Direttore Valter Vecellio. 2 ore 11 min fa
Mario Staderini

Bersani: perchè escludere dal dialogo i radicali? Alemanno: il fallimento è sotto gli occhi di tutti...

27-07-2012

Quella che segue è la trascrizione della settimanale intervista del segretario di Radicali italiani Mario Staderini a “Radio Radicale”. Tra gli argomenti trattati: l'iniziativa dei 4 giorni di nonviolenza sciopero della fame e del silenzio per l'amnistia, la risposta di Napolitano all'appello del prof. Puggiotto, il Comitato nazionale di Radicali italiani, il caso Ilva di Taranto, lo stato della raccolta firme per gli 8 referendum romani e le prossime elezioni amministrative di Roma. Trascrizione a cura di Elisa Fachiri.

Cominciamo con la risposta del presidente Napolitano al prof. Puggiotto.
Credo che la risposta di Napolitano, nei tempi, nei modi e nel merito, si spieghi da sola: la questione giustizia deve rimanere un tabù. Il prof. Puggiotto in dieci pagine ha denunciato la realtà di un Paese che è in stato di flagranza criminale e ha chiesto al Presidente di mandare un messaggio alle Camere affinché affrontino la questione. E più la lettera cresceva in numero di adesioni, ordinari di diritto costituzionale, penale, procedura penale, ex giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, membri del CSM, ex sottosegretari, più si ritardava la data in cui Napolitano avrebbe ricevuto la delegazione di questi giuristi. Da che si parlava di un incontro a fine giugno siamo arrivati a una risposta scritta che quasi vuole chiudere la partita.
Il Presidente, infatti, indica in alcuni interventi fatti dal governo sulle carceri e sulla giustizia un palliativo consistente, rinviando la questione a dopo la pausa estiva. Purtroppo lo stato di criminale flagranza in cui si trova il nostro Paese non andrà in vacanza e non può essere rinviato.
La mobilitazione che è stata proposta ha avuto la forza di crescere in maniera straordinaria: il 95% di alcune carceri si è mobilitato in protesta non violenta, è un fatto inedito non solo in Italia, soprattutto quando avviene in forma organizzata, con degli obiettivi precisi e una leadership forte come quella di Marco Pannella, eppure tutto questo deve passare sotto silenzio perché altrimenti farebbe saltare i piani.
L’incontro che abbiamo avuto con Cardani, nuovo presidente dell’Autorità garante delle comunicazioni è stato molto importante, dato il rapporto conflittuale che abbiamo avuto, soprattutto nell’ultimo periodo, con questa autorità, a causa del fatto che non diede seguito ai suoi stessi atti. Con quelli aveva accertato che la Rai non stava adempiendo al suo ruolo di servizio pubblico in tema di giustizia e carceri e le aveva intimato di intervenire dando conto delle iniziative dei Radicali e del leader Marco Pannella. Dopo la manifestazione svoltasi a Napoli di fronte alla sede dell’Autorità il 25 luglio in occasione dell’insediamento dei nuovi commissari organizzata dall’Associazione Radicale per la grande Napoli siamo stati tempestivamente ricevuti dal presidente Cardani: il suo primo incontro esterno ufficiale. In questa conversazione abbiamo sottolineato che il ruolo che i Radicali vogliono avere per l’Autorità e in generale per tutte le istituzioni è di supporto, per far rispettare la legge e i loro stessi provvedimenti. Mi aspetto una discontinuità importante rispetto al vecchio modus operandi dell'autorità: non mi stancherò mai di ripetere che la partita sulla giustizia si giocherà attraverso l’informazione agli italiani, per creare quelle condizioni politiche che Napolitano nella sua lettera di risposta ha ribadito non esserci ancora.

Durante il comitato di Radicali Italiani ricorderete il 28 luglio, la data in cui il capo dello stato un anno fa si pronunciò sulla giustizia? E come funzioneranno i lavori di questo Comitato?
Sì, stiamo tentando di organizzare per sabato, nell’orario della pausa pranzo, una celebrazione del convegno dello scorso anno, quando il Capo dello Stato e altre istituzioni presero coscienza dell’urgenza giustizia.
Per quanto riguarda il Comitato, che inizierà oggi pomeriggio alle 16.30, avremo la possibilità di riflettere sulla situazione politica generale, tenendo presente come l’analisi radicale oggi sia di fatto espulsa dall’accesso all’opinione pubblica, come abbiamo ricordato ieri all’Autorità delle comunicazioni. Dovremo anche valutare in quale modo offrire al Paese un’alternativa democratica di governo, in un momento in cui si sta tentando di usare l’emergenza per dare un nuovo assetto, ma sempre partitocratico, al sistema italiano. Dobbiamo capire se saremo pronti ad ottobre per partire con un progetto referendario nazionale o se dovremo cercare altre modalità.

