In ricordo di Raffaele Curreli, ex operaio di Ottana, vittima di un carcinoma. Lavorava alla ex Enichem di Ottana
In ricordo di Raffaele Curreli, ex operaio di Ottana, deceduto a soli 57 anni lunedì per un calcinoma polmonare, trasmetto l' interviste per il servizio inchiesta condotto da Maurizio Bolognetti per Radio Radicale nazionale: denunciando la sua grave patologia ha rotto il muro di omertà che nel Centro Sardegna è radicato.
Raffaele Curreli ha preso coscienza della sua patologia ai primi di marzo del 2012 ed ha cercato fin quando gli è stato possibile di interessarsi dei colleghi di Reparto avvisandoli di farsi controllare con screening specifici perchè aveva ricondotto la patologie alle sostanze con le quali era stato esposto durante la sua attività lavorativa.
Ha segnalato all'Associazione casi simili, mettendoci in contatto in modo da poterli aiutare.
Nelle interviste fatte da Michele Tatti per l'Unione Sarda che da Maurizio Bolognetti per radio radicale invocava "una presa di coscienza collettiva", perchè contattando i colleghi o i loro familiari era venuto a conoscenza che molti di loro erano deceduti di tumore o avevano una patologia oncologica simile alla sua. Diceva "Non devo vergognarmi di essere malato, non possiamo stare tutti zitti, rompiamo questo silenzio".
Ci auguriamo che le Istituzioni Locali, le Parti Sociali, i Politici e la Procura si attivino affinchè si possa rendere giustizia ai lavoratori che come Raffaele hanno pagato un prezzo troppo alto per quel lavoro che ha dato l'illusione di un benessere momentaneo.
Le interviste fatte a Raffaele, alle vedove di altre suoi colleghi sono documenti ufficiali di omicidi colposi; ci auguriamo che anche in Sardegna e non solo nelle Regioni del Nord, come evidenziava il procuratore Guarinello nel Convegno "Giornata Nazionale di Studio sulla Salute e sulla Sicurezza sul Lavoro" tenutosi lunedì 25 giugno nella Sala Conferenze di Palazzo Giustiniani" alla presenza del Presidente della Repubblica, si attivino le indagini per valutare responsabilità dei datori di lavoro e degli Enti preposti alla sorveglianza.
Non è corretto che al Nord con semplici segnalazioni di Malattie professionali si attivino indagini, al Sud nonostante testimonianze, esposti, denunce come quelle fatte sui giornali e su radio radicale: NULLA SI MUOVA.
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