Direttore Valter Vecellio. 3 days 17 hours ago

Non vogliamo essere complici di un crimine di Stato. Parole chiare a chi ci vuole espellere…

Era previsto ufficialmente da quasi tutti che l’iniziativa della sfiducia non sarebbe passata. In realtà quindi noi abbiamo anche tenuto presente questo fatto, e infatti se noi avessimo votato sarebbe prevalsa la posizione della maggioranza per 315 a 300. Ciò premesso, abbiamo deciso il comportamento che abbiamo avuto per sottolineare che il voto del Senato di ieri ha di fatto unanimemente tranne noi ritenuto irrilevante che il nostro stato questo momento ha una responsabilità letteralmente criminale perché sequestra e non detiene gli oltre 67mila detenuti, più i sequestrati della polizia penitenziaria e i direttori, come dichiarano, e di conseguenza poniamo un problema assoluto di priorità.

Si potranno fare con tempi più o meno consueti tante riformette, mentre noi non possiamo tollerare che si vada avanti continuando strutturalmente a non superare la condizione della giustizia e delle carceri, perché non vogliamo essere complici di un crimine di Stato, ma semmai servitori della Legge e anche di uno Stato da rendere diverso, con amnistia-amnistia-amnistia. E questo spiegheremo a coloro che ci vogliono espellere dal gruppo del PD, non avendo nemmeno lontanamente il sospetto che esista la necessità di obiezioni di coscienza contro il riproporsi di stati etici criminali e assassini.

Estratto dell'intervento di Emma Bonino a Radio Radicale 29 settembre
«Trovo tutto questo strabiliante perché i radicali hanno dato motivazioni politiche e non hanno partecipato al voto utilizzando lo spazio di intervento per ribadire il concetto più importante per noi oggi riguardo la democrazia, l'amnistia, l'interruzione del comportamento criminale delle istituzioni italiane. Così è stato fatto con i cartelli "Amnistia Amnistia" con irritazione dei vertici del PD. Un voto che si sapeva come andava a finire, e che ha procurato un ennesimo voto di fiducia a Berlusconi, oltre a quelli che si chiede da se.
Trovo strabiliante arrivare a minacciare l'espulsione dal gruppo, vedremo come va stamattina. La delegazione radicale ha un'autonomia all'interno del gruppo e minacciare l'espulsione è veramente una formula che si sperava davvero che il PD nell'anno 2011 avesse superato concettualmente»

Le dichiarazioni di voto dei deputati radicali
Elisabetta Zamparutti:
«Signor Presidente, di fronte al persistente rifiuto di interrompere la flagranza di reato in cui si trova la Repubblica, per le condizioni di illegalità della giustizia e del carcere, questioni che il Presidente della Repubblica ha definito di prepotente urgenza, di fronte a tutto questo per noi in questa giornata non si discute la sfiducia nei confronti di uno di voi, di maggioranza o di opposizione che sia.
Per noi oggi non rileva, perché vogliamo esprimere con la nostra non partecipazione al voto la sfiducia ad un'intera classe politica che si ostina a mantenere lo sfascio della giustizia, che è il fondamento dello Stato di diritto, per ripristinare il quale urge una amnistia... Amnistia per la Repubblica!»

Maurizio Turco:
«Signor Presidente, ho ascoltato l'intervento dell'onorevole Contento, ma forse egli non si è accorto che ieri al Senato, in un'Aula pressoché unanime, quindi tutti voi, vi siete rifiutati di porre fine alla criminale illegalità della giustizia e delle carceri italiane.
In nome di quella giustizia e dell'amnistia, di fronte a questo ceto politico che inchioda lo Stato alla condizione di criminale, i deputati Radicali continueranno da oggi, da adesso, da questo momento, la loro battaglia per l'amnistia, l'amnistia della Repubblica, l'amnistia della giustizia, l'amnistia delle carceri, e non parteciperanno al voto»

Rita Bernardini:
«Signor Presidente, il Presidente della Repubblica, che viene richiamato molto spesso, ha detto che la condizione della giustizia e delle carceri ci umilia in Europa. Ebbene, ieri il Senato ha umiliato il Presidente della Repubblica, ha umiliato i cittadini.
Si tratta di una violazione dei diritti umani, che viene fatta sistematicamente. Su queste cose siete tutti d'accordo. Ieri c'è stato un Parlamento unanime contro un'amnistia che è necessaria per la nostra Repubblica, per farla rientrare nella legalità»

Marco Beltrandi:
«Dopo che tutti al Senato, ieri, hanno votato in modo da non interrompere ed aggravare, anzi, la condizione di flagranza ufficiale ed indiscutibile dello Stato italiano contro i diritti umani e la Costituzione, dopo il voto di ieri al Senato, noi non partecipiamo al vostro voto. In nome della giustizia, del carcere, dell'amnistia, noi non partecipiamo al voto di un ceto che inchioda lo Stato alla condizione criminale.
Noi ci batteremo, inoltre, per impedire che metà di voi, la metà dei parlamentari italiani siano espulsi dall'oligarchia, perché diventi ancora di più tale»
 

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