A Milano è stato approvato stanotte in Consiglio comunale un provvedimento sulle unioni civili. I Radicali sul tema dei diritti civili hanno in piedi due importanti iniziative attraverso i comitati Milano radicalmente nuova e Roma si muove, ci vuoi ricordare queste battaglie?
Vorrei sottolineare, soprattutto a chi era dubbioso sulla potenzialità di questi strumenti di democrazia diretta a livello locale, come siamo riusciti a dare una valenza nazionale a certi temi. Sulle unioni civili e sul testamento biologico tutti devono riconoscere che sono stati i Radicali, a diversi livelli, a mantenere vivo il dibattito su tutto il territorio nazionale, incalzando il Partito Democratico al punto tale che a Milano l’iniziativa sulle unioni civili dei nostri compagni milanesi è stata coperta da un’iniziativa del Pd che è arrivata ieri a buon fine. Mentre a Roma nel 2007 l’allora sindaco Veltroni bocciò una delibera popolare sulle unioni civili che portammo in Consiglio comunale, e oggi Alemanno segue la stessa linea. Attraverso i referendum romani stiamo offrendo l’occasione di spazzare via le reticenze della classe politica su questi temi. Il popolo italiano è molto più avanti della sua classe dirigente e non avrà nessun problema a dire che la libertà di scelta spetta alla persona, sempre che riusciremo ad arrivare al voto: i nostri tavoli stanno andando bene, grazie al lavoro di Riccardo Magi e dei compagni del comitato, ma sta arrivando il mese di agosto e il comune continua ad ostacolarci, infatti gli uffici comunali ancora non danno la possibilità di firmare al loro interno.

Torniamo a parlare del Comitato: dovrete affrontare anche questioni statutarie, di che si tratta?
Sì la Commissione Statuto ha fatto un lavoro di proposte di modifica che verrà presentato oggi in una sessione ad hoc dove potremo discuterne ampiamente, visto che i Radicali sono da sempre attenti alla vita interna. Decideremo se votarlo o meno, ma credo che la cosa migliore sia rinviare qualsiasi decisione al prossimo Comitato per avere una discussione più libera e più onesta e per avere la possibilità di rifletterci sopra, anche perché abbiamo questioni politiche molto importanti su cui dobbiamo confrontarci e prendere delle iniziative.

Segretario dei Radicali italiani. Ha pubblicato nel 2003 il libro Otto per mille, come lo Stato sottrae un miliardo di euro ogni anno agli italiani per darli alla Chiesa cattolica.

Per quanto riguarda la riforma elettorale ogni giorno sembra che i partiti che sostengono Monti arrivino a un accordo ma poi sfuma tutto, e nel frattempo al Senato è passata la riforma della costituzione con i voti di Pdl e Lega per l’elezione diretta a suffragio universale del Capo dello Stato, mentre Pd e Idv, contrari, sostengono che è stata una votazione inutile visto che non ci saranno né i tempi né i numeri per approvarla...
Io penso che stiamo assistendo alle dirette conseguenze dell’assenza di un dibattito politico pubblico. Chiunque assiste a questo gioco delle parti non può che provare del fastidio, prima ancora che ilarità. La situazione è paradossale: giorni fa le agenzie parlavano di un accordo concluso tra Bersani, Alfano e Casini, saltato all’ultimo minuto, ma nessuno sapeva quale fosse l’accordo. Fino a che non ci sarà la possibilità di aprire il dibattito politico sulla legge elettorale e le riforme istituzionali attraverso un confronto tra modelli alternativi veri, quelli che storicamente hanno funzionato, saremo costretti ad assistere ai balletti partitocratici alla ricerca di una formula che mantenga l’assetto oligarchico esistente. Credo che la vera certezza saranno le proteste contro Alfano, Bersani e Casini se concluderanno il loro accordo su un sistema proporzionale, almeno i 29 milioni di italiani che nel 1993 votarono il referendum radicale non saranno dalla loro parte.
Per quanto riguarda il Pd, la mia opinione è che stanno dando troppo peso al fatto che la crisi economica consoliderà il ruolo dei grandi partiti. Ho letto che offrirà un confronto sul suo programma progressista ai moderati, quindi chiedo a Bersani perché non confrontarsi anche con noii Radicali, d’altronde se fosse un partito democratico all’americana avrebbe al suo interno una componente moderata, ma anche una più radicale. L’occasione c’è per avere un confronto serio e poter arrivare a convincere l’elettorato nelle dimensioni in cui avrebbe bisogno il nostro paese, ossia per costruire una maggioranza forte ma attenta a questioni come democrazia e stato di diritto su cui i Radicali continuano ad avere il monopolio.

