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Emanuele Rigitano

Legge elettorale: dal Porcellum al Truffellum modello Grecia?

06-08-2012

Ignazio La Russa andava fiero, fino a poco tempo fa, de bipolarismo all'Italiana, nato dopo il porcellum. Era un alfiere del bipolarismo al punto che diceva che bastasse dare le preferenze al sistema elettorale voluto dal centrodestra della Casa delle libertà (Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord e Udc) a pochi mesi dalle elezioni che troveranno Prodi e un centrosinistra non in condizione di governare.

Ora La Russa dice che bisogna cambiare la legge dando un premio di maggioranza. Non alla coalizione, ma al primo partito. Evidentemente ha cambiato idea, come molti d'altronde. Però i cittadini che votando Pdl hanno permesso a La Russa di stare in parlamento non sanno che un tale sistema elettorale assomiglierebbe molto a quello della Grecia. Quello che ha riportato al voto dopo solo un mese perché non si riusciva a fare una coalizione.

Pierluigi Bersani è stato di recente intervistato da Corradino Mineo su Rai News. Il segretario del Pd continua a ripetere più o meno le stesse parole da mesi, senza essere stato in grado, in 4 anni, di proporre una coalizione e un programma. Una cosa però ha mostrato un'incoerenza di fondo nel discorso bersaniano: prima critica il Porcellum per il suo premio di maggioranza, che permette anche di eleggere il Presidente della Repubblica (come fece l'Unione...), affermando che va assolutamente cambiato... poi parla di un premio di maggioranza, blaterando che sia o al primo partito (come La Russa) o di coalizione di liste che superino almeno lo sbarramento del 5%.

Ecco il tranello malefico. Nessuno se ne accorgerà ma c'è un preciso piano diabolico da parte della grande dirigenza deluxe Pd: far fuori i partiti piccoli e medi di centrosininistra, tra cui Idv e Sel spingendo gli elettori al voto utile in modo da prendere più voti del Pdl (che adotterà la stessa strategia nei confronti della Lega) e il premio di maggioranza.

In questo modo il Pd distrugge una coalizione che poteva vincere da sola, come le elezioni amministrative dimostrano, facendo resuscitare, ancora una volta, il partito di Berlusconi e quindi Berlusconi stesso. Questo perseverare diabolicum in continuità con l'era veltroniana è incomprensibile, se non in ottica partitocratica: tutto va bene per mantenere lo status quo e non rischiare che l'Italia si rinnovi e guardi al futuro e al cambiamento una volta per tutte.

Così il Pd tenterebbe, come riuscì con La Sinistra L'Arcobaleno nel 2008, a far fuori Sel, Idv ma anche Verdi Ecologisti, Radicali, Socialisti e fare il bottino di seggi alleandosi con l'Udc. Ovviamente non prima, come negli ultimi 18 anni, ma dopo le elezioni... alla faccia del bipolarismo!

Niente dibattito pubblico, niente confronti televisivi su una questione importante come la legge elettorale, niente Assemblea Costituente per garantire democrazia nel metodo delle decisioni: pochi segretari di partito con un gruppetto di capibastone faranno una legge elettorale che in qualche modo cerca di accontentare i due grandi partiti-fallimento della fine della cosiddetta seconda repubblica.

Non hanno però ancora trovato l'accordo, nonostante tutto, più che altro sui particolari. Se fossero democratici, in assenza di accordo, cancellerebbero il brutto Porcellum non proponendo quello che qualcuno, giustamente, definisce Grechellum (o Truffellum) ma tornando alla legge elettorale che c'era prima.

Il Mattarellum è il modello elettorale nato dopo i referendum che sancirono la fine del sistema proporzionale dei partiti della Prima Repubblica. Italia dei Valori, non molto tempo fa, tentò di fare un referendum con l'obiettivo di ristabilire la vecchia legge, raccogliendo 1 milione e 200mila firme. Mi sembra chiaro che una buona parte dell'Italia preferisce tornare a un sistema con collegi uninominali una quota proporzionale invece di restare col Porcellum e con un sistema simile a quello della decadente Grecia (che ha permesso l'entrata dei neonazisti in Parlamento) che ha l'obiettivo di annientare i potenziali alleati politici.
 

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