e dai socialisti durante i 5 anni di opposizione. Manca però la visione d'insieme. In Francia la costituzione di un centro politico moderato non ha attecchito, anzi ormai è quasi al collasso definitivo. Sono due i fattori che portano alla morte di certi progetti: la legge elettorale uninominale e la forte radicalizzazione del voto destra/sinistra. Ma se l'Ump orfana di Sarkozy (il primo a sdoganare certi argomenti classici dei nazionalisti) tenta di avvicinare l'elettorato di Marine Le Pen se non addirittura chiedere accordi, cosa accadrà? Il partito diventerà più di destra, meno moderato quindi. Anche il Partito socialista ha assunto una posizione più di sinistra, più marcata. nei prossimi anni, quindi, si potrebbe aprire una voragine al centro, che per la prima volta potrebbe essere coperta da una formazione politica che si tira fuori dalla dicotomia destra/sinistra.

Questo dovrebbe essere un buon motivo per far desistere l'Ump da questa decisione. Anche perché in futuro è prevedibile, di fronte a un calo di consensi, di dover accettare patti di desistenza (accordi in cui in alcuni collegi non si candidano esponenti Ump e in alti esponenti Fn) come già accade a sinistra.

A questo punto il rischio è che emerga un polo moderato che prenda il sopravvento sulla gauche ma soprattutto sulla destra, con cui bisognerebbe spesso fare i conti per avere maggioranze parlamentari. Una lezione che dovrebbe far ragionare anche l'Italia, vista la frammentazione politica del momento.

Leggere anche De Gaulle o Le Pen? L’Ump non sa scegliere. E intanto affonda 

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