Direttore Valter Vecellio. 1 year 4 weeks ago

Alla Fiera dell'(ieri Nord), oggi più Sud-Est

Tempi di Expo Universali: del cibo come delle armi, delle bevande come delle religioni/confessioni/sette. Niente a che vedere con i vari saloni commerciali, dell'auto o dei natanti, piuttosto che dei velivoli da combattimento più tecnologicamente à la page. Sono, come sempre nelle vecchie fiere, in sostanza, esposizioni di padiglioni decorati dalle bandiere più sgargianti o funeree, che, come nel campo di Agramante o di re Carlo, o nelle corsie e spalti contrapposti di una modernizzata disfida di Barletta, offrono allo sguardo dello spettatore da non lasciare mai ”restare” su qualcosa di particolare per troppo tempo, orifiammi e foulard  che mostrano “i colori” assegnati od assunti dai duellanti in gioco, mortale o gentile come lo si intenda promozionare. Bandiere nazionali, tribali, di banda e di clan.
È spettacolo di guerra? Non ancora piena. Ma di guerriglia, di ribellione, di trucida faida tribale o primavera di rivoluzione democratica, sì. Siamo al prologo di un lungometraggio ancora diviso in almeno tre tempi, o, meglio, in forma di sequel sempre rinnovantesi, ma già concepito in sceneggiatura come tale.
Clash of civilization, guerra religiosa fra ortodossi e scismatici o fra fedeli ed eretici, comunque contro gli infedeli; è questo lo spettacolo vero. Coloro che ne sono attratti si soffermano sulle insegne come sulle marche dei veicoli e degli strumenti bellici: i loghi di alcuni fra questi sono spesso noti (come pick up Toyota ed Opel …) in successione all'apparenza casuale come li si può riconoscere delle inquadrature dei rispettivi musi, ma negate alla “comunicazione commerciale” da quelle dei retro con il cassonetto quasi sempre abbattuto per consentire un poco di spazio in più per la mitragliera multipla di grosso calibro, spesso antiaerea adattata per i terreni di battaglia. Dovranno trovare, come sulle moto GP o sulle F1 degli spazi facilmente esibibili più adatti alla nuova funzione di un veicolo nato e venduto come “commerciale”. Ma c'è qualcuno che oltre a costruirli e commerciarli li adatta e personalizza: Chi è? Sono artigiani sorti nelle rovine di ex capannoni diroccati o sono dei nuovi Habarth o Gordini? Non parliamo delle imbarcazioni! Gommoni mostruosi dalla taglia inusitata che richiede un sistema di produzione non banale o artigianale, ma da specialisti collaudati da una tradizione polidecennale, del genere e della qualità degli Zodiac, Bat, Bombard, Pirelli..? C'è qualcuno che li riadatta o semplicemente, come credo piuttosto li ordina con tutte le specifiche perfettamente convenute? È impossibile individuare i docks ed i moli dove sono rispettivamente tenuti al riparo o attraccati ? Papa Francesco è più scandalizzato dai ”mercanti di morte” produttori di armi da guerra.
 
Qui è come assistere ad un defilé di moda in una settimana di Pret-a-porter, con il Kalasnikov come il Jeans/denim nelle sue infinite varianti di griffe, con  bazooka, ma più spesso russi, anticarro ed i missili portabili antiaerei stinger  di  concezione (e produzione?) americana con  loro riproduzioni  “sofisticate” di provenienza ex sovietica. Calibri come taglie, da ultrasmall ad extralarge, nudi o con annessi binocoli/ visori notturni o puntatori laser. Munizioni standard, incamiciate o dum-dum type.
Venite, venite, genti, ce n'è per tutti! Ecco il prodotto di lancio per la moda della prossima stagione: “primavera” o autunno. Cominciate a farci un pensierino e coordinatele con la fantasia delle tute mimetiche più consona all'ambiente in cui si potrà sfoggiarla. Cinquanta sfumature di grigio-verde-sabbia...
Ma il padiglione delle meraviglie è il vintage delle confessioni e sette religiose. Sciiti delle  pianure e Sunniti degli altopiani, Wahabiti dei deserti e Maroniti di colli e spiagge, Copti di ogni sfumatura di pelle, Armeni di rito, ed Ortodossi, pur se ”misti ad animisti e turisti” quasi od appena  convertiti. E Qaidisti ed “Issini” che han sostituito egregiamente gli storici Assassini. Con contorno di Hezbollah , Fatah,  e Fratelli Mussulmani. Chi ce li consiglia, l'erede di Khomeini o l'Al Baghdadi autoprofetizzatosi Califfo, Al Zawuahiri erede dell' osannato Osama, El Tajeb ( e, chissà, un  neo-Francesco)? Si saldano Teocrazie, Monarchie e Democrazie:“ tutte un vero affare, da non mancare”.
Troppi sono gli imbonitori per distinguere nettamente fra originali e contraffazioni, e fra chi è in buona o malafede. La verità, si sa essere l' inevitabile prima vittima di ogni conflitto armato e letale, di ogni insurrezione  spontanea come di ogni guerra dichiarata, anche se “autorizzata Onu” 
Alla Fiera  (ma campionaria) ero abituato ad andarci  alla mano di mio padre sgranando gli occhi sui prodotti più esotici, affascinato da quello che mi sembrava una rutilante cascata di meraviglie.
Al di là di quella della canzone, l'attuale fiera dell'Est mi fa invece paura. Perchè mentre è deprecata da tutti, viene invece reclamizzata; con cadenze ed espedienti di advertising, mentre ce la vendono come una realtà spontanea, in divenire: Live, naturalmente. 

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