Amnistia subito! Dal 18 luglio quattro giorni di nonviolenza, di sciopero della fame e di silenzio
Ancora una volta Marco Pannella richiama la politica su ciò che definisce “la più grande questione istituzionale e sociale del nostro Paese”, cioè lo stato della Giustizia civile e penale.
Non sono più solo i detenuti e i loro familiari, i direttori, gli agenti di polizia penitenziaria, gli psicologi, gli educatori, il personale sanitario e ammnistrativo, le associazioni che di carcere si occupano da anni, i volontarie i cappellani a condividere l’ennesimo allarme lanciato da Pannella.
Ora c’è una lettera aperta al Presidente della Repubblica promossa dal Prof. Andrea Pugiotto e sottoscritta da oltre cento professori ordinari di Diritto Costituzionale, di diritto Penale e di Procedura Penale. Si tratta di uno straordinario documento culturale, scientifico e politico che chiede al Presidente di farsi forte di una sua prerogativa prevista dal comma 2, art. 87 della nostra Costituzione: il messaggio alle Camere, per favorire un processo deliberativo in Parlamento attraverso la formalizzazione delle sue preoccupazioni istituzionali e costituzionali così puntualmente ed efficacemente manifestate in occasione del convegno "Giustizia! In nome della Legge e del popolo sovrano" svoltosi un anno fa grazie all’invito e all’ospitalità del Presidente del Senato, Renato Schifani.
Questa straordinaria mobilitazione del mondo scientifico ha ridato anche a noi, incoraggiandoci, il senso della urgenza necessaria e possibile per alimentare la battaglia per la grande Riforma della Giustizia, riforma strutturale che può essere realizzata, su tutti i fronti, con la proposta di una amnistia, affinché le strutture esistenti – immediatamente e dopo trent’anni – fuoriescano dalla condizione criminale rispetto alla nostra Costituzione, rispetto alla giurisdizione europea e rispetto alla coscienza civile del nostro Paese.
Cosa ti chiediamo, caro Valter con questa lettera?
1) Di sottoscrivere la lettera/appello dei costituzionalisti al Presidente della Repubblica che puoi leggere integralmente sul sito www.amnistiasubito.it
2) Di partecipare, nel modo che riterrai, ai quattro giorni di nonviolenza, di sciopero della fame e di silenzio. Il “silenzio” lo si può creare - perché dia i suoi frutti di riflessione interiore - partecipando a momenti di raccoglimento da vivere insieme agli altri nelle carceri o, semplicemente, nei luoghi che frequentiamo nella nostra vita quotidiana. Proviamo a farlo, magari radunando un po’ di amici ad un’ora x, anche sui Facebook o Twitter, per 5, 10 minuti o mezz’ora. Mentre il rumore ci circonda costantemente, il silenzio va creato, è un’opera che cerchiamo di far diventare strumento della nonviolenza per riflettere su quanto ci accade e su come intervenire nella realtà di violenza, di sopraffazione e di illegalità che sempre più ci circonda. Attenzione, si tratta solo di spunti, ognuno può inventarsi le sue modalità di silenzio da condividere con gli altri.
Per sottoscrivere la lettera/appello dei Costituzionalisti al Presidente della Repubblica, e/o per partecipare, nel modo che si riterrà più consono, ai quattro giorni di nonviolenza, di sciopero della fame e di silenzio puoi riempire i moduli che sono sul sito www.amnistiasubito.it
A presto
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