Direttore Valter Vecellio. 1 year 17 weeks ago
Valter Vecellio

Concordato. Appello ai credenti e non credenti

Ci si augura che il 20 settembre non sia lasciato passare senza un’energica mobilitazione della coscienza e della volontà popolare. Ci si augura che a partire dalle manifestazioni e dalla mobilitazione organizzata dai radicali parta un anno di lotta contro il Concordato. Mobilitazione e lotta contro il Concordato clerico-fascista del 1929; e la sua “revisione” nato dalle sciagurate trattative di Bettino Craxi e Gennaro Acquaviva.

In Italia da sempre il nuovo potere sente il bisogno, avverte l’esigenza di consolidarsi, raggiungendo compromessi con il Vaticano: è stato così per i governi giolittiani con il “patto Gentiloni”, per il regime fascista con i Patti Lateranensi del 1929, per il regime democristiano con l’articolo 7; è avvenuto con la “revisione”, operazione restauratrice del potere concordatario, e poi con i “favori” e i privilegi assicurati e garantiti da Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Oggi come sempre il prezzo di queste operazioni è pagato dai cittadini, dai veri credenti, dai religiosi e dai laici del dissenso, cioè da quelle maggioranze della società civile e della comunità religiosa che non si identificano con il potere, e da quanti credono che Chiesa e Repubblica, politica e religione, debbano essere altro che potere, o non debbano essere solo potere.

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Per capire in cosa consiste questa “intesa” con il Vaticano è sufficiente leggere i documenti della Conferenza Episcopale sulla necessità di assicurare finanziamenti alle scuole materne religiose. Questo mentre ogni giorno giungono notizie di sacerdoti allontanati dalle loro chiese per delitti d’opinione, di credenti emarginati dalla Chiesa ufficiale per la loro fede, di gruppi cristiani messi in condizione di non poter proseguire la loro opera.

Il rispetto per la coscienza religiosa è prima di ogni altra cosa rispetto ed attenzione per l’altra Chiesa, la Chiesa della ricerca e dell’inquietudine cristiana. Tutto il resto non è rispetto per i credenti, ma solo rispetto umano verso la gerarchia, acquiescenza verso il Potere, rinuncia all’identità storica della sinistra.

Antonio Gramsci era rispettosissimo verso i credenti, ma ciò non gli impediva di condurre un’aspra polemica anticoncordataria che deve essere ripresa, che non può essere accantonata.

Oggi, tanto più vigorosamente in quanto la crisi economica che attraverso il paese fa toccare con mano non solo la pericolosità (e l’onerosità) delle trattative concordataria per la libertà e per i diritti civili, ma pure i suoi effetti negativi per la collettività, che si vede depauperata dagli ingenti contributi economici dello Stato agli Enti ecclesiastici, dagli illeciti aiuti finanziari alle scuole cattoliche, dalle indecenti agevolazioni ed esenzioni tributarie di cui godono i gruppi clericali.

Per questo i radicali inviano oggi come sempre, tutti i cittadini, credenti e non credenti, i cattolici, i credenti in altre religioni, i laici e i riformatori, a partecipare alle manifestazioni e alla mobilitazione anticoncordatarie. Bisogna imporre a una classe dirigente, timida ed esitante di accantonare una politica di mantenimento del Concordato, che si risolve in ignobili truffe, e procedere all’abrogazione dei Patti Lateranensi, adeguandosi a una linea che è propria di tutti i paesi civili, che l’Italia aveva assunta cent’anni fa e che il fascismo, la Democrazia Cristiana, i partiti del regime partitocratrico, hanno poi vertiginosamente abbandonata, per chiedere l’appoggio del vertice vaticano per le loro politiche spartitorie di potere.

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