Direttore Valter Vecellio. 14 ore 23 min fa
Guido Biancardi

La mia religione (9) - Estratti dal testo originario, di Lev Tolstoi, 1883

09-07-2012

Perché dunque gli uomini non fanno ciò che il Cristo ha detto loro di fare, dal momento che questo darebbe loro il bene supremo che essi hanno sempre desiderato e che ancora desiderano? Odo da ogni parte una sola risposta espressa in maniere diverse: ” l''insegnamento del Cristo è bellissimo ed è vero che se lo si seguisse il regno di Dio si instaurerebbe sulla terra ma è difficile e , dunque, irrealizzabile.

Ciò che il Cristo insegna sulla maniera con cui la gente deve vivere è divinamente buono e farebbe il bene degli uomini, ma è difficile da realizzare per gli uomini. Ripetiamo ed intendiamo queste parole così sovente da non veder più la contraddizione che vi è ospitata.
E' nella natura dell'uomo fare ciò che è meglio...

Da che l'uomo esiste, la sua attività raziocinante mira ad uscire al meglio dalle contraddizioni di cui è piena la vita di un individuo come quella dell'umanità nel suo assieme.
Gli uomini si battono per la terra, infine essi giungono a dividere tutto e chiamano ciò la proprietà: essi trovano che malgrado tutte le difficoltà che ciò presenta, è meglio così, ed essi mantengono la proprietà; gli uomini si battono per delle donne, abbandonano i loro figli, ma finiscono per trovare che per ciascuno è meglio avere la propria famiglia, e , sebbene sia molto difficile nutrire una famiglia, essi mantengono la società , la famiglia e ben d'altre cose. Ogni volta che gli uomini hanno trovato che una cosa fosse meglio, essi vi si sono conformati, per quanto difficile questo sia potuto apparire loro. Cosa vogliamo dunque dire dicendo: l'insegnamento del Cristo è bello, la vita che ci prospetta è migliore di quella che facciamo, ma non possiamo accettare questa migliore maniera perchè “ è difficile”?

Se”difficile” vuol dire che è difficile sacrificare la soddisfazione momentanea della propria concupiscenza ad un bene, fosse pur grande, allora, perchè non ci diciamo che è difficile arare, per avere del pane ? piantare degli alberi di mele per avere dei pomi ? Ogni essere dotato di rudimenti d'intelligenza sa che non si raggiunge un bene importante senza dover superare delle difficoltà. Ed ecco che troviamo bello l'insegnamento del Cristo, ma irrealizzabile in quanto difficile. E' difficile perchè , seguendolo, dovremmo privarci di quel che avevamo prima . Come se non avessimo mai sentito che è talvolta più vantaggioso subire un danno e rinunziare a qualcosa che non subire mai nulla e servire unicamente la nostra concupiscenza.
Un uomo può essere bestiale, e nessuno glie lo rimprovererà, Ma l'uomo non deve ragionare dicendo di voler essere una bestia. Dal momento in cui si mette a ragionare egli si riconosce ragionevole e, riconoscendosi tale, non può non distinguere ciò che è ragionevole da ciò che non lo è. L'intelligenza non ci comanda nulla; essa non fa che illuminarci.

Cercando una porta nell'oscurità io picchio contro il muro con le mie braccia e le mie gambe. Entra un uomo con della luce ed io scorgo la porta. Non posso più, dunque , picchiare contro il muro, ed ancor meno posso affermare che pur vedendo quella porta, e pur pensando che sarebbe meglio servirmene, trovi questo difficile e preferisca continuare a sbattere i ginocchi nel muro.

La falsa idea che è all'origine di questo ragionamento è ciò che viene chiamata la fede cristiana dogmatica, quella fede che si insegna sin dall'infanzia a tutti i cristiani nei diversi catechismi ortodossi, cattolici e protestanti.

Tale fede, secondo una definizione data dagli stessi credenti, consiste nel riconoscere come reale ciò che è apparente (queste parole, pronunziate dall'apostolo Paolo, sono riprese in tutte le teologie ed in tutti i catechismi come la migliore definizione della fede).Ed è questo riconoscimento come vero di ciò che è apparente che ha portato gli uomini alla strana affermazione secondo la quale l'insegnamento del Cristo è buono per gli uomini ma non conviene loro.

La dottrina di questa fede, nella sua più precisa espressione, si presenta così: un Dio vivente ed eterno, uno in tre persone, decise improvvisamente di creare un mondo di spiriti. Dio che è buono creò questi spiriti per il loro bene: ma accadde che uno di questi spiriti divenne cattivo e pertanto infausto. Dopo molto tempo, Dio creò un secondo mondo, materiale, e l'uomo, egualmente per il suo bene. Dio lo creò beato, immortale e senza peccato.

