Il diritto all’informazione ambientale subordinato alla “ragion di stato” e di bottega
Lettera aperta di Bolognetti al direttore della Nuova del Sud Mimmo Parrella
Caro Mimmo,
nel ringraziarti per aver garantito una volta di più ai tuoi lettori il diritto a poter conoscere per deliberare mi permetto di sottolineare che quanto da me denunciato non appartiene alla categoria del “sospetto”, ma piuttosto delle certezze.
E’ infatti certo che l’ufficio tecnico del Comune di Viggiano in una missiva indirizzata all’Eni e datata 24 maggio 2012 scriva: “in riferimento alla Vostra puntuale trasmissione dei dati relativi alle concentrazioni medie orarie e giornaliere e dei parametri fisici e tecnologici degli inquinanti misurati in continuo nelle emissioni generate dai termodistruttori, caldaie a ausiliarie, caldaie a recupero e le portate convogliate alle torce presenti presso il Cova, si sono riscontrati, nel corso di questo anno, numerosi superamento sia di medie orarie sia di medie giornaliere e questo preoccupa molto la Nostra amministrazione che teme che ciò possa nuocere alla salute dei cittadini che vivono in quest’area”.
Come vedi, caro Direttore, non sospetti, ma certezze. La certezza rappresentata da dati la cui conoscenza è riservata all’Eni e a pochi eletti.
Le preoccupazioni dell’amministrazione comunale di Viggiano le facciamo nostre e invitiamo il sindaco Alberti a mettere in rete i dati che ha ricevuto dall’Eni facilitandone la comprensione. La conoscenza dei fatti contenuti nella lettera inviata dall’ufficio tecnico di Viggiano all’Eni non può rimanere circoscritta a poche decine di persone.
Vorrei poter ricordare ai tuoi lettori che l’art. 5 comma C della Convenzione di Aarhus recita: “in caso di minaccia imminente per la salute o per l’ambiente, che sia imputabile ad attività umane oppure dovuta a cause naturali, tutte le informazioni capaci di permettere al pubblico di prendere dei provvedimenti per prevenire o limitare eventuali danni e che sono in possesso dell’autorità pubblica siano divulgate immediatamente e senza indugi alle persone che rischiano di essere coinvolte.”
Le notizie di cui sono venuto fortunosamente in possesso erano mai state divulgate? La risposta temo sia un secco no. E’ un fatto caro Direttore che sempre in data 24 maggio 2012 l’Ufficio tecnico del Comune di Viggiano invii all’Eni una nota nella quale i lavori di manutenzione sull’Impianto di Recupero Zolfo del Centro Oli vengono definiti “lavori non autorizzati”, lavori “abusivi”.
E’ un fatto che nella sopra citata missiva l’Ufficio tecnico di Viggiano scriva: “In riferimento alle recenti note pervenute in passato ed a quelle più recenti… con la presente nota si richiede, trattandosi di emissioni che possono essere nocive alla salute umana, di darne giusta comunicazione al Sindaco del Comune di Viggiano, Ing. Giuseppe Alberti, che è l’Autorità sanitaria sul territorio, per gli adempimenti di legge…”
Il responsabile dell’Ufficio tecnico di Viggiano di fatto ricorda all’Eni gli oneri che ricadono sul primo cittadino ai sensi degli articoli 50 e 54 del D.LGS 267/2000 che recitano quanto segue:
Art. 50 - In caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale;
Art. 54 - Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumita' dei cittadini.
Fatti, caro Direttore, fatti e non sospetti.
Non possiamo più tollerare che informazioni che attengo alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica vengano trattate come segreti di stato e magari in nome di una qualche “ragion di stato” o di bottega.
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