Parliamo della chiusura dell’importante stabilimento industriale dell’Ilva, che oggi è sulle prime pagine di tutti i giornali, con il dilemma tra la volontà dei lavoratori che non vogliono che chiuda e le questioni ambientali, visto che la decisione del GIP dipende dal pesante inquinamento nella città di Taranto, come se ne esce?
Io concordo pienamente con quanto detto in questi giorni da Maurizio Bolognetti, Elisabetta Zamparutti e Maurizio Turco. Vorrei ricordare come la candidatura a sindaco nelle ultime elezioni di Taranto di Angelo Bonelli dei Verdi proprio rispetto alla questione ambientale dell’Ilva ha avuto un riscontro del 13/14%, qualcosa che nessuno si sarebbe aspettato vista l’importanza per l’economia della città di questa industria. Credo che la soluzione non sia cedere al ricatto occupazionale ma piuttosto occuparsi di riconvertire quest’area che è stata abbandonata dalla classe dirigente negli ultimi 40-50 anni. Quello di Taranto non è un problema isolato, ma riguarderà anche il territorio casertano inquinato dai rifiuti tossici, la Sicilia e altrove. È l’occasione per sperimentare un modello di riconversione, che potrà essere idoneo per tante altre situazioni. Il ministro Passera deve comprendere che è necessario uno sviluppo ecologicamente intelligente dell’industria e delle nostre attività produttive, dato che è il ministro in maggiore continuità con le politiche errate del passato. È la sfida che deve accogliere anche il Pd, decidendo se continuare o meno a tutelare il lavoro a qualsiasi prezzo. Con i referendum di Roma e Milano abbiamo cercato di proporre modelli alternativi di sviluppo, e forse è il motivo per cui il Pd non è stato protagonista né a Milano né a Roma di questa partita.

Concludiamo con Roma, visto che si sono candidati sia il sindaco uscente Alemanno sia Nicola Zingaretti, che situazione vedi nelle prossime elezioni amministrative?
Il fallimento oggettivo di Gianni Alemanno è sotto gli occhi di tutti, si era presentato come colui che avrebbe rotto con il sistema dei poteri forti degli ultimi vent’anni, invece ha dimostrato non solo di essere in perfetta continuità con il passato ma anche di essere incapace di gestire l’ordinario. Dall’altra parte Nicola Zingaretti è il sindaco mancato, la sua candidatura è attesa da cinque anni. Credo che il suo problema potrà essere quello di rimanere troppo attento alle dinamiche nazionali, per cui preferire accordi con l’Udc piuttosto che cercare un rapporto diretto con la popolazione e con quelle forze che cercano di interpretare l’opinione pubblica. Io avrei piacere in questo periodo di incontrare Zingaretti e spiegargli il nostro progetto referendario, perché può essere un supporto per chiunque sarà il prossimo sindaco, in quanto secondo me non potrà prescindere da una spinta popolare, come quella dei referendum, se vorrà combattere i blocchi di potere.
 

Annuncio riguardo il sistema di commenti.

Come preannunciato abbiamo disattivato il vecchio sistema dei commenti. Da adesso i poi sarà possibile commentare solo attraverso il sistema Disqus. 
 


Notizie Radicali: il giornale telematico di Radicali Italiani - Direttore: Valter Vecellio
Team: Simone Sapienza, Maria Veronica Murrone
Sito web: Mihai Romanciuc
Vuoi collaborare? Scrivi a notizie.ra