Un Monti coraggioso all’assemblea dell’ABI denuncia la concertazione
Finalmente un premier che ha il coraggio di esercitare l’onere dell’azione di governo ed ha la forza della verità:"Gli esercizi di concertazione del passato hanno generato i mali contro cui lottiamo oggi e per i quali i giovani non trovano lavoro proprio perché lo Stato interveniva". Affermazioni pronunciate all’assemblea annuale dell’ABI, vere e impopolari, ma necessarie per salvare il paese e i cittadini, soprattutto i meno abbienti, dal fallimento dello stato, che è innanzitutto il fallimento dello stato sociale.
Le parti sociali debbono restare tali, parti, “ed essere viste dalla società come parti vitali e parti importanti, ma non soggetti nei confronti dei quali il potere pubblico dia in outsourcing responsabilità” . Come Monti, all’outsorcing delle decisioni di governo preferiamo l’affidamento in house, perché l’Italia si trova sull’orlo della bancarotta anche grazie alla concertazione.
Siamo quasi in una condizione di bancarotta fraudolenta a causa dell’opera di questi partiti, sindacati e Confindustria. Le recenti sintonie di Squinzi e Camusso sostenitori ad oltranza del dissennato parlamentarismo di spesa, sostenitori ad oltranza della spesa pubblica contro l’azione di risanamento del Governo, ne sono la più vivida testimonianza.
In una democrazia rappresentativa presa sul serio si eleggono i parlamentari, che votano la fiducia al Governo perché compia le scelte necessarie al bene comune. Il parlamento affida “in house” al governo l’onere e l’onore dell’azione esecutiva, non alle parti sociali. L’alternativa è stata inventata circa 90 anni fa ma non è consigliabile perché si tratta del sistema dei fasci e delle corporazioni.
L’outsourcing, come lo ha definito Monti, è la deprecabile falsificazione del dettato costituzionale che ha “prodotto” i 1900 miliardi di debito pubblico scaricato sulle spalle dei figli da nonni e padri irresponsabili.
Monti lo ha ricordato chiaramente: "Le giovani generazioni che si affacciano nel mondo del lavoro e non lo trovano sono state sistematicamente danneggiate dal modo di “comporre i conflitti" con le parti sociali in passato. I nostri figli e i nostri nipoti non trovano lavoro proprio per il modo di "comporre il conflitto con le parti sociali”, saldando la differenza occorrente con il bilancio pubblico". Se un tempo si pagava a “babbo morto”, oggi a si paga a “figlio vivo”, se sopravvive!"
Monti ha ragione, questo è il percorso di guerra più duro da affrontare. Superate le ingiustizie interne, sapremo essere più credibili e meno vulnerabili dalla speculazione.
Speriamo che la gli errori commessi dopo la crisi degli anni ’90 non si ripetano. Chi non ha partecipato al sacco delle finanze pubbliche sa bene che siamo “in guerra contro i vizi strutturali della nostra economia e del nostro sistema sociale.
L’equità ha bisogno di verità: i diritti costano ed è giusto che si sappia e che siano pagati da chi ne gode i benefici.
L’alternativa, già percorsa imprudentemente, è fatta di debito pubblico, spread, sino al possibile fallimento del Paese.
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