Era beato poiché profittava dei beni della vita senza lavorare; immortale poiché quell'esistenza doveva durare senza fine; senza peccato poiché ignorava il male. Quest'uomo, in paradiso, fu sedotto da quello spirito appartenente alla prima creazione, divenuto cattivo da se stesso, e, da quel giorno l'uomo è decaduto e fa nascere altri uomini anch'essi decaduti; da quel tempo gli uomini cominciarono a lavorare, ad essere ammalati, a soffrire, a morire, a lottare fisicamente e spiritualmente. In altre parole l'uomo immaginario si è trasformato nell' uomo reale quale lo conosciamo, e non abbiamo dunque il diritto d'immaginare diversamente.

Secondo questa dottrina lo stato dell'uomo che lavora, soffre, sceglie il bene e rifugge il male, e poi muore, questo stato che esiste e fuori dal quale non possiamo immaginare nulla , non è il suo vero stato, è uno stato improprio, fortuito, provvisorio.

Anche se, secondo questa dottrina, tale stato dura per tutti gli uomini da quando Adamo fu scacciato dal paradiso, cioè dall'inizio del mondo, sino alla nascita del Cristo e persino ai giorni nostri , i credenti devono immaginare che si tratta di uno stato fortuito, provvisorio. Secondo questa dottrina, il Figlio di Dio (lui stesso Dio, la seconda persona della Trinità) fu inviato da Dio sulla terra e prese le sembianze d'un uomo al fine di salvare gli uomini da questo stato fortuito, provvisorio, che è loro improprio, al fine di togliere tutte le maledizioni che questo stesso Dio aveva fatto pesare su di essi a causa del peccato d'Adamo e per restaurarli nel loro primo e naturale stato di beatitudine che è assenza di dolore, immortalità, innocenza ed oziosità. Per questa dottrina, la seconda persona della Trinità, il Cristo, ha espiato il peccato di Adamo per il fatto stesso che gli uomini l'hanno crocefisso, mettendo fine a quello stato antinaturale dell'uomo che durava dall'inizio del mondo. Da allora, ogni uomo che crede nel Cristo ha ritrovato lo stato che era suo in paradiso, ridiventando immortale, innocente ed ozioso e sottraendosi al dolore .

La dottrina non si ferma su questa parte del compimento della redenzione che farebbe sì che dopo la venuta di Cristo, la terra darebbe i suoi frutti per i credenti senza che essi debbano penare per averli, le malattie sparirebbero, le madri non soffrirebbero più mettendo i loro figli al mondo; poiché non è per nulla facile persuadere coloro che lavorano duro e soffrono, qualunque sia la loro fede, che il loro faticare si fa senza pena e che la loro sofferenza non è dolore. In compenso l'altra parte della dottrina, secondo cui la morte ed il peccato non esistono già più sin d'ora, è affermata con particolare zelo.

Si afferma che i morti sono sempre in vita. E dato che essi stessi non possono in alcun modo confermare di essere morti né che sono vivi, non più che una pietra possa affermare che essa possa , o meno parlare, questa assenza di protesta (*dichiarazione) è ammessa come prova, e si considera che coloro che sono morti non lo sono affatto. E si afferma ancor più solennemente, con ancor maggiore certezza, che , dalla venuta del Cristo l'uomo non ha più bisogno di rischiarare la sua vita con l'intelligenza, né di scegliere ciò che è meglio per lui; l'uomo è sbarazzato dal peccato.

Gli basta credere che il Cristo l'ha liberato dal peccato, ed egli sarà sempre innocente, ovvero perfettamente buono. Secondo questa dottrina gli uomini devono immaginare che la loro intelligenza è impotente e che sono dunque innocenti poiché non possono errare.
Un vero credente dovrebbe immaginare che dalla venuta del Cristo la terra dona i suoi frutti senza fatiche, le donne partoriscono senza dolore, che non vi sono più malattie , né morte , né peccato, che non ci sono più errori, ovvero che ciò che è non esiste e che esiste ciò che non è.
E' ciò che afferma la teologia se la si segue sino all'estremo nella sua logica.

