Direttore Valter Vecellio. 1 giorno 8 ore fa
Pier Paolo Segneri

Partito o Movimento?

01-08-2012

L’impegno politico attivo dei cittadini può essere praticato in diversi modi, secondo diverse forme di partecipazione e di associazione, di militanza e di adesione ad un progetto o ad una lotta specifica oppure ad un vero e proprio soggetto politico organizzato. In particolare, le due forme principali di partecipazione attiva alla vita politica sono quelle rappresentate dai partiti e quelle interpretate dai movimenti. Sono due modi diversi di raccogliere le istanze provenienti dalla società e di vivere l’attività politica in maniera diretta.

A tal proposito, in un recente articolo di Michael Walzer, pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 20 luglio scorso, si affronta in modo molto interessante la questione offrendo spunti per ulteriori considerazioni sulla forma organizzativa dei partiti tradizionali e dei movimenti sociali. La dicotomia tra partito e movimento è antica e, in quanto tale, ha prodotto – in passato – interessanti dibattiti che hanno attraversato la nostra storia repubblicana. La discussione su movimento e partito ha caratterizzato spesso il dibattito interno al Partito Radicale e, oggi, è ritornata di grande attualità. Per dare al tema un elemento di novità, a cui agganciarsi, così da poter discutere in maniera più approfondita di questa dicotomia, proverei a fare un parallelo tra la politica e la recente scoperta scientifica del bosone di Higgs. Anzi, meglio: vorrei qui tentare una traslazione, una metafora, quasi una trasposizione dal campo scientifico a quello politico.

Membro della Giunta esecutiva di Radicali Italiani e Presidente dell'Associazione Radicale "Pier Paolo Pasolini" di Frosinone

Può esserci di aiuto, allora, al fine di cogliere appieno questa similitudine, capire che cos’è il Modello Standard sul piano scientifico. Si tratta di una teoria ben strutturata, fissa, in grado di offrirci uno schema valido e adatto per leggere i fenomeni fisici, darci risposte esaurienti agli interrogativi che lo studio e l’osservazione della realtà microscopica ci pone. Il Modello Standard, in altre parole, è una teoria quantistica dei campi, che descrive tre delle quattro forze fondamentali note: ovvero il comportamento delle particelle nucleari forti, nucleari deboli ed elettromagnetiche. La forza gravitazionale rimane l’unica interazione a non essere descritta dal modello. Inoltre, va aggiunto che questa importante teoria scientifica ha il limite di non prevedere l’esistenza della cosiddetta “materia oscura”, che invece costituisce gran parte della materia dell’universo. Secondo questo mio parallelo, allora, potremmo indicare il Modello Standard della politica nella forma dei partiti tradizionali, con le segreterie, le strutture burocratiche , le gerarchie, la struttura fissa, il corpo pesante. Insomma, ritornando alla scienza, il comportamento delle particelle elementari e le loro modalità d’interazione sono descritte, nella teoria quantistica dei campi, dal cosiddetto Modello Standard, che incorpora anche la “teoria della relatività” di Albert Einstein.

Secondo la meccanica quantistica, però, esiste anche un incessante movimento spontaneo di ogni entità fisica microscopica. E’ proprio come accade nei movimenti sociali che sono continuamente ravvivati dal fermento di idee, dalla creatività degli individui, dalla capacità di attrarre, è come se si trattasse di una sorta di campo di Higgs della Politica, cioè di un campo “altro”, composto come da tante fiammelle, tante “palline”, cioè da tante idee in movimento, che rimbalzano ovunque, interagiscono, si incontrano, si scontrano, si attraggono. Insomma, ha ragione Michael Walzer quando scrive: “La politica dei partiti è modulata dalle scadenze elettorali, quella dei movimenti è un lavoro costante”.
A questo punto, però, qualche domanda si pone: come si può far conciliare l’esistenza di sistemi stabili, definiti appunto dal Modello Standard, con componenti in movimento come le particelle? Lo stesso interrogativo si può traslare dal campo scientifico a quello politico: è possibile far conciliare la forma-partito tradizionale con la forma dei movimenti? E inoltre: come si può conciliare la forma tradizionale dei partiti con la realtà mutevole di una società in movimento? La risposta che la scienza ci ha dato è nel “bosone di Higgs”. E per la politica?
 

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