Sentenza inedita a Genova: detenuto malato uscirà
Genova – Un detenuto riconosciuto affetto da grave deficienza immunopatologica ha diritto di scontare la pena fuori dal carcere in alternativa alla detenzione carceraria: questa la decisione, la prima in Liguria e una delle prime in Italia, presa dal tribunale di sorveglianza di Genova che ha applicato la misura della detenzione domiciliare, prevista dall'ordinamento penitenziario, per un genovese, ex tossicodipendente, affetto da AIDS, detenuto per scontare una pena definitiva superiore ai sei anni.
Il detenuto genovese, oltre a essere affetto da AIDS conclamata allo stadio C2, ha una pregressa tubercolosi ed epatite cronica di tipo C. La misura alternativa, introdotta qualche anno fa, si riferisce all'articolo 47 quater dell'ordinamento penitenziario: la persona malata ne può beneficiare a condizione che si curi presso strutture idonee.
L'istanza per chiedere l'applicazione di misure alternative a causa delle gravissime condizioni di salute del loro cliente era stata presentata al tribunale di sorveglianza dagli avvocati Ennio Pischedda e Andrea Costa. Il caso era stato seguito dal magistrato di sorveglianza Daniela Verrina e la decisione è stata poi presa dal collegio del tribunale di sorveglianza. Secondo quanto hanno spiegato nella loro istanza i due legali le condizioni di salute dell'uomo all'interno dell'istituto penitenziario si erano aggravate ed era, quindi necessario che ottenesse una misura alternativa al carcere per potersi curare adeguatamente. In condizioni normali, le misure alternative non sono concesse per pene superiori ai tre anni.
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