A prima vista questa dottrina sembra innocente.
Ma una trasgressione della verità non è mai innocente, provoca delle conseguenze tanto più importanti quanto importante è l'oggetto della menzogna. Ora, qui, l'oggetto della menzogna è l'intera vita umana. Ciò che questa dottrina considera come una vera vita è una vita individuale beata, eterna e senza peccato, ovvero una vita che nessuno ha mai conosciuta e che non esiste. Quanto alla vita che esiste , la sola che conosciamo, quella che viviamo e che da sempre vive tutta l'umanità, essa è, secondo questa dottrina, una vita decaduta , cattiva, soltanto una campionatura della buona vita, di quella che ci conviene.
Questa dottrina annulla completamente la lotta fra l'aspirazione alla vita animale e quella alla vita raziocinante che giace nell'anima di ogni uomo e costituisce l'essenza della vita di ciascuno.

Questa lotta è trasferita entro un avvenimento che è capitato ad Adamo in paradiso , nel momento della creazione del mondo. Per questa dottrina la questione” devo o no mangiare tutte le mele che mi tentano ?” non esiste per l'uomo. Questa questione è stata risolta una volta per tutte da Adamo, in modo negativo. Adamo ha peccato per me, ha errato, e tutti noi siamo decaduti irrimediabilmente e tutti i nostri sforzi per vivere secondo ragione sono inutili e persino empi. Io sono irrimediabilmente cattivo, e devo saperlo. E la mia salvezza non consiste affatto nell'illuminare la mia vita con l'intelligenza , ed a distinguere il bene dal male al fine di fare ciò che è meglio. No, dato che Adamo ha agito male in mia vece una volta per tutte, ed il Cristo ha riparato a questo male ugualmente una volta per tutte, non mi resta dunque che affliggermi per la caduta di Adamo e gioire della salvezza apportata dal Cristo, come semplice spettatore.

La vita quale esiste su questa terra, con le sue gioie , le sue bellezze, con la sua lotta della ragione contro le tenebre, la vita di tutti gli uomini che sono vissuti prima di me, ed anche la mia, con la mia lotta interiore e le vittorie della mente, non sarebbe la vera vita , ma una vita decaduta, definitivamente sprecata; la vita vera senza peccato risiederebbe nella fede ovvero nell'immaginario, ovvero nella follia.

Si è dovuto presentare come inesistente ciò che è , e come esistente ciò che non è perchè si arrivasse ad una così stupefacente contraddizione. Ed è questa falsa rappresentazione che ritrovo nella fede pseudo-cristiana predicata da 1500 anni.
Ora si intende questa obiezione contro la dottrina del Cristo, secondo la quale il suo insegnamento è buono ma irrealizzabile, non solamente sulla bocca dei credenti ma anche in quella dei non-credenti.

Questa stessa obiezione è avanzata da uomini di scienza, da filosofi, da uomini istruiti che si considerano liberi da ogni superstizione, che non credono a niente, e che quindi si ritengono liberi dalla superstizione della caduta e della redenzione.

E' vero che coloro che si dicono non-credenti non credono né in Dio , né in Cristo , né in Adamo; ma alla falsa idea centrale secondo la quale l'uomo avrebbe diritto ad una vita di beatitudine, idea sulla quale si basa tutto, essi vi credono come ed anche più fermamente dei teologi.

La scienza, con tutti i suoi privilegi e tutta la sua filosofia ha un bell'inalberare il suo coraggio pretendendo di guidare le menti, essa non è guida , è supporto. La sua visione del mondo le è sempre data già pronta dalla religione e la scienza lavora unicamente sulla via che le è stata mostrata dalla religione. La religione scopre il senso della vita degli uomini, la scienza applica quel senso ai diversi aspetti della vita, Per questo, se la religione dà un falso senso alla vita, la scienza , formata all'interno di questa percezione religiosa del mondo, applicherà in diverse maniere questo falso senso alla vita degli uomini. E' proprio ciò che succede alla nostra scienza europea cristiana ed alla nostra filosofia.

La dottrina della Chiesa colloca il senso principale della vita degli uomini nel diritto ad una vita beata, conseguita non attraverso gli sforzi dell'uomo, ma a mezzo di qualcosa d'esteriore, e questa percezione del mondo diventa la pietra angolare di tutta la nostra scienza e di tutta la nostra filosofia

La religione, la scienza, l'opinione pubblica affermano chi meglio dell'altra che la vita che noi facciamo è cattiva, ma che una dottrina che ci insegna come divenire migliori e ciò facendo rende la nostra vita essa stessa migliore, questa dottrina è irrealizzabile.
L'insegnamento del Cristo, dicendoci che gli uomini possono migliorare le loro vite con le loro proprie forze , sarebbe irrealizzabile secondo i teologi perchè Adamo è caduto ed il mondo giace nel male.
*a cura di Guido Biancardi - (Segue)

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