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Pier Paolo Segneri

Il sogno di Marilyn Monroe

08-08-2012

“I just want to be wonderful”, voglio solo essere bellissima! Questo era il sogno di Norma Jeane Baker e si è realizzato. Oltre ogni aspettativa, quel sogno di un’anonima e triste ragazza di Los Angeles è diventato realtà. Oggi, a distanza di 50 anni dalla sua prematura scomparsa, lo è ancora più di quanto non lo fosse ieri. Perché la bellezza è una conquista strappata al tempo che fugge e non un dono del destino. Belli non si nasce, si diventa. La bellezza innata prima o poi finisce perché il tempo passa per tutti e, soprattutto, passando, lascia addosso i segni. La bellezza è la nostra capacità di regalare emozioni agli altri. Altrimenti, è soltanto estetismo, misura, limite. Infatti, Norma Jeane non voleva diventare ricca, sognava solo di essere bellissima. La bellezza è arte, è sogno, è ricerca di verità, forse anche di immortalità. La bellezza è immaginazione, fantasia, intuizione delle forme. La bellezza non riguarda il fisico, ma il corpo.

Membro della Giunta esecutiva di Radicali Italiani e Presidente dell'Associazione Radicale "Pier Paolo Pasolini" di Frosinone

La bellezza non è nella perfezione gelida delle linee, per quanto lisce e sinuose, ma nello spirito che pervade la forma, nello sguardo. Norma Jeane ha sempre desiderato essere bella oltre il proprio limite, oltre il confine che la natura le aveva concesso. E ci è riuscita! E’ così che è nata Marilyn Monroe. Per la necessità di Norma Jeane di rimarginare la propria ferita. Quindi, nel tentativo di sconfiggere la solitudine, l’incomprensione, l’inadeguatezza, il dolore e la morte. Tentativo vano, ma la bellezza di Marilyn è rimasta nel tempo oltre il suo tempo. E ci appare ancora oggi piena di vita, di vitalità, di luce, di splendore, di fragile pazzia. Del resto, Marilyn stessa ha saputo dirci molto di sé con questa sola piccola frase: “L’imperfezione è bellezza, la pazzia è genialità”. In altre parole, se il sogno di Norma Jeane Baker è stato la bellezza, il sogno di Marilyn era l’amore. Marilyn ha inseguito l’amore guidata dalla pazzia. Altre strade, per lei, non ve ne erano né potevano esservi.

Questa è stata, allo stesso tempo, la sua fortuna e la sua tragedia. Perché senza quella pazzia non avrebbe avuto neppure il talento e il genio che le ha permesso di essere l’attrice che conosciamo e la donna che vediamo nelle tante foto che la raffigurano. Insomma, mentre Norma Jeane ha visto realizzarsi il suo sogno, quello che invece non si è mai realizzato è il sogno di Marilyn Monroe. E non poteva realizzarsi perché Marilyn era essa stessa un sogno. Era fatta dello stesso materiale di cui sono fatti i sogni. Come il cinema. Come le sue foto.